Vista e percezione - Un esperimento scientifico
Mentre ero via in vacanza si è accumulata una mole immensa di articoli carini da leggere: ovviamente non posso riportarli tutti, quindi ho scelto di riproporre in italiano quelli più interessanti. Il primo articolo riguarda un esperimento effettuato da Gustav Kuhn, della University of Durham (nel Regno Unito). L’esperimento serve a dimostrare che vista e percezione agiscono in modo indipendente nel nostro cervello, e questo spiega molte delle “illusioni” cui siamo soggetti (siano esse “magiche” o no). In questo modo si dimostra che è possibile alterare la nostra percezione di un fenomeno senza necessariamente alterare la vista del fenomeno stesso, e cioè che non bisogna necessariamente fidarsi ciecamente di ciò che si vede.
Nell’esperimento, Khun ha mostrato il seguente video a 38 studenti. Il video mostra un semplice “trucco magico” in cui si fa “scomparire” una pallina dalle mani del prestigiatore.
Dopo l’esperimento, il 68% degli studenti ha percepito la pallina lasciare la mano del prestigiatore anche nel terzo lancio, che è chiaramente finto.
Successivamente, ha mostrato un secondo filmato leggermente diverso dal primo.
In questo caso solamente 1/3 degli studenti ha affermato di aver visto la pallina lasciare la mano del prestigiatore nel terzo lancio.
Come si spiega questo? Kuhn ha filmato i movimenti oculari delle “cavie” durante gli esperimenti e li ha studiati utilizzando un software di eye tracking: nel primo caso si è notato che le persone si sono rapidamente fissate sulla faccia del prestigiatore, senza quindi seguire attentamente il movimento della pallina. In pratica la percezione dell’azione, essendo una rielaborazione cerebrale, non è necessariamente corrispondente con la percezione stessa data dalla vista.
Nel secondo caso invece, siccome il prestigiatore non segue la pallina con la testa come prima, le persone si sono concentrate maggiormente sulla zona delle mani e quindi hanno potuto scoprire più facilmente “il trucco”. Tuttavia un fatto sorprendente è rappresentato dalla sostanziale uguaglianza nei movimenti oculari tra chi riconosce il trucco e chi non lo riconosce.
Questo “disaccoppiamento” (tra senso e percezione) è stato dimostrato anche da studi precedenti, effettuati su una paziente con danni cerebrali: non era in grado di riconoscere oggetti con cui però poteva interagire pienamente.
La fonte dell’articolo è disponibile su news scientist.
L’unico appunto che mi viene in mente su questa ricerca è che i risultati potrebbero essere condizionati dalla successione con cui sono stati fatti vedere i filmati. Nel secondo filmato infatti il lancio finto è sempre il terzo, per cui è plausibile pensare che gli studenti siano stati condizionati da quanto visto in precedenza e che quindi fossero “preparati” ad aspettarsi un lancio finto. A meno che ovviamente (e come credo sia stato fatto) si sia cambiato il campione degli studenti nel secondo esperimento, ovvero si siano utilizzate persone non influenzate dall’esperimento precedente (ma questo nell’articolo non è menzionato quindi non so). UPDATE 27 Novembre: non potendo risolvere questo dubbio, ho scritto direttamente a Gustav Khun chiedendogli di chiarire questo punto ed ecco la sua risposta : “With regards to your question, yes, we did use different subjects for the two conditions” quindi come era logico aspettarsi i campioni utilizzati sono veramente indipendenti 




