Manuale di storia franco-tedesco
Come si sa, spesso la ricerca storica si scontra con pregiudizi nazionali e di parte, che tendono ad esaltare molti tratti relativi alle imprese della propria nazione a danno di quelle compiute dalle altre, se non addirittura a sfociare in mistificazioni e informazioni totalmente errate volte a dipingere interi eventi in maniera faziosa. Da questo punto di vista fa piacere sapere che il progetto franco-tedesco di rilasciare un manuale di storia comune per i licei è finalmente arrivato in porto. Stando a quanto riportato qui, è stato pubblicato il libro “Histoire-Geschichte“, edito in lingua francese e tedesca e riguardante tutti gli eventi storici dalla fine della seconda guerra mondiale ad oggi. Esso è parte di una serie di tre libri, che copriranno anche i periodi storici precedenti fino all’antichità e che verranno rilasciati nei prossimi anni. Il progetto fu annunciato nel 2003 sotto la spinta del presidente francese J.Chirac e del cancelliere tedesco G.Schroeder, in seguito ad un incontro con studenti di entrambi i paesi. Il libro è il risultato del lavoro di equipe di 10 storici francesi e tedeschi.
Che dire? Un’ottimo esempio direi, finalmente si cercano di superare le barriere nazionali per essere quanto più obiettivi possibile in un’ottica europea. E anche un segnale per il nostro paese dove non solo non si ha ancora il distacco necessario per parlare del nostro passato in un’ottica globale, ma non si riesce nemmeno a trovare un accordo interno relativo alle vicende che hanno riguardato la nostra storia recente, con continui revisionismi, omissioni ed esagerazioni da tutte le parti.





Si tratta senza dubbio di un passo avanti …. ma non vorrei che si instaurasse un concerto a due per solo Franchi e Tedeschi. Ho capito: noi italiani anzichè ritrovare le nostre radici nella Magna Grecia e in Roma le ritroveremo nella calata degli svevi e dei lanzichenecchi.
La storia non si scrive come un trattato politico. Se noi europei ci siamo costituiti politicamente in Unione, abbiamo l’obbligo di scrivere una storia d’Europa ricostruendola cercando le nostre più profonde radici.
Di questo passo si resusciteranno i druidi celtici, Wotan e le altre divinità nordiche.
Il problema secondo me è, come ho detto, che in Italia non ci si riesce nemmeno a mettere d’accordo sulla nostra storia nazionale … figurati se siamo pronti a metterci d’accordo su quanto è avvenuto nei rapporti con paesi diversi dal nostro ;)
Volevo significare che ognuno faccia il suo mestiere: i politici: i politici; gli storici: gli storici.
Il guaio è che sono i politici che vogliono insegnare la storia nelle scuole!
Figuriamoci un socialista e un gollista! Adesso che la Merkel è il nuovo Concelliere cambia qualcosa? E Chirac che è sul punto di andarsene dopo lo scacco matto che ha subito col referendum per la Costituzione Europea?
Ma siamo seri, per favore!!!
Spero proprio che, in Italia, non venga a nessuno un’idea così balzana!
L’obbligo di scrivere una storia europea dalla quale trarre i manuali per l’insegnamento nei diversi gradi d’istruzione ricade, a mio parere, esclusivamente sulle università perchè custodiscono materiale accumulato nei secoli e sanno usarlo in modo appropriato. Credo che la fonte più ricca in materia sia proprio l’Italia … e un lituano, come anche uno slovacco debbono avervi accesso, come tutti i liberi nel mondo per scrivere la loro storia che è anche la nostra.
Ma non capisco l’obiezione … il libro è sì stato pubblicizzato a livello politico, ma è il risultato del lavoro congiunto di un’equipe di storici di professione di entrambi i paesi. Se poi è servita una spinta politica per superare le divergenze e iniziare questo lavoro, tanto meglio … a patto ovviamente che questa spinta non incida in modo marcato sul risultato finale.
Non lo metto in dubbio, ma la storia degli ultimi 60 anni non è ancora scrivibile. Tanto è vero che gli autori hanno avuto gravi dubbi sul come intitolare l’opera.
Tra l’altro, su questo url http://passouline.blog.lemonde.fr/livres/2006/05/histoiregeschic.html
leggi quanto segue:
“Il n’omet pas de s’y interroger sur les nuances de la traduction qui, déjà, posent problème pour les notions-clés telles que “histoire” (Geschichte ou Erzählung ?), “mémoire” (Erinnerung ou Gedächtnis ?), “culture” (Kultur ou Bildung ?). Dans l’interview qu’il lui a accordé, Guillaume Le Quintrec, prof en prépa à Fénelon et éditeur chez Nathan, révèle qu’en fait, le collectif d’historiens est rapidement tombé d’accord sur la période 39-45. Le problème a surgi là où il ne l’attendait pas : dans la manière de parler des Etats-Unis.”
Secondo me prima bisogna mettersi d’accordo sul passato e poi formarsi sino a quando si è d’accordo.
Il tentativo della politica franco-tedesca di crearsi una storia recente comune, si scontra inevitabilmente col fatto che non hanno nè possono avere una politica estera comune; tra loro, anche, tutti gli stati europei perchè l’Unione Europea non è ancora un’unione politica.
La burocrazia ha già distrutto tutto: manca un’identità; manca una volontà politica; manca un qualcosa da condividere.
La storia di oggi, iniziata dalla fine della guerra mondiale si scriverà quando queste carenze saranno superate.
Tutto questo l’ho tratto leggendo i commenti sul passouline.blog.
Sarebbe carino tradurlo in italiano ed intervenire con qualche nostra osservazione. Che ne dici?
Chissà, la storia la potrenmmo scrivere noi, non ti pare?
Noi italiani s’intende: perchè la Francia dice di aver vinto; la Germania perse; l’Italia perse, ma non sappiamo ancora chi ha realmente vinto!