L’angolo del ciclista - Percorso #3
Ho un sospetto. Vedendo la foto, molti penseranno che abbia permutato la mia bici con un jet d’epoca. In realtà, questa è una delle tante cose che potete vedere seguendo questo fantastico percorso (se vi interessano, qui il primo e qui il secondo). Prima di procedere, vorrei spiegare bene la genesi di questa specie di giro circolare attorno a Piacenza.
Per fare questo, dovrò essere leggermente autoreferenziale. Parola questa che, appena pronunciata, mi fa sorgere l’irresistibile impulso di alzarmi dalla sedia e di correre a testa bassa verso lo spigolo più vicino per aprirmi il cranio come una cozza e lasciarci la pelle. Molto jappo come morte. Comunque: siccome quest’estate mi è successo questo, le mie grandi abilità agonistico-ciclistiche hanno subito una grave battuta d’arresto. Ho dovuto quindi abbandonare percorsi kamikaze con salite al 50% di pendenza e seguire scrupolosamente le indicazioni del medico: giri brevi e senza salite per coccolare amorevolmente il mio tessuto spongioso (osseo, non quell’altro che, per quanto mi riguarda, è reso felice da attività svolte preferibilmente con l’ausilio di una pvlcrha pvella).
Come potete immaginare quindi, questo è un percorso adatto a tutti (grandi, piccini, donne e animali). E’tutto in pianura e, in ogni momento, non vi trovate mai a più di 7-8 Km da Piacenza. Questa è una grande cosa, perchè quelli poco allenati (che potrebbero tirare le cuoia da un momento all’altro) hanno una qualche speranza di rientrare vivi dall’escursione.
Ma torniamo un secondo alla foto dell’aeroplano. Ad un certo punto, ad 1/3 del tragitto, incoccherete nella base logistica del 50°Stormo (non è raro infatti, girando per la provincia, essere bombardati dai “Tornado” in forza all’unità). Io, molto coraggiosamente, nonostante numerosi cartelli che mi informassero della quasi-certezza di essere impallinato, ho deciso di portare a termine uno dei miei incarichi spionistici per conto del Vanuatu e mi sono messo a fotografare uno dei segretissimi prototipi dell’AMI (che vedete in cima alla pagina).
Capisco che tutto questo è molto poco patriottico, ma in cambio mi hanno promesso un vitalizio e una grande villa su un’isola abitata da polinesiane sole e formose.
E concludiamo ora l’articolo con una rassegna delle principali ragioni per cui è conveniente e giusto andare in bicicletta:
Come potete vedere, la moto può dimostrarsi pericolosa …
… anche i trasporti pubblici non sembrano dare una grande garanzia di sicurezza …
… qualche volta fare troppo i fighi può essere controproducente …
…oppure può capitare di incontrare persone poco inclini al dialogo e alla comprensione…
… se siete da soli è sicuramente meglio andare in bici …
… il cielo lasciamolo agli uccelli …
… e gli animali anche se ecologici non sempre rispondono ai nostri desideri …
… il mare può diventare un tantinello incazzatello …
… le barriere architettoniche non sono l’unico pericolo per i diversamente abili …
… e concludendo: preferite farvi 35 Km in scia alla pvlcrha pvella ciclaria ab tergo ferentur, oppure preferite sorpassarla col SUV a 130 all’ora in un istante, distraendovi per guardarla e falciando infine una comitiva di ciellini appena scesa dal pullman che si era fermato cento metri davanti a voi?









Direi che l’ultima foto merita solo per il quiz

tzé…
io preferisco il cammello
Bè.. falciare una comitiva di ciellini, che domande