FarmaciE'sempre così. Da una parte si porta avanti una lotta senza quartiere verso le droghe "cattive" (spesso e volentieri meno dannose di quelle legali). Dall'altra c'è un intera categoria di droghe legali, dannose tanto quanto quelle illegali (se non di più), quando vengono assunte in quantità eccessive. Del resto questo è molto facile, data la loro legalità. Poi esistono anche le droghe "buone": queste, oltre ad essere legali, sono tollerate e prescritte quotidianamente dai medici, e sono oggetto di studio delle case farmaceutiche.

Nella maggior parte dei casi i medicinali, se assunti correttamente, sono indispensabili per la salute ed il trattamento di numerose patologie. Gli avanzamenti nella medicina sono sicuramente dovuti anche ai grandissimi progressi che sono stati fatti nel campo della ricerca farmaceutica. Questi progressi però hanno indotto grandi profitti, ed è qui che in certi casi il guadagno economico ha avuto la meglio sull'etica professionale. Basti pensare al costo della profilassi per contrastare l'AIDS.

Per quanto mi riguarda, ritengo che la cura dei disturbi psicologici sia uno dei campi in cui si stia tentando di lucrare di più, a scapito della salute delle persone. L'uomo moderno è ormai abituato ad avere la "pillola" per tutto: se ho mal di testa, mi basta un analgesico e questo sparisce come d'incanto. Se ho bruciore di stomaco, ecco che l'antiacido magicamente mi calma il disturbo. Poi potrebbe venirmi il mal di stomaco perchè prendo troppi analgesici ma questo è un altro discorso.

Io stesso mi sono accorto di esagerare con questi rimedi, e mi sono imposto di limitarli ai casi strettamente inevitabili (ad esempio: devo andare a fare un colloquio con un professore e ho un frullatore da 4000 GigaWatt che mi sbatte contro le pareti del cranio).

Questa grande disponibilità di rimedi farmacologici ha indotto la gente a pensare che fosse possibile "spegnere" in questo modo anche i disturbi psicologici. Questo è sicuramente vero in molti casi, ma bisogna considerare la presenza e l'entità degli effetti collaterali che questi farmaci hanno.

Cercando conferme di quello che sto sostenendo, ho trovato cose realmente inquietanti:

Insomma: se arriviamo al punto di somministrare Ritalin a un bambino perchè non sta seduto a scuola ed è agitato, secondo me stiamo veramente toccando il fondo. Del resto, nel mio modo di vedere le cose, io toglierei la patria potestà a quei genitori che sono realmente convinti di educare il proprio pargolo a suon di pastiglie. La colpa però è sicuramente anche dei medici che fanno queste prescrizioni.

Il problema delle droghe è sicuramente importante. Ma non si manda la gente in carcere per il qualche canna, quando poi si permette ai medici di prescrivere allegramente (e i numeri lo confermano ) degli antidepressivi ad un bambino. Per sdrammatizzare un po',posso dire di trovarmi d’accordo con la terapia individuata dagli autori di South Park:

Voi che ne pensate?