Vortexmind: free your mind Tu ne cede malis sed contra audentior ito

6Apr/064

ARM996HS Processore asincrono clockless

Facciamo una piccola digressione: i processori dei computer tradizionali sono sincroni, ovvero effettuano le loro operazioni con una cadenza rigida dettata dal clock (l'orologio interno che "dà il ritmo"). La presenza del clock è importante, perchè semplifica enormemente il design hardware e la struttura delle microistruzioni che governano il lavoro del processore e che stanno dietro a tutte le computazioni. C'è una notizia interessante però: ARM e Handshake annunciarono nel lontano Ottobre 2004 la creazione di un processore asincrono (cioè non legato al clock, ma alla risposta agli eventi): ebbene, questo processore è pronto per la commercializzazione. Si chiama ARM996HS, basato su architettura ARM9 ed è pensato per equipaggiare dispositivi embedded per il controllo. I vantaggi principali che si ottengono da questo paradigma sono il ridotto consumo energetico e la bassissima impronta elettromagnetica (pensate ad esempio ad un dispositivo medico da impiantare nel corpo umano: voi vorreste che emettesse più onde elettromagnetiche di un telefonino?). Un processore asincrono, non essendo obbligato ad "eseguire" ad ogni ciclo di clock, ha un consumo dinamico pari a zero quando non c'è nulla da svolgere! In sistemi "reattivi" si potrebbe quindi aumentare di molto la durata delle batterie, ad esempio in una rete di sensori ... una notizia sicuramente interessante!

Print this post Print this post

Facebook comments:

Comments (4) Trackbacks (0)
  1. Mah… leggerò bene l’ articolo, cmq anchi gli odierni microprocessori sincroni hanno funzionalità tali da permettere uno stato catatonico del dispositivo (modalità ‘sleep’) nella quale si fermano letteralmente e si ‘ripigliano’ su eventi esterni (interrupt hardware). Staremo a vedere…

  2. Bella Zagash come va? Tutto bene?

    Tornando al discorso principale, non so se sia esattamente la stessa cosa. Per quanto ne so io, i processori sincroni odierni (tipo il Centrino) utilizzano Power & Frequency Scaling, in modo da ridurre Vcore e frequenza di lavoro nei momenti di basso carico ed abbassare quindi così la potenza dinamica dissipata. Poi ci sono processori che sfruttano gli ACPI Sleep States, ma comunque si tratta di meccanismi che necessitano di un tempo non trascurabile per “ritornare attivi” (che so, pensiamo al Suspend to Disk).

    Se non ho capito male, invece, rispondendo semplicemente agli “eventi” by design, questi processori asincroni rimangono sempre attivi e si mettono a processare subito non appena arrivano gli stimoli desiderati.

    Mi sorprendo di riuscire a scrivere simili cose alle 6.32 del mattina smiley

  3. Wella bradd…
    tutto ok! (neoassunto a tempo indeterminato e finalmente quasi laureato!!!)
    Complimenti per il blog… è l’ unico che seguo quotidianamente!!!

    Tornando IT,
    i microprocessori a cui mi riferivo sono quelli per embedded system (PIC e affini) che cmq come dici tu hanno dei tempi di recupero moooolto alti, ora capisco la rilevanza della nuova tecnologia!

    Ma tu come cavolo le becchi tutte queste news??? Sei un internauta troppo PRO!
    Alla prox… magari stestate ci si becca per qualche evento interessante!

  4. Ma che fine ha fatto questa tecnologia? Non ho trovato più notizie dal 2006 in poi. Dopo l’annuncio si sa che applicazioni hanno avuto questi processori?
    Saluti a tutti


Leave a comment

(required)

No trackbacks yet.

Creative Commons Licence
This work by Paolo Tagliaferri is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 3.0 Unported License.