Campi FlegreiVi ricordate quando vi ho detto che oggi “solo temi leggeri“? Stavo mentendo! In realtà dopo quel post, e dopo il pranzo, sono andato in bagno (per ridare alla natura ciò che le ho tolto) e ho iniziato a sfogliare “Venerdì“. Tra le altre cose (pubblicità varie con donne seminude), ho letto un articolo sullo sfruttamento dell’energia geotermica nell’area di Napoli, e ho scoperto numerose cose che ignoravo e che mi hanno innescato un “vortice cerebrale” (forse coadiuvato dallo sciaquone del water). Tutto questo a dimostrazione che il bagno è un luogo culturale, e le pippe sono solo una delle infinite possibilità d’azione che questo luogo della casa offre!

Insomma, torniamo al nocciolo della questione. Vi butto lì in rapida rassegna i fatti appresi leggendo quella roba:

  • L’Italia è il paese che “ha inventato” (1904 o giù di lì) lo sfruttamento dell’energia geotermica, e che per primo lo ha implementato rimanendo leader per parecchi decenni
  • Ad oggi siamo i quinti produttori mondiali di energia geotermica
  • Esiste un progetto (Deep drilling project, che non è un nuovo sito di perormances sessuali estreme afro, come i più arguti pornomani potrebbero pensare) mirante allo sfruttamento dell’energia geotermica nel napoletano, utilizzando tecniche moderne
  • L’efficienza di queste tecniche moderne si basa sull’utilizzo del calore contenuto nell’acqua supercritica, che non è l’acqua di superman ma è semplicemente uno stato particolare della sostanza (una via di mezzo tra il fluido e il gassoso).
  • Il paese leader di tutto questo è l’Islanda, che di geotermia ne sa a pacchi visto che stanno tranquillamente seduti su una faglia geologica con i controcazzi (la Dorsale Medio Atlantica) e, nonostante tutte le sfighe (tra cui la temperatura non proprio gradevole), hanno addirittura sviluppato uno Stato e una Cultura senza trasformarsi in cotechini grigliati! Wow!

Ora. Il fatto è che questa energia geotermica la si può sfruttare in un sacco di modi: ad esempio si può usare per alimentare le centrali elettriche o per riscaldare gli ambienti. Ora, io non sono un esperto di queste cose, e suppongo che ci siano non pochi problemi derivanti dall’instabilità geologica di queste aree … però se ci riescono in Islanda vuoi non riuscirci qui?

Poi ho letto che sto Deep Drilling Project è finanziato quasi interamente da stranieri. Gli stranieri non sono gli italiani, quindi se investono in questa cosa significa che è una reale opportunità economica e scientifica.

Poi, tra le altre cose, ho letto alcune dichiarazioni particolarmente significative:

Alfredo Testa dell’Università Federico II di Napoli, sottolinea l’ìmportanza delle fonti energetiche fornendo alcuni dati: “L’Italia importa dall’estero il 16 per cento di energia di cui ha bisogno, per la Campania il discorso è più drammatico poiché importa dalle altre regioni italiane l’80 per cento di energia perdendo, durante il trasporto da nord a sud, circa il 50 per cento della sua qualità.” Secondo Omar Friedleifsson:”L’Italia e l’Islanda si somigliano per l’intensa attività vulcanica, ma si differenziano per l’uso dell’energia poiché, mentre l’Italia si trova in deficit energetico, l’Islanda ha eliminato il problema usando l’energia geotermica che consente non solo un uso elettrico, ma consente anche di diminuire le emissioni di gas nocivi”.

Schema di funzionamento di una centrale Geotermica - Ministero dell'Ambiente

E allora sono giunto alle conclusioni definitive:

  • Perchè cavolo invece di smaronarci le balle con il nucleare e con gli inceneritori mangiarifiuti-e-producienergia non sfruttiamo questa potenzialità tipica del nostro paese? Paese che, come gli abitanti di alcune zone purtroppo ben sanno, è un paese ad alta attività geofisica. E l’attività geofisica produce calore (un po’come quando zompettate felici come ricci con la vostra partner)
  • Perchè un’area depressa come quella napoletana non sale sul treno e sfrutta quest’occasione per rilanciare la propria economia e per riaffermare la propria importanza nel contesto italiano (mettendo finalmente a tacere quei rompicoglioni dei leghisti) ?
  • E la Sicilia? Non è che magari anche li qualcosa potrebbero ricavare dal geotermico?
  • Perchè lo Stato non aumenta la fetta di energia prodotta in questo modo? Ricavandone vantaggi ambientali ed economici evidenti?

Sono quesiti di un profano in materia. Per cui magari ignoro qualche dettaglio tecnico lampante che mi sfugge e che renderebbe i miei quesiti delle sparate. Certa è una cosa: se per assurdo supponiamo che non esistano impedimenti tecnici insormontabili, le ovvie risposte alle domande che ho fatto mi stanno già facendo girare i coglioni.

Dite la vostra, soprattutto se siete esperti nel campo!