La notizia è fresca fresca: il Vaticano ha consigliato oggi a tutti i suoi fedeli di prendere il proprio cervello e di buttarlo nella spazzatura, tanto non serve a nulla. Ormai sono contrari a tutto senza se e senza ma: no alla ricerca sulle staminali, no all’aborto, no ai PACS, no all’eutanasia, no al preservativo, no alle adozioni da parte delle coppie di fatto. Questo non sarebbe un problema, se non fosse che viviamo in un paese (purtroppo) dove la maggioranza delle persone dà grande peso alle parole di questa istituzione. Un paese che vota (trasversalmente) politici che prima ancora di rispondere allo Stato devono rispondere al Vaticano. Di conseguenza le disposizioni e le legislazioni che vengono emanate su questi argomenti sono restrittive della libertà personale, sono uno schiaffo in faccia al libero arbitrio.
Quando ti chiedi “Ma perchè un mondo come il nostro dovrebbe essere guidato da un Dio benefico con tutte le schifezze che succedono?” ti rispondono “Perchè Dio non c’entra negli affari terreni, abbiamo la facoltà di gestire la nostra vita e le nostre azioni, cui poi risponderemo davanti al Creatore“. Eppure questa “libertà d’azione” sparisce di colpo non appena si vanno a toccare le questioni “care” ai cristian-talebani: ora una persona, adulta e in pieno possesso delle facoltà mentali, non è neppure in grado di decidere se porre termine o meno alle proprie sofferenze. Persone che sopravvivono grazie alle macchine, e che dovrebbero essere libere di decidere per se stesse senza essere spiazzate senza appello da una legislazione intransigente. Che dovrebbero poter decidere se vale la pena andare avanti in una situazione che nessuno, ma NESSUNO, è in grado di giudicare dall’esterno, nemmeno gli arrogantissimi porporati. E non parliamo nemmeno della minoranza di non credenti, che si vedono automaticamente inquadrati in un contesto a loro totalmente avulso.
Non so voi: a me queste sembrano cose Orwelliane, questa gentaglia che ha un enorme potere politico eppure pretende di essere al di fuori della politica.
Vorrei riportare qui anche la lettera aperta di Piergiorgio Welby al Presidente della Repubblica. Merita di essere letta perchè è proprio una bella lettera, al di là dell’argomento trattato.
Lettera aperta al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
Da Piergiorgio Welby, Co-Presidente dell’Associazione CoscioniCaro Presidente,
scrivo a Lei, e attraverso Lei mi rivolgo anche a quei cittadini che avranno la possibilità di ascoltare queste mie parole, questo mio grido, che non è di disperazione, ma carico di speranza umana e civile per questo nostro Paese.Fino a due mesi e mezzo fa la mia vita era sì segnata da difficoltà non indifferenti, ma almeno per qualche ora del giorno potevo, con l’ausilio del mio computer, scrivere, leggere, fare delle ricerche, incontrare gli amici su internet. Ora sono come sprofondato in un baratro da dove non trovo uscita.
La giornata inizia con l’allarme del ventilatore polmonare mentre viene cambiato il filtro umidificatore e il catheter mounth, trascorre con il sottofondo della radio, tra frequenti aspirazioni delle secrezioni tracheali, monitoraggio dei parametri ossimetrici, pulizie personali, medicazioni, bevute di pulmocare. Una volta mi alzavo al più tardi alle dieci e mi mettevo a scrivere sul pc. Ora la mia patologia, la distrofia muscolare, si è talmente aggravata da non consentirmi di compiere movimenti, il mio equilibrio fisico è diventato molto precario. A mezzogiorno con l’aiuto di mia moglie e di un assistente mi alzo, ma sempre più spesso riesco a malapena a star seduto senza aprire il computer perchè sento una stanchezza mortale. Mi costringo sulla sedia per assumere almeno per un’ora una posizione differente di quella supina a letto. Tornato a letto, a volte, mi assopisco, ma mi risveglio spaventato, sudato e più stanco di prima. Allora faccio accendere la radio ma la ascolto distrattamente. Non riesco a concentrarmi perché penso sempre a come mettere fine a questa vita. Verso le sei faccio un altro sforzo a mettermi seduto, con l’aiuto di mia moglie Mina e mio nipote Simone. Ogni giorno vado peggio, sempre più debole e stanco. Dopo circa un’ora mi accompagnano a letto. Guardo la tv, aspettando che arrivi l’ora della compressa del Tavor per addormentarmi e non sentire più nulla e nella speranza di non svegliarmi la mattina.
Io amo la vita, Presidente. Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l’amico che ti delude. Io non sono né un malinconico né un maniaco depresso – morire mi fa orrore, purtroppo ciò che mi è rimasto non è più vita – è solo un testardo e insensato accanimento nel mantenere attive delle funzioni biologiche. Il mio corpo non è più mio … è lì, squadernato davanti a medici, assistenti, parenti. Montanelli mi capirebbe. Se fossi svizzero, belga o olandese potrei sottrarmi a questo oltraggio estremo ma sono italiano e qui non c’è pietà.Starà pensando, Presidente, che sto invocando per me una “morte dignitosa”. No, non si tratta di questo. E non parlo solo della mia, di morte.
La morte non può essere “dignitosa”; dignitosa, ovvero decorosa, dovrebbe essere la vita, in special modo quando si va affievolendo a causa della vecchiaia o delle malattie incurabili e inguaribili. La morte è altro. Definire la morte per eutanasia “dignitosa” è un modo di negare la tragicità del morire. È un continuare a muoversi nel solco dell’occultamento o del travisamento della morte che, scacciata dalle case, nascosta da un paravento negli ospedali, negletta nella solitudine dei gerontocomi, appare essere ciò che non è. Cos’è la morte? La morte è una condizione indispensabile per la vita. Ha scritto Eschilo: “Ostico, lottare. Sfacelo m’assale, gonfia fiumana. Oceano cieco, pozzo nero di pena m’accerchia senza spiragli. Non esiste approdo”.
L’approdo esiste, ma l’eutanasia non è “morte dignitosa”, ma morte opportuna, nelle parole dell’uomo di fede Jacques Pohier. Opportuno è ciò che “spinge verso il porto”; per Plutarco, la morte dei giovani è un naufragio, quella dei vecchi un approdare al porto e Leopardi la definisce il solo “luogo” dove è possibile un riposo, non lieto, ma sicuro.
In Italia, l’eutanasia è reato, ma ciò non vuol dire che non “esista”: vi sono richieste di eutanasia che non vengono accolte per il timore dei medici di essere sottoposti a giudizio penale e viceversa, possono venir praticati atti eutanasici senza il consenso informato di pazienti coscienti. Per esaudire la richiesta di eutanasia, alcuni paesi europei, Olanda, Belgio, hanno introdotto delle procedure che consentono al paziente “terminale” che ne faccia richiesta di programmare con il medico il percorso di “approdo” alla morte opportuna.
Una legge sull’eutanasia non è più la richiesta incomprensibile di pochi eccentrici. Anche in Italia, i disegni di legge depositati nella scorsa legislatura erano già quattro o cinque. L’associazione degli anestesisti, pur con molta cautela, ha chiesto una legge più chiara; il recente pronunciamento dello scaduto (e non ancora rinnovato) Comitato Nazionale per la bioetica sulle Direttive Anticipate di Trattamento ha messo in luce l’impossibilità di escludere ogni eventualità eutanasica nel caso in cui il medico si attenga alle disposizioni anticipate redatte dai pazienti. Anche nella diga opposta dalla Chiesa si stanno aprendo alcune falle che, pur restando nell’alveo della tradizione, permettono di intervenire pesantemente con le cure palliative e di non intervenire con terapie sproporzionate che non portino benefici concreti al paziente. L’opinione pubblica è sempre più cosciente dei rischi insiti nel lasciare al medico ogni decisione sulle terapie da praticare. Molti hanno assistito un famigliare, un amico o un congiunto durante una malattia incurabile e altamente invalidante ed hanno maturato la decisione di, se fosse capitato a loro, non percorrere fino in fondo la stessa strada. Altri hanno assistito alla tragedia di una persona in stato vegetativo persistente.
Quando affrontiamo le tematiche legate al termine della vita, non ci si trova in presenza di uno scontro tra chi è a favore della vita e chi è a favore della morte: tutti i malati vogliono guarire, non morire. Chi condivide, con amore, il percorso obbligato che la malattia impone alla persona amata, desidera la sua guarigione. I medici, resi impotenti da patologie finora inguaribili, sperano nel miracolo laico della ricerca scientifica. Tra desideri e speranze, il tempo scorre inesorabile e, con il passare del tempo, le speranze si affievoliscono e il desiderio di guarigione diventa desiderio di abbreviare un percorso di disperazione, prima che arrivi a quel termine naturale che le tecniche di rianimazione e i macchinari che supportano o simulano le funzioni vitali riescono a spostare sempre più in avanti nel tempo. Per il modo in cui le nostre possibilità tecniche ci mantengono in vita, verrà un giorno che dai centri di rianimazione usciranno schiere di morti-viventi che finiranno a vegetare per anni. Noi tutti probabilmente dobbiamo continuamente imparare che morire è anche un processo di apprendimento, e non è solo il cadere in uno stato di incoscienza.Sua Santità, Benedetto XVI, ha detto che “di fronte alla pretesa, che spesso affiora, di eliminare la sofferenza, ricorrendo perfino all’eutanasia, occorre ribadire la dignità inviolabile della vita umana, dal concepimento al suo termine naturale”. Ma che cosa c’è di “naturale” in una sala di rianimazione? Che cosa c’è di naturale in un buco nella pancia e in una pompa che la riempie di grassi e proteine? Che cosa c’è di naturale in uno squarcio nella trachea e in una pompa che soffia l’aria nei polmoni? Che cosa c’è di naturale in un corpo tenuto biologicamente in funzione con l’ausilio di respiratori artificiali, alimentazione artificiale, idratazione artificiale, svuotamento intestinale artificiale, morte-artificialmente-rimandata? Io credo che si possa, per ragioni di fede o di potere, giocare con le parole, ma non credo che per le stesse ragioni si possa “giocare” con la vita e il dolore altrui.
Quando un malato terminale decide di rinunciare agli affetti, ai ricordi, alle amicizie, alla vita e chiede di mettere fine ad una sopravvivenza crudelmente ‘biologica’ – io credo che questa sua volontà debba essere rispettata ed accolta con quella pietas che rappresenta la forza e la coerenza del pensiero laico.Sono consapevole, Signor Presidente, di averle parlato anche, attraverso il mio corpo malato, di politica, e di obiettivi necessariamente affidati al libero dibattito parlamentare e non certo a un Suo intervento o pronunciamento nel merito. Quello che però mi permetto di raccomandarle è la difesa del diritto di ciascuno e di tutti i cittadini di conoscere le proposte, le ragioni, le storie, le volontà e le vite che, come la mia, sono investite da questo confronto.
Il sogno di Luca Coscioni era quello di liberare la ricerca e dar voce, in tutti i sensi, ai malati. Il suo sogno è stato interrotto e solo dopo che è stato interrotto è stato conosciuto. Ora siamo noi a dover sognare anche per lui.
Il mio sogno, anche come co-Presidente dell’Associazione che porta il nome di Luca, la mia volontà, la mia richiesta, che voglio porre in ogni sede, a partire da quelle politiche e giudiziarie è oggi nella mia mente più chiaro e preciso che mai: poter ottenere l’eutanasia. Vorrei che anche ai cittadini italiani sia data la stessa opportunità che è concessa ai cittadini svizzeri, belgi, olandesi.
Piergiorgio Welby
Data:
21 Settembre, 2006 - 12:00





Vada per l’eutanasia, ma dare la libertà di azione e di pensiero non significa perdere anche il diritto di esprimere le propria opinione.
La dignità del malato viene prima di qualsiasi diritto di opinione …
E il diritto di opinione sulla dignità del malato dove lo collochiamo?
Però io mi riferivo alle opinioni su tutto il resto. D’altra parte io sono abbastanza aperto all’eutanasia, ma comunque accetto qualsiasi opinione contraria alla mia, da qualsiasi parte venga, non si può pretendere che le opinioni diverse siano solo le proprie. Ormai i ruoli sembrano invertiti: i “rivoluzionari” hanno idee universalmente accettate, mentre i “conservatori” hanno idee meno popolari e devono combattere per farle accettare.
Sul fatto che le idee non vengano accettate niente da obiettare, ma sul fatto che non venga accettato il concetto stesso che la Chiesa esponga le sue opinioni scomode (senza per altro obbligare nessuno a seguirle) non sono d’accordo.
(Questo trip mentale potrebbe essere causato dall’esposizione per lunghi periodi a temi d’esame di Dimensionamento e soprattutto di LFC. NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE)
Ma guarda che il mio post rappresenta un’opinione come un’altra. Facendo un discorso più ampio, io non accetto che un’entità politica come lo è la Chiesa (perchè è un’entità politica di fatto, nel momento in cui invita a disertare i referendum oppure invita i parlamentari cattolici a seguire i propri dettami) pretenda invece di essere al di sopra delle parti.
La Chiesa NON è al di sopra delle parti, gode di immensi privilegi rispetto ad una qualsiasi forza politica italiana e quindi se vuole fare politica deve rinunciare a questi privilegi come tutti gli altri soggetti in gioco. Rinunciare ai privilegi significa rivedere i vari Concordati.
E’vero che l’Italia è a maggioranza cattolica, ma è anche vero che la Costituzione garantisce i diritti delle minoranze. E allora perchè io agnostico devo ritrovarmi incluso nelle limitazioni imposte dai cattolici, su questioni che oggettivamente dovrebbero rientrare nella sfera del personale e non della “res publica”?
Per approfondimenti posso invitarti a leggere qui e qui
Che poi, tornando al discorso eutanasia, c’è un aspetto che è ancora stato ignorato (qui il blog da cui ho quotato)
E ti pare giusto che il presidente (cattolico) del Senato Marini abbia già proclamato che “la parola eutanasia non c’è, non ha spazio”? Ma che razza di politico chiude gli occhi di fronte a un problema reale del suo paese?
Non si parla di opinioni: si parla di effetti reali sul paese, effetti reali su persone vere.
E ora torno a studiare che sarà meglio
Certo, il concetto di entità politica è estremamente ampio, e quindi ti devo dar ragione, la Chiesa è un entità politica nel senso che esprime opinioni politiche, ma non lo è certo nel momento in cui si tratta di governare…
Parlando invece dei privilegi della Chiesa, io non ne vedo di così estremi da poter giustificare un completo distacco dalla vita politica.
Riguardo alla tua domanda: “perchè io agnostico devo ritrovarmi incluso nelle limitazioni imposte dai cattolici, su questioni che oggettivamente dovrebbero rientrare nella sfera del personale e non della “res publica”?” non ti so dare una risposta, anche perchè non vedo limitazioni imposte da parte dei cattolici… mi spiego meglio, io credo che sia lo stato che limita, la Chiesa non fa altro che applicare la sua dottrina e premere perchè questa venga considerata giusta, così come altre associazioni, religiose e non, fanno per portare avanti i propri ideali.
Per quanto riguarda Marini, ormai quello che dicono i politici non lo ascolto nemmeno più perchè non so più contare le eresie vere e proprie che sparano durante l’anno. Ma non si può ricondurre l’errore di un uomo all’errore di un’istituzione di cui fa parte…
Ora perè sarà meglio che vada a sfruttare l’ultimo neurone che mi è rimasto per imparare l’algoritmo di Earley, altrimenti domani ci sarà solo da pensare a come evitare quella sensazione di caldo e attrito da dietro che solo LFC sa darmi… :-P
Per me i privilegi di cui godono sono più che estremi … ma sono punti di vista e tant’è.
Che poi sia lo Stato quello che “impone materialmente” le leggi è logico: ma è altrettanto logico che i “mandanti morali” di molte imposizioni che lo Stato pone ai cittadini siano coloro che si battono perchè la propria dottrina venga applicata. E questo è un dato non indifferente, perchè la Chiesa è un organismo che pur non potendo legiferare direttamente ha in Italia un enorme potere di persuasione. Non è un caso che i politici più influenti partecipino regolarmente alle assemblee come quella di Rimini, che vadano a rendere omaggio al Papa o che si mettano in mostra con il porporato di turno. Sanno benissimo che l’approvazione dei prelati ha una ricaduta ENORME sull’elettorato italiano. E i prelati stessi sfruttano il potere che deriva da questo per la propria “missione”. Tralasciando per un’attimo il discorso privilegi, non vedo nulla di immorale nello sfruttamento della propria posizione di forza. Quello che trovo immorale è l’utilizzo bigotto, retrogrado e repressivo che fanno di questo potere.
Quindi la Chiesa deve assumersi la responsabilità della dottrina che porta avanti. E se il vostro Dio benevolo esiste veramente, credo si ricorderà meglio di chiunque altro di queste responsabilità (così come si ricorderà dei bestemmioni che mi scappano di tanto in tanto, ma questo è un altro paio di maniche
). Ad esempio si ricorderà dei morti di AIDS causati dalla campagna di demonizzazione del preservativo.
Riguardo Marini, ho citato la sua dichiarazione ma non è una voce isolata. E’il parlamento intero, tranne qualche minoranza, che di dibattito sull’eutanasia non vuole nemmeno parlare. Dà fastidio a troppi elettori. Ma vaffanculo va. Mi vergogno di essere sempre andato a votare…
Oggi pomeriggio non è giornata da studiare vah
Sinceramente ormai mi vergogno anche io di essere sempre andato a votare, perchè, ormai ho visto che chiunque sia al governo fa e dice sempre le stesse porcate!!! (Anche io non mi riferivo solo a Marini ma all’INTERA classe politica italiana)
Comunque il nostro Dio si ricorderà di tutto, dei morti di AIDS causati dalla campagna della Chiesa contro il preservativo (quanti sono? credo pochi…) ma anche dei malati di AIDS in Africa aiutati da missionari cattolici.
Comunque la cosa peggiore è che domani ho lfc, venerdì dimensionamento, non so niente di entrambi e sono qui a cazzeggiare sul computer!!! Internet di merda!!!
Per qualche strano motivo il tuo ultimo commento era incappato nel filtro antispam … l’ho sbloccato solo ora!
Penso che il filtro funzioni, probabilmente è stata la parola dimensionamento, anzi, sarà stata sicuramente lfc a farlo scattere…
Il creatore di quel filtro deve aver fatto il politecnico!
:-P
Per favore, finitela di scrivere tutte queste robe, tanto il prof SCR non morirà mai!
Anzi vi informo che lui è un vampiro, quindi al massimo potete provare con un paletto di frassino oppure un proiettele d’argento, ma nn con l’eutanasia :-D
Tutto perchè il vaticano si trova in mezzo all’italia. Il papa mica va a rompere il cazzo nei parlamenti di mezza europa no?Quindi troviamogli una bella isoletta del cazzo, in mezzo al pacifico e che si riempano pure di leggi e dogmi illiberali.non me ne frega niente del loro bigottismo, cazzi loro, ma io devo avere la possibilità di scegliere!!! MI HANNO STUFATO. IPOCRITI !!!!! Ma quanti voti ti sposta la chiesa? eh eh….. ecco perche la nostra corrotta, sporca, classe politica non fà niente per tappare la bocca a tutti sti vescovi preti che continuano a blaterare in tv e sui giornali. POTERE IN ITALIA = CHIESA+MAFIA. Scappare!!!!
Bravo Ste, tu si che esprimi le tue idee con stile…
ahahahah
bella darth! SCR—>qualcosa che non dico!
Ste..non credi che una persona possa seguire un consiglio? Che io sappia non c’è obbligo in quello che dice la Chiesa!!
..se passa semmai c’è obbligo in quello che dice la finanziaria ;)
Micelan…non c’è obbligo per me, per te, ma per milioni di persone che sono terrorizzate dal fatto di bruciare negli inferi per l’eternita c’è quasi l’obbligo fidati.
Più che altro ste il punto che hai sollevato è che molto spesso i cattolici sono convinti che se uno non ha fede allora non ha neanche morale, come se io andassi in giro a stuprare bambini e ammazzare vecchiette tutti i giorni solo perchè non credo in Dio …
In realtà Vortex la mia preoccupazione è che molti agnostici siano convinti di quello che dici tu, ovvero dell’intolleranza dei cattolici; in realtà i cattolici non credono assolutamente che chi non ha fede non abbia nemmeno morale (e lo dico per esperienza personale). Anzi, credono che la morale di chiunque, purchè vera, sia assolutamente concorde con quella insegnata dalla fede e pretendono solo il rispetto per la fede e per la religione o quanto meno per la cultura, che, in ogni caso, è fondante per l’evoluzione dell’occidente, e in particolare dell’Italia.
Ha ragione ste, la gente cattolica vuole guadagnarsi il paradiso e per farlo segue quello che la chiesa dice che e bene.
La chiesa “obbliga” il credente a seguire schemi definiti da altri metre la vera religione dovrebbe venire da dentro e essere mostrata con un comportamento autonomo.
In ogni caso che giochino pure ai boy scout tra loro ma che non impongano a tutti le loro scelte: pensi che (per esempio) l`eutanasia non sia giusta? (Ma sei tu che lo pensi o Ratzinger?) Cazzi tuoi, crepa soffrendo come una bestia o vivendo come una pianta, come vuole il tuo Dio. Io preferisco morire alla svelta, quindi lasciami fare, cacchio ti frega tanto l`inferno me lo sono gia guadagnato a bestemmioni come dice Vortexmind.
Una domanda per Keyser: dici che Dio si ricordera anche che la chiesa ha un sacco di soldi e la gente nel mondo continua a morire di fame? (Non che bastino i soldi della chiesa, ma cominciamo da quelli).
(Scusate gli accenti.)
Keyser, forse è così per te che fortunatamente sei un credente più aperto, ma ti assicuro che in molti casi non è così. Ovvio che non ha senso ragionare per categorie, perchè come ci sono persone ristrette di mente tra i credenti ce ne sono anche tra i non credenti (io ovviamente non mi includo nella lista perchè sono figo) ma io ti parlo solo della mia esperienza personale.
Piu che altro c’è da sottolineare l’integralismo cattolico, che sempre aleggia, e chi si sente offeso da tale parola, non penso che comprenda il significato etimologico.Per un agnostico un cattolico, un musulmano, un induista sono persone che hanno un credo diverso dal proprio , che comunque devono essere rispettate.
Per un cattolico spesso e parlo dei + credenti, queste persone sono viste come “erranti”, come persone da convertire, e questo è una cosa che non mi va giu…
Alla fine anche questo è integralismo, un tempo lo facevamo con le guerre proprio come lo fanno gli islamici ora lo facciamo ma in modo blando.
Per me tutto ciò che viola il libero arbitrio non è ragionevole, dall’eutanasia, all’omicidio, alla schiavitu. Se un individuo ha la capacità di decidere deve poter sfruttare questa facoltà finche questa non limiti la libertà degli altri.Per me è il punto essenziale. La religione deve essere una cosa personale, e deve rispettare i credi diversi , non deve essere un fenomeno “di massa” o meno ancora politico. Per questo non tollero che la chiesa con il suo potere faccia politica, e forse penso ancora di più che la vera religione cattolica, venga dal cuore e non da un organo che la governa. Vi siete mai chiesti con quali diritti chi è al vaticano si impone come tramite tra dio e l’uomo? E se questo tramite non c’è perche devono dettare e sovraintendere ai regolamenti religiosi?
Per “The juan”: credo che Dio si ricorderà di tutto: la Chiesa è fatta da uomini, e quindi non può essere perfetta, va da se che ha pregi e difetti. Il confronto tra i beni della Chiesa e la fame nel mondo poi mi sembra così banale e obsoleto: vuoi vendere la basilica di San Pietro per dare da mangiare per un mese a un villaggio in Africa? Comunque ricordati anche che la Chiesa ha beni di valore come ad esempio orfanotrofi, missioni, case popolari, oratori, tutti beni di lucro, giusto?
Per “Vortex”: sono pienamente d’accordo con te, ragionare per categorie è SEMPRE sbagliato, io dico solo che come gli agnostici chiedono il rispetto per le loro idee, così dovrebbero darlo gratuitamente anche ai fedeli. E’ troppo facile dire che si vuole la libertà di scelta e di opinione e poi criticarla se viene da qualcuno che la pensa diversamente (ovviamente non mi riferisco a te, ma a ad altri, del resto lo dici anche tu, tu sei troooooooppppppo figo :-P )
Per “Nester”: perchè chi si sente offeso se si sente chiamato integralista non dovrebbe conoscere il significato etimologico della parola? Non basta che lo conosca e che non si ritenga tale? Bah… si vede che sono troppo ignorante per capire…
Keyser: in questi giorni mi è tornato in mente il tuo post. Il confronto tra beni della chiesa e fame del mondo è banale e obsoleto, come vuoi. Non vendiamo la basilica, daccordo. Però spiegami che cazzo di senso ha una sequoia di 250 metri in piazza San Pietro addobbata da albero di Natale, noto simbolo della fede cattolica e dei paesi mediterranei. Ci sono stato una decina di anni fa a Roma e mica mi ricordo di un abete in piazza San Pietro, il che vuol dire che ce l’hanno portato, sradicandolo da qualche parte del mondo. E già qui mi girano perchè non mi sembra una forma di rispetto per il creato. In ogni caso portare una bestia del genere da non so dove in piazza S. Pietro non deve costare così poco, quindi consentimi di dire che i soldi “investiti” potevano sfamare qualcuno.
E non fraintendermi per favore, non dico che la chiesa lucri, dico solo che la chiesa cattolica è ipocrita al midollo, mi sembra tanto evidente.
Ma va bene così, l’importante è che i gay non possano sposarsi e che si faccia l’amore senza preservativo.
Tanti auguri di buon anno a tutti.