Romania e Bulgaria in Europa

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Unione EuropeaErano già due giorni che volevo scrivere un post su questo argomento, e la lettura di questo post stamattina mi ha convinto a dire la mia sul fatto. Per chi si fosse perso qualcosa, dal 1 Gennaio 2007 Romania e Bulgaria sono diventati a tutti gli effetti membri dell’Unione Europea. Inoltre, per completezza d’informazione, i nostri vicini della Slovenia hanno abbandonato la propria moneta (il tallero) per entrare a tutti gli effetti nell’area Euro (il cambio è fissato a 239,640 SIT). Ovviamente molte sono le perplessità e le paure, e anche nel nostro paese già si parla di muri e di invasioni (Come queste invasioni, sempre legate all’immigrazione). Cose già viste.

Io non sono un’economista. Nè sono un esperto di geopolitica. Tuttavia posso affermare che, per quanto mi riguarda, va bene così. Avanti tutta.

Proprio perchè queste scelte sono impopolari, è giusto che vengano prese dai governi e portate avanti con determinazione, pur contro la volontà del popolo. Se fosse per la gente, saremmo ancora fermi a 200 anni fa. Tutti a proteggere la tradizione, le proprie case, i propri soldi, il proprio lavoro, i figli … mai cambiare! Tutti con il solito sguardo miope, che non va al di là del proprio orticello e della propria vita.

I problemi di integrazione ci sarebbero comunque, così come le resistenze a questo processo. Oggi come domani. E’fisiologico che una nazione sia diffidente verso scelte politiche di questo tipo. Basta guardare il divario (culturale) tra Nord e Sud in Italia, che va avanti nonostante siano ormai 150 anni che ci siamo riuniti. Insomma: se si aspettasse che la gente sia pronta a questi passi non si farebbe mai un tubo.

Al contrario, l’entrata nell’Europa di questi due paesi avrà due importanti effetti:

  • La regolarizzazione di tutti quelli che, sino ad oggi, nel nostro paese erano considerati immigrati (297570 rumeni e 17746 bulgari - stime CESTIM 2005). Che tra questi ci siano rapinatori, spacciatori e magnaccia è verosimile, così come è verosimile che la stragrande maggioranza di costoro sia qui per lavorare. Con il riconoscimento del loro status, avranno un motivo in meno per sentirsi stranieri
  • L’integrazione economica permetterà di ottenere, sul lungo termine, quell’integrazione culturale che difficilmente si sarebbe potuta ottenere in altro modo.

Se queste persone vengono qui per lavorare e aiutano effettivamente la nostra economia (e, non dimentichiamo, noi andiamo a casa loro a investire), perchè mai bisognerebbe negare loro il diritto di far parte della stessa struttura economico/sociale di cui noi facciamo parte?

Perchè mai dovremmo rifiutare la ventata d’aria fresca rappresentata dal dinamismo di un popolo giovane e operoso? Vuoi vedere che di fronte al maggior spirito competitivo anche qui ci si darà finalmente una scantata? Ditemi la vostra.

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10 Commenti »

Comment da serpiko
2007-01-03 10:56:07

Non sono d’accordo, caro vortex.
Alle mie latitudini i lavoratori dipendenti è da anni che hanno avuto la loro scantata: prima con l’inflazione, poi con gli aumenti delle tasse, poi ancora con l’euro e infine con i contratti precari.

Il dato di fatto è che, economicamente, l’ingresso di questi paesi in Europa rappresenta un impoverimento del rating medio pro-capite dell’Europa stessa e un forte arricchimento dello stesso rating relativo ai paesi in questione. La capacità di questi paesi di produrre merci è inferiore alla loro capacità di assorbimento.
Detta in altre parole, non abbiamo acquisito un nuovo mercato di sbocco ma una nuova realtà produttiva. Di cui non c’era bisogno, se non per abbassare ulteriormente i costi.

Ciò porta a un’unica situazione.
Anche se vi dovessero essere investimenti consistenti a casa sua, il lavoratore bulgaro o rumeno preferirebbe sempre e comunque venire a lavorare all’estero perchè il guadagno sarebbe comunque maggiore; e ora può farlo in libertà, andando a portare ulteriore concorrenza nei paesi che si sceglierà.
Qualor’anche decidesse di rimanere in casa sua, la nostra concorrenza aumenterebbe comunque perchè diminuirebbe la domanda di lavoro.

In conclusione, l’obiettivo era (ed è, e sarà) creare concorrenza sul mercato del lavoro dipendente per abbassarne i costi.
E aumentare la concorrenza in un mercato privo di appigli contrattuali significa destabilizzare ulteriormente una situazione che è già del tutto intesa alla precarietà.
Lasciami dire che mi viene in mente un’unica categoria di persone a cui questa situazione porterà vantaggio, ed è quella categoria che il lavoro lo paga.

 
Comment da Vortexmind
2007-01-03 11:14:49

Beh ma la situazione precedente qual’era? Lo sfruttamento dei lavoratori immigrati che, in molti casi, venivano ricattati proprio per la loro condizione di immigrati? Ti sembra giusto?

Quanto al fatto che i paesi appena entrati non sono “mercati di sbocco” hai sicuramente ragione sul breve termine, ma non pensi che sul medio-lungo termine il miglioramento della loro situazione economica porterà alla creazione di nuove opportunità anche laggiù?

Io ripeto non sono un economista, ma che la nostra economia non sia più competitiva, e da tempo, non è una novità. E questo resta vero per tutti, lavoratori e imprenditori. Non è certo ai primi soltanto che si riferiva il mio termine “scantata”. La scantata ce la dobbiamo dare tutti come nazione, se non vogliamo andare in malora.

 
Comment da serpiko
2007-01-03 11:58:36

I problemi credo andrebbero letti distintamente.

Uno è quello relativo alla situazione degli immigrati, deriva da evidenti lacune giuridiche e di controllo e andrebbe sistemato a prescindere da Romania e Bulgaria, che hanno fornito 50.000 immigrati su alcuni milioni che ormai sono qui.

L’altro è quello relativo alla competitività e, se sul medio/lungo termine sono portato a darti ragione circa la creazione dei mercato esteuropei, nello stesso periodo posso giurarti un netto impoverimento del nostro, che porterà ulteriore recessione.
Nulla di catastrofico, credo, per carità; tutto va letto in percentuale e diviso sulla totalità dei paesi aderenti all’unione.

Il fatto che che, oggi come oggi, servivano mercati per i nostri prodotti e non ulteriori prodotti per i nostri mercati.

 
Comment da Vortexmind
2007-01-03 12:42:13

Le cinquantamila unità di cui parli in realtà sono ben di più : le cifre le ho riportate sopra (siamo un ordine di grandezza sopra), aggiungi il fatto che con l’entrata nella UE molti “clandestini” si sono trovati di fatto “regolari”, quindi bisognerebbe rivederle al rialzo.

Un’ultima domanda. Quale sarebbe stata, secondo te, l’alternativa a questo processo?

 
Comment da serpiko
2007-01-03 13:31:16

Ups, m’è scappato uno zero. Intendevo (lo scrivo, è meglio) cinquecentomila. Circa, perchè non li ho contati io.

In che senso “ultima domanda”? Vuoi farmi fuori?
Non ti conviene, è antieconomico: ti costerebbe di più che non lasciarmi blateare ogni tanto. smiley
Vabbè, preparandomi ad accettare la mia sorte, ti dò “l’ultima risposta” molto sintetica, perchè sto lavorando a una cosina che… vabbè, sorpresa.

In Europa, le ultime risorse interessanti sono quelle finanziarie e quelle tecnologico/scientifiche.
Le prime dovrebbero essere utilizzate per l’acquisto di quello che ci manca (materie prime, risorse energetiche) e per l’implementazione continua delle seconde.
Dopodichè svalutazione progressiva dell’euro, riportando le azioni dell’azienda Europa al loro giusto prezzo di mercato.
Si creerebbe un elastico tra valore dei nostri capitali e valore delle materie prime di cui abbiamo bisogno, ma noi avremmo una risorsa imprescindibile agli altri: i brevetti.

La nostra conoscenza è l’ultima merce di scambio che ci resta, se nel frattempo sapremo gestire opportunamente i capitali.

 
Comment da Vortexmind
2007-01-03 14:59:31

Ultima domanda nel senso che, date le mie scarse conoscenze in materia, non credo sarò in grado di reggere a lungo la discussione smiley

Cmq sull’ultimo punto mi trovi pienamente d’accordo, anche se (soprattutto nel mio campo, l’informatica) altri paesi (Cina, India tanto per dirne due) stanno facendo balzi da gigante e ben presto ci saranno addosso smiley

 
Comment da dellefragilicose
2007-01-03 15:11:31

Bella discussione. Le mie posizioni soro chiaramente vicine a quelle di Serpiko. Vortex e’ piu’ ottimista. Che dire, non ci resta che sperare che abbia ragione lui

 
Comment da pizinho
2007-01-04 11:55:10

Ed ecco che ora i confini della bulgaria e della romania si aprono come le porte di un supermercato.

 
Comment da Mariano
2007-01-05 16:59:33

Salve … Io sono un rumeno, uno di quelli appena entrati in UE smiley …. Sono d’accordo con Vortex,smiley anche se forse e un po’ più ottimista … pero forse noi rumeni siamo nella stessa posizione in quale eravate voi in USA 40-50 ani fa, perciò da quel punto di vista dovrete pensare a tutto …. smiley smiley

 
Comment da The Juan
2007-01-05 18:02:03

Mio Dio, questo significa che diventeremo come gli States?
Io non torno piu ecco! smiley

 
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