La Bibbia citata in tribunale - Atto secondo
Sarà che mi appassiono per le cause perse: resta il fatto che questa storia della Bibbia citata in giudizio in un Tribunale italiano mi ha incuriosito parecchio. Ragionandoci a mente fredda ho pensato: magari è una bufala. Ma effettivamente il testo della citazione non sembra proprio contraffatto. Viene anche indicata la data della prima udienza (12 Gennaio 2007, XIII Sezione Civile del Tribunale di Roma). Farò un atto di “fede” e prenderò per buona questa citazione in giudizio senza verificare la veridicità della stessa
(anche perchè come potrei fare? Chiamare il Tribunale?)
Fatta questa premessa, spieghiamo brevemente il perchè della citazione: la società editrice napoletana “Editing & Printing” (editore di testi scolastici), nella persona del suo titolare Alfredo Alì (sarà mica di Al Quaeda?
), si è rifiutata di stampare e commercializzare la Bibbia (che è attualmente riconosciuta come testo scolastico). Perchè? Secondo il signor Alì, la Bibbia è un libro che viola molti principi costituzionali (il perchè lo trovate nel post precedentemente scritto). Inoltre viene contestata la continua manipolazione che la Chiesa ha effettuato sui testi più antichi (ad esempio: La Bibbia di San Girolamo, 405 e la Biblia Vulgata del 1592) fino ad arrivare alla Bibbia CEI Ufficiale del 1974. Manipolazione che, secondo la tesi di Alì, è dovuta alla volontà della CEI di cancellare e/o riformulare tutti quei concetti che sarebbero inaccettabili al giorno d’oggi (come, ad esempio, la sottomissione della donna all’uomo). Per questo alle tesi di incostituzionalità vanno aggiunte quelle di contraffazione di testo letterario. Quotando dalla citazione:
… che le ragioni che hanno spinto la “Editing & Printing” a adire la competente autorità giudiziaria sono:
A. la tangibile manipolazione di molti brani della Sacra Bibbia versione Ufficiale CEI che si dovrebbero, “ex lege”, necessariamente riscrivere correttamente, giacché nella concordanza traduttiva ufficiale è inammissibile pubblicarli;
B. la presenza nella “Bibbia CEI” di numerosi brani in netto contrasto con le norme della Costituzione italiana, appalesa la necessità che tali brani, in quanto princìpi dottrinali (N.d.Vortex principi dottrinali in quanto, dal 14 ottobre 2004 la Bibbia CEI è un testo scolastico), dovrebbero essere quantomeno annotati come passi incostituzionali, evitando - se fosse possibile - qualunque forma di censura;
Insomma: siccome si è deciso che la Bibbia è un libro scolastico, è necessario farlo passare giustamente attraverso i filtri di controllo cui ogni testo scolastico deve sottostare. Non ci vedo niente di strano, tanto più che come abbiamo già visto i suoi contenuti sono effettivamente molto forti.
Io, come ho già detto, sono contrario alla censura di questo testo dalla scuola. Ritengo che la Bibbia sia comunque un importantissimo documento di valore storico (dove valore storico indica l’importanza che questo testo ha avuto nella storia, non l’effettiva o meno veridicità dei fatti in esso descritti). Mi sembra però giusto che, nel momento in cui si ha intenzione di utilizzare questo libro nell’istruzione dei più giovani, si faccia piena chiarezza sui contenuti di questo libro e sul fatto che la versione odierna è una manipolazione di quella originale. E parimenti bisognerebbe adottare lo stesso metro di giudizio con ogni libro sacro, a partire dal Corano.
Insomma: va bene il libro nella scuola. Ma chi lo commenta? Gli stessi che lo hanno stravolto nel tempo oppure qualcuno più imparziale? Sono questioni di una certa importanza, per quanto mi riguarda.
Per le interpretazioni religiose di ciascun libro ognuno poi è libero di recarsi nel rispettivo luogo di culto. Che non è la scuola!
Un’altra considerazione: c’è da notare l’assoluto silenzio mediatico su questa vicenda. La citazione è stata depositata nel Luglio 2006. La prima udienza sarà tra poco più di un mese. Eppure io questa notizia l’ho scoperta per caso navigando in internet: stavo cercando la traduzione del Deuteronomio della foto nell’altro articolo e sono incappato in www.utopia.it.
Stamattina ho provato a fare qualche ricerca in Google: “bibbia incostituzionale“,”processo bibbia“,”bibbia tribunale roma” … solo per citarne alcune. Ebbene, a parte il sito della casa editrice, e questo post su un blog … c’è il vuoto assoluto. Sembra di essere in “Mezzogiorno di Fuoco“, ci mancano solo i rotoli di paglia e il vento che fischia. Eppure dovrebbe essere un discorso interessante… come al solito però hanno tutti paura di infastidire i soliti noti. O sono io che sono orbo e mi sono perso qualcosa?





Il problema è che siamo tradizionalisti, scherza coi fanti e non coi santi…e perchè?
Non dovremmo sorprenderci di cotanto silenzio, i nostri organi di informazione rispondono al nome di tg1, tg2, tg3, tg4, tg5, tgLa7 e studio aperto (che ha almeno la coerenza di non chiamarsi tgqualcosa). Di che ti stupisci?
Sorprendente è invece il fatto che nella Rete ci sia pressoché zero. Quello sì mi ha lasciato di sasso. Poi ho pensato ai servigi che Google rende alla repubblica popolare cinese, e mi sono risposto da solo. Non c’è un cazzo da stare allegri però.
Au revoir
Studio Aperto non inizia con la parola TG semplicemente perchè NON è un TG
Come disse Boll: «Gli atei annoiano perché parlano sempre di Dio».
Nessuno parla della “bibbia incostituzionale” perché sarebbe come chiedersi se lo è il De Bello Gallico oppure la Divina Commedia, dal punto di vista laico è solo una sorta di romanzo storico (come l’Ivanhoe, per intenderci).
Quale mentecatto si sognerebbe di non stampare il racconto dell’Olocausto perché è anti-costituzionale ?
Non se ne parla per il semplice fatto che non ha senso.
Il problema è che la Divina Commedia e il De bello Gallico non sono presentate come “l’inconfutabile parola di Dio”, ma sono presentate per quello che sono: opere letterarie.
Nel momento in cui anche la Bibbia verrà considerata niente più che un’opera letteraria, e non le sarà più attribuito un “valore morale intrinseco” (come avviene di fatto), vedrai che nessun mentecatto si sognerà più di citarla in giudizio.
“l’inconfutabile parola di Dio” ?!
Innanzitutto la Bibbia non è l’inconfutabile parola di Dio, non essendo “parola rivelata” come invece il Corano, è ispirata da Dio (ammesso che si sia credenti), quindi nessuno la presenta come tale.
In secondo luogo nelle scuole non viene presentata così, al limite si introduce, assieme ai testi di altre religioni, in quanto fenomeno oggettivamente significativo nel panorama della società umana.
Inoltre devo dire che la tua capacità di analisi e comprensione è alquanto scadente, poiché qualsiasi opera letteraria ha in sé ha un valore morale intrinseco, in quanto il fatto stesso di raccontare una storia, per come la racconti, implica un “sistema di riferimento morale” (mi si passi l’espressione per amor di semplicità), pertanto la tua obiezione è priva di senso logico.
Infine il valore che tu dai ad un determinato oggetto portatore di un sistema morale non può assolutamente costituire un motivo di legittimità/illegittimità ad essere adottato come materiale di studio (poiché è soggettivo, mentre la legge, la regolamentazione statale in genere, deve essere oggettiva).
Potrei anche creare una religione di Dante o di Chuck Norris, ma questo non renderebbe automaticamente illecito da parte di uno Stato presentare Dante o Chuck Norris come oggettivi fenomeno di interesse nella storia umana.
L’odio offusca la razionalità, mentre (tutti in verità, ma sopratutto) un ateo dovrebbe essere razionale e cercare di comprendere quando ha argomenti da proporre e quando no, questo è il secondo caso. Anche perché è evidente che ti mancano talune conoscenze fondamentali (o se le hai non ne fai uso).
Innanzitutto permettimi di fare una precisazione: io non sono ateo (che ritengo una posizione “fideistica” tanto quanto quella di un credente) ma agnostico.
Per continuare. Ammetto che le mie conoscenze sulla Bibbia siano scarse. Però che tu mi venga a dire che “nelle scuole non è presentata così” … quando ci sono stato io era così, e inoltre non mi è stato presentato alcun testo di altre religioni. E non sono l’unico ad avere avuto questa esperienza.
Posso concederti il fatto che l’accusa di incostituzionalità sia tirata per i capelli (e forse è anche, da parte di chi l’ha presentata, una provocazione).
Resta però l’accusa di contraffazione.
E forse mi sono spiegato male quando ho parlato di “valore morale intrinseco”. Non stavo parlando della morale che tutti i testi hanno: stavo parlando di un “valore morale” che è considerato “giusto” a prescindere, proprio perchè tale testo è stato ispirato da Dio (che si suppone, per chi ci crede, essere intrinsecamente “buono”). Che io sappia, il Cristianesimo è una religione rivelata (da Gesù Cristo).
Io ti darei ragione su tutto, se la Bibbia fosse presentata durante l’ora di Lettere, ovvero come testo letterario d’interesse. La Bibbia invece è presentata (perlopiù) durante l’ora di Religione (o perlomeno così succedeva quando io frequentavo la scuola e il liceo). E durante l’ora di religione non si fa “analisi del testo”
Io ho seguito il catechismo e le lezioni di religione, prima di decidere di rifiutare la religione cristiana e ritenermi agnostico.
Evidentemente se ho confusione in testa è proprio perchè è l’insegnamento della religione così come viene fatto a non essere come dici tu?
Il fatto che il Cristianesimo sia una “religione rivelata” non c’entra con il fatto che il suo testo sacro non sia “parola rivelata”.
Per fare un paragone semplicistico mentre “parola rivelata” vuol dire che anche l’interfaccia di un programma è “opera divina”, “religione rivelata” implica solamente che Dio ha dettato il significato, i dati, e non anche il modo in cui si accede ad essi.
Inoltre, per dirne un’altra, neanche durante l’ora di Storia si fa “analisi del testo” sui testi originari, ma al limite analisi storiografica o filologica, in altre parole si fa un’analisi adatta all’oggetto.
Le considerazioni sulla tua storia personale (”a me non è stata insegnata così”) a cui io potrei rispondere con cinque esempi contrari (ho quattro fratelli) sono forme adolescenziali di argomentazione (nell’adolescenza è presente una sorta di “egoismo del pensiero”, in cui il soggetto pensa solo in base a sè) del tutto sterili, anche perché non sono verificabili, dovremmo quindi concentrarci su dati oggettivi.
Il primo dei quali è che la religione è attualmente significativa per la maggioranza delle persone che hanno figli ed ha avuto un ruolo storicamente importante.
Il semplice fatto che qualcuno consideri “giusta” la Bibbia, torno a ripetere, non è importante, che sia o meno presentata come tale, perché non significa imporre un modello, ma presentarlo. Ed è ovvio che non puoi dire “esiste, ma è una idiozia”, nel presentare una opinione, come professore, sei tenuto a sospendere il tuo giudizio, come accade per il modello marxista in filosofia (da molti professori presentato in maniera entusiastica), contro cui sono stati trovati numerosi elementi fattuali.
Certo sarebbe preferibile che ogni testo fosse presentato in modo completamente neutrale, ma è impossibile pretendere che ciò accada.
Questo non comporta che il singolo subisca il “lavaggio del cervello”, come tu dimostri (non essendo cattolico), perché gli viene solo offerta una possibilità di conoscere qualcosa di significativo, che sarebbe poi il compito della scuola.
Infine il fatto che lo stato sia laico, non vuol dire che sia ateo, ovvero che debba presentarsi come anti-religioso, ma solo come a-religioso (la organizzazione delle fedi deve essere indipendente, vale a dire che il Papa non fa leggi ed il Parlamento non nomina cardinali, ma non lo spazio di attività perché ciò sarebbe impossibile nella pratica), anche perché l’ateismo è pur sempre un atteggiamento di fede, come tu stesso pensi.
Considerando che l’ateismo afferma semplicemente che Dio non esiste, e la sua “verità di fede” è la pretesa della scienza di spiegare tutto (benché ovviamente ciò sia indimostrabile), è chiaro che l’ateismo è insegnato, ovvero i suoi principi vengono presentati (peraltro presentati come “veri e giusti” senza alcuna critica), quindi la laicità dello Stato è rispettata, ed anche la natura propria di queste due religioni.
Se posso intromettermi: anche io nell’ora di religione ho sempre e comunque sentito parlare di una e una sola religione. Come me gli altri 20 della mia classe del resto e suppungo gli altri 80 delle altre 4 classi e gli altri 400 piu grandi/piccoli.
Il singolo non subisce il lavaggio del cervello, ma semplicemente ha una visione parziale dell’argomento, almeno finchè crescendo non acquisisce il senso critico per poter scegliere da se.
In quanto alla laicità dello stato: magari. E il papa non fa le leggi, semplicemente ha diritto di veto.
Appena ho un attimo di tempo rispondo
Comunque già solo per il fatto che ti stai sforzando di farmi capire le cose utilizzando metafore informatico-religiose mi stai già simpatico
Ho il dubbio che la citazione della Bibbia in tribunale sia un modo come altri per averne dei risultati “solidi” (= soldi) per un editore.

Un’idea del clima è dato dal sito che tiene tutti i testi processuali.
Nel merito, non ho ancora analizzato i testi, né i contesti né le traduzioni per cui non posso esprimere un giudizio di critica testuale.
Che sia un modo di procedere strumentale voluto lo si coglie dall’elencazione dei brani estrapolati e commentati (un es. visibilissimo: il commento a (13) NT - Colossesi
3, 18: “Voi, mogli, state sottomesse ai mariti, come si conviene nel Signore” (I sec d.C.)Il commento esegetico: “Cosa dice l’esegesi?” rinvia a “Siracide (A.T. aggiungo io, 180 a.C.-175 a.C.)- Versione e Note - Edizioni San Paolo, III Ed. 2002 - pag. 135. e commenta.
Neppure uno studente del primo anno di esegesi biblica prenderebbe un testo sapienziale per commentare un brano neotestamentario. Nè gli attribuirebbe ciò che non dice (come leggo nel blog). Forse uno sforzo esegetico … serio.
Liberi di essere anti-cattolici (con civiltà e buona educazione, possibilmente), di essere anche anti-bibbia, ma possibilmente anche di essere un po’ versati nell’esegesi minima (= cultura).
Potrebbe essere lo stimolo per un corso universitario nella città dove si abita (Lettere antiche di solito - Lingua ebraica e l. semitiche) per conoscere anche come…
Ma forse sto sbagliando proposta. Si trova normalmente quel che si cerca …
sempre un problema di perle
aspetto la fine del dibattimento
cordialmente
ser Arthyur
Mi permetto di intervenire.
Sono d’accordo che il nostro Alfredo Ali sia spinto dalla prospettiva di un ritorno, economico e non (in particolare la notorieta’e la possibilita’ di diffondere il proprio pensiero non solo ai pochi conoscenti ma ad un pubblico piu’ esteso). E’ normale, tutti noi agiamo per un fine, e non dipende dall’eticita’ o nobilta’ di questo la giustezza dell’iniziativa.
Non sono esperto di bibbia: vi assicuro pero’ che il sig. Ali ha interpellato piu’ di un linguista e ha dedicato molto,molto tempo a questa pratica.
L’importante e’ che si rimetta nuovamente in discussione l’insegnamento cattolico nelle nostre scuole pubbliche (e i finanziamenti alle private..ma questo e’ un altro discorso).
In uno stato sempre piu’ multietnico, rendere l’ora di religione un’ora di insegnamento delle diverse fedi, porterebbe senz’altro ad una maggiore conoscenza e rispetto degli altri credo.
Stando attenti, ovviamente, a non propinare testi manipolati.
Cordiali saluti.