Normalmente non mi interesso di questioni religiose, però è un dato di fatto che in Italia la comunità islamica è in continuo aumento e quindi è più che giusto vedere un po’che combinano e interessarsi delle loro opinioni in quanto cittadini italiani. E dopo tante brutte notizie, finalmente uno spiraglio di luce: ecco il link all’articolo completo sul Corriere

Gli italiani possono sentirsi rassicurati dal fatto che il 70% dei membri della «Consulta per l’islam italiano» condannano il terrorismo, chiedono ai Paesi musulmani di rispettare la libertà religiosa, denunciano ogni predicazione contro cristiani, ebrei e occidentali, sostengono il diritto di Israele a convivere al fianco di uno Stato palestinese, sono contrari a una «identità islamica» separata e conflittuale con la «comune identità nazionale italiana», si pronunciano contro ogni discriminazione nei confronti della donna.

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Tuttavia bisogna tener conto delle dichiarazioni discordanti di uno dei membri di spicco della Consulta:

Ma al tempo stesso non possono non essere preoccupati dal fatto che un membro di spicco della Consulta, il presidente dell’Ucoii (Unione delle comunità e delle organizzazioni islamiche in Italia) Nour Dachan, miri invece ad affermare una entità islamica all’interno dello Stato italiano, chiedendo un censimento dei musulmani, la censura dei testi scolastici, le scuole private islamiche, la celebrazione delle feste islamiche nelle scuole, la pausa per la preghiera del venerdì nei luoghi di lavoro, le banche e i mutui islamici, l’erogazione dell’8 per mille ai musulmani e perfino un «bollino verde» per i cibi islamicamente corretti. Di tutto ciò non vi è traccia nel comunicato del Viminale sulla seconda riunione della Consulta protrattasi per circa tre ore e mezzo ieri mattina.

Ma sti cazzi? Abbiamo già un milione di problemi con le continue intransigenze dei cattolici … figuriamoci se bisognerebbe avallare simili pretese. Ma non scherziamo dai. Pure l’otto per mille … che andrebbe abolito. Che gli enti religiosi si finanzino “privatamente” nei luoghi di culto, invece di venire ad elemosinare soldi allo Stato. Censura, bollini verdi, segregazioni … ma mettiteli in fronte te i bollini verdi …

Io spero solo che questo 70% “progressista” rifletta in modo abbastanza fedele le opinioni della comunità musulmana italiana. O che comunque questi firmatari abbiano la forza e l’autorevolezza per imporre una svolta in questo senso nella comunità.

Ebbene il documento dei moderati, un vero e proprio «Manifesto dell’islam d’Italia», è stato sottoscritto da 11 dei 16 membri della Consulta, uno si è astenuto, due gli assenti e due i contrari. Tra loro spicca Dachan che si è risentito e irritato per l’isolamento e la sconfitta subita.

Il Manifesto è un evento rilevante nel processo di formazione dell’islam italiano. La denuncia del terrorismo è netta: «Rigettiamo ogni forma di estremismo, fondamentalismo, violenza e discriminazione. Rifiutiamo il terrorismo quale strumento di lotta nel nome della religione o di una ideologia politica». E ancora: «Crediamo nella necessità di debellare la radice ideologica dell’odio che, strumentalizzando arbitrariamente l’islam, ha finito per legittimare e diffondere il terrorismo nichilista e barbaro». Infine: «Siamo contrari a ogni forma di proselitismo e predicazione che fomentino l’odio contro i cristiani, gli ebrei e gli occidentali, che rifiutino l’integrazione dei musulmani in seno alla società italiana». Rilevante è il punto in cui si afferma «la libertà di coscienza e religiosa come valore universale fondante la convivenza in una società laica e pluralista. Tale libertà dovrebbe essere pienamente attuata e tutelata in ogni Paese musulmano». E laddove si ribadisce «il diritto di Israele a convivere al fianco di uno Stato palestinese indipendente nella pace e nella sicurezza reciproca».

Niente male davvero. Speriamo che quella dell’Ucoii diventi solamente una voce stonata in mezzo al coro.