E'sempre così. Da una parte si porta avanti una lotta senza quartiere verso le droghe "cattive" (spesso e volentieri meno dannose di quelle legali). Dall'altra c'è un intera categoria di droghe legali, dannose tanto quanto quelle illegali (se non di più), quando vengono assunte in quantità eccessive. Del resto questo è molto facile, data la loro legalità. Poi esistono anche le droghe "buone": queste, oltre ad essere legali, sono tollerate e prescritte quotidianamente dai medici, e sono oggetto di studio delle case farmaceutiche.
Nella maggior parte dei casi i medicinali, se assunti correttamente, sono indispensabili per la salute ed il trattamento di numerose patologie. Gli avanzamenti nella medicina sono sicuramente dovuti anche ai grandissimi progressi che sono stati fatti nel campo della ricerca farmaceutica. Questi progressi però hanno indotto grandi profitti, ed è qui che in certi casi il guadagno economico ha avuto la meglio sull'etica professionale. Basti pensare al costo della profilassi per contrastare l'AIDS.
Per quanto mi riguarda, ritengo che la cura dei disturbi psicologici sia uno dei campi in cui si stia tentando di lucrare di più, a scapito della salute delle persone. L'uomo moderno è ormai abituato ad avere la "pillola" per tutto: se ho mal di testa, mi basta un analgesico e questo sparisce come d'incanto. Se ho bruciore di stomaco, ecco che l'antiacido magicamente mi calma il disturbo. Poi potrebbe venirmi il mal di stomaco perchè prendo troppi analgesici ma questo è un altro discorso.
Io stesso mi sono accorto di esagerare con questi rimedi, e mi sono imposto di limitarli ai casi strettamente inevitabili (ad esempio: devo andare a fare un colloquio con un professore e ho un frullatore da 4000 GigaWatt che mi sbatte contro le pareti del cranio).
Questa grande disponibilità di rimedi farmacologici ha indotto la gente a pensare che fosse possibile "spegnere" in questo modo anche i disturbi psicologici. Questo è sicuramente vero in molti casi, ma bisogna considerare la presenza e l'entità degli effetti collaterali che questi farmaci hanno.
Cercando conferme di quello che sto sostenendo, ho trovato cose realmente inquietanti:
- Effetti collaterali degli psicofarmaci
- Psicofarmaci e rischio suicidio
- Pericoli del Ritalin (ADHD)
- Psicofarmaci su Wikipedia
- Gli psicofarmaci sono efficaci?
- La pericolosità degli psicofarmaci
Insomma: se arriviamo al punto di somministrare Ritalin a un bambino perchè non sta seduto a scuola ed è agitato, secondo me stiamo veramente toccando il fondo. Del resto, nel mio modo di vedere le cose, io toglierei la patria potestà a quei genitori che sono realmente convinti di educare il proprio pargolo a suon di pastiglie. La colpa però è sicuramente anche dei medici che fanno queste prescrizioni.
Il problema delle droghe è sicuramente importante. Ma non si manda la gente in carcere per il qualche canna, quando poi si permette ai medici di prescrivere allegramente (e i numeri lo confermano ) degli antidepressivi ad un bambino. Per sdrammatizzare un po',posso dire di trovarmi d’accordo con la terapia individuata dagli autori di South Park:
Voi che ne pensate?





Innanzitutto il termine “droghe” è molto vago, di sicuro molto lontano dalla definizione di psicofarmaco. Credo che la distinzione essenziale sia nella modalità di assunzione della sostanza…mi spiego meglio: il medico prescrive una sostanza “psicoattiva” in base al:
-meccanismo di azione (nel morbo di Parkinson, per esempio, si cerca di porre rimedio farmacologicamente ad un meccanismo eziopatogenetico riconosciuto)
-a studi clinici effettuati (evidence based medicine: si osserva empiricamente la risposta ad un farmaco)
-alla consapevolezza che molte patologie psichiatriche-neurologiche richiedono un intervento forte e tempestivo per invertire il trend degenerativo in atto(alcune patologie come la depressione, per esempio, possono essere assimilate ad un pozzo in cui si sta precipitando:è utile interrompere quanto prima la discesa se si vuole riuscire a trovare una “fune” abbastanza lunga da tendere al paziente)
Tuttavia gli psicofarmaci non hanno un’azione pulita (bassa specificità). Il medico prescrittore deve effettuare una valutazione in termini di costi-benefici.
La droga, se in questo ambito per droga si intende la condizione di abuso di psicofarmaci, invece, può essere assimilata all’abuso di alcool (che è infatti molto frequente in questi pazienti) come meccanismo patologico di ricerca di evasione.
Bella doc, speravo che rispondessi usando termini più precisi dei miei
Riguardo alla definizione di droga, io mi rifacevo a quella dell’OMS “qualsiasi sostanza che, introdotta in un organismo vivente, può modificarne una o più funzioni”. Certo che detta così anche un kebab che ti fa venire acidità di stomaco può essere definito “droga”
Ma … visto che tu sei informato e competente, che mi dici dell’ADHD e dell’uso di psicofarmaci su minori?
Scusa, in effetti sto diventando un pò un precisino…deformazione professionale…

Cmq per quanto riguarda il Ritalin e i disturbi nell’attenzione nel bambino, onestamente non ne so molto perchè si tratta di un farmaco e di un gruppo di patologie di competenza del neuropsichiatra infantile (il ruolo di Bruce Willis nel “sesto senso”, per intenderci).
Sull’utilizzo, in generale, degli psicofarmaci sui minori, io ci andrei assolutamente cauto e riserverei questo trattamento ai casi di assoluta necessità (es. epilessie) perchè si tratta di farmaci con effetti collaterali importanti ed in alcuni casi imprevedibili (le conoscenze attuali sul cervello umano non ci consentono di garantire che un farmaco che agisce in un distretto non abbia effetti deleteri su di un altro).
Infine, sui genitori che sono convinti di educare il proprio figlio a suon di pastiglie, sono daccordo con te
Vortex. Ti dico per esperienza che in certi casi sono d’aiuto. Per i bambini condivido la tua parplessita’ L’iperattivismo e’ di difficilissima diagnosi e so che e’ possibile correggerlo con una terapia comportamentale. Lunga e costosissima pero’
Io non dico che siano inutili. Dico solo che c’è molta disinformazione. E trattandosi di farmaci che alterano “il funzionamento della psiche” (se così si può dire), bisogna andarci più cauti.
Se mi ingoio un Aulin ogni volta che ho una parvenza di dolore e poi mi si buca lo stomaco, è un bel problema. Ma se prendo un farmaco che mi può portare a dipendenza oppure a squilibri psicologici ancora più gravi, beh allora è un problema ancora più grande.