Giorno del ricordo: le foibe
Anche quest'anno si avvicina il giorno del ricordo, istituito dal Governo per ricordare le vittime delle Foibe. Una manifestazione sicuramente dovuta; è giusto ricordare i morti. Quello che però non mi piace è che assieme all'evento non vengono mai ricordate le cause che lo scatenarono! Cause che certo non giustificano una simile condotta da parte di chi le ha perpetrate, ma che sicuramente fanno capire PERCHE'sono avvenute. Molto spesso si accomunano gli infoibati con le vittime dei lager, ad esempio: ci si dimentica però che chi è finito nei lager non ha partecipato nè ha silenziosamente condiviso un ventennio di soprusi ai danni dei propri futuri carnefici. Per saperne di più, proseguite nella lettura dell'articoloL'Italia concluse vittoriosamente la Prima Guerra Mondiale. A seguito del successo, gli austro-ungarici dovettero cedere l'Istria al nostro paese. Questa regione era abitata da più di duecentomila croati e sloveni (dati del censimento austriaco del 1910). Ebbene, da subito in questo territorio si manifestarono le violenze di stampo squadrista contro le popolazioni locali (con gli omicidi di numerosi antifascisti).
Dopo la presa di potere a Roma da parte di Mussolini, le violenze continuarono e si intensificarono, diventarono persino sistematiche: abolizione degli enti culturali, sociali e sportivi sloveno-croati; chiusura delle scuole; rimozione dei simboli; giornali e libri in lingua autoctona vennero considerati materiale sovversivo. Nel 1927 si italianizzarono con un decreto i nomi di famiglia e la toponomastica. Numerose persone vennero mandate al confino o trasferite in Italia. Le lingue parlate (sloveno e croato) vennero bandite dalla vita quotidiana.
Come risultato più di 60.000 persone fuggirono dall'area, cercando rifugio in altri paesi (ad esempio: Jugoslavia, USA). Questi esuli ovviamente finirono con lo schierarsi con le frangie estremiste anti-italiane (comunisti e nazionalisti Jugoslavi).
Procedendo nel tempo, nell'Aprile 1941 le forze dell'Asse (tra cui l'Italia) invasero e occuparono anche la Jugoslavia. A conseguenza di ciò, l'Italia annesse certe regioni (parti della Croazia e della Slovenia); le forze di occupazione italiane si distinsero in molti casi per la brutalità e la violenza (in special modo le Camicie Nere). Migliaia di civili vennero deportati in veri e propri campi di concentramento (Rab, Gonars, Visco, Chiesanuova, Monigo solo per citarne alcuni). Più di 11.000 sloveni e croati persero la vita in questi campi.
Per far capire come funzionavano le cose, ecco alcuni estratti di documenti dell'epoca:
15 Dicembre 1942: Il generale Gambara, a fronte di un rapporto medico proveniente da Rab riguardo lo stato di assoluta malnutrizione dei prigionieri , scrive "Logico ed opportuno che campo di concentramento non significhi campo di concentramento. Individuo malato = Individuo che sta tranquillo"
4 Agosto 1942: un fonogramma del generale Ruggiero annota "briganti comunisti passati per le armi ... sospetti di favoreggiamento arrestati". Il generale Robotti aggiunge di suo pugno: "Chiarire bene il trattamento dei sospetti ... Cosa dicono le norme 4C e quelle successive? Conclusione: si ammazza troppo poco!". Di quali norme parla? Di quelle imposte nel Marzo 1942 dal generale Roatta (Circolare 3C) dove si dichiara "Il trattamento dei ribelli non deve essere sintentizzato della formula dente per dente ma bensì in quella testa per dente"
In questo clima avvennero eccidi come quello di Gramozna Jama (centinaia di corpi di civili riesumati nel dopoguerra, ad opera delle truppe italiane). Inoltre, in generale, migliaia di "ribelli" vennero uccisi senza alcun processo, per ordini dei superiori italiani. In varie occasioni si arrivò a proporre la completa deportazione della popolazione slovena in alcuni centri abitati, e la sua sostituzione con la popolazione italiana (lettera N.08906 del generale Roatta al Comando Supremo, 8 Settembre 1942).
Questi sono solo alcuni esempi di quello che è successo. La documentazione è molto completa. Per saperne di più, consiglio questo link (dal quale ho tratto materiale per questo estratto, e che contiene anche una bibliografia per chi volesse approfondire l'argomento).
In ogni caso, nel giorno del ricordo, sarebbe buona cosa non dimenticarsi ANCHE di tutte le vittime croate, slovene e jugoslave che gli italiani hanno causato: in primis, quelli che hanno materialmente commesso i fatti; in secondo luogo, tutti quelli che hanno visto e hanno taciuto; in terzo luogo, tutti quelli che non hanno combattuto il regime fascista e hanno permesso a tutto questo di accadere. Altrimenti, si rischia di cadere in una mera rivisitazione revisionista dei fatti.
Nessuno può ritenere giustificate le azioni compiute da chi ha ucciso e infoibato civili italiani, o che comunque ha condannato civili italiani senza un processo. Ma non ha alcun senso dimenticare PERCHE' tutto questo è avvenuto, non ha alcun senso ignorare quello che i nostri connazionali hanno fatto per due decenni in quei paesi, nè ha alcun senso evitare di menzionare le vittime causate da queste azioni. Questa è una pagina vergognosa della storia italiana, e l'unico modo per riscattarsi è capire perchè è successo tutto questo ed evitare di ripetere lo stesso errore in futuro.
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February 7th, 2006 - 11:35
Sai cosa non mi piace del tuo post? Che rischia di esser letto come giustificazionista. E’ come Hamas che dice: il sangue dei civili israeliani massacrati al mercato o alla fermata del bus ricade su Israele che occupa i Territori ….
Il tuo post inoltre contiene inoltre a mio avviso degli “oblii” e alcune omisisoni importanti. Nel merito:
-l’assegnazione all’Italia dell’Istria e di Zara non fu neocolonialismo a papocchio sulle teste di poveri slavi. Secondo uno dei famosi 14 punti di Wilson, fu determinato un confine “etnico” tra le due popolazioni, istriano-dalmata-veneta e slava. Con qualche “aggiustamento” (Fiume, Spalato erano citt
February 7th, 2006 - 13:42
Ciao Abr
Ti ringrazio per il commento ma non posso che dissentire su parecchi punti:
- Che gli italiani fossero presenti in numero cospicuo in quelle zone mi sembrava comunque ovvio (dato che gli insediamenti risalgono ancora all’epoca delle Repubbliche Marinare). Ma questo non
February 20th, 2007 - 18:15
E’ un casino….a me sembra che la giornata del ricordo sia un contentino a chi non sopporta la giornata della memoria. Voglio dire…è pazzesco di per sè ricordare un giorno gli uni, un giorno gli altri. Direi che se esistesse la settimana della memoria si avrebbe il tempo di parlare ovunque di foibe, shoah, eugenetica, politica eccc…ma temo che si inizierebbe a discutere su chi si piglia il lunedì e chi il martedì, che poi c’è la champions ed è un casino…
siamo in italia, baby
cia’