Una piccola considerazione relativamente al ventilato rientro dell’Italia nel circolo “nucleare”, anche in luce del recente allarme nella centrale slovena: se l’autocontrollo dell’opinione pubblica italiana sul tema nucleare è pari a quello di un ragazzino dodicenne pieno di ormoni fino alla punta dei capelli davanti a un calendario di Elisabetta Canalis, allora è meglio che il nucleare lo lasciamo perdere altrimenti finisce come a Caorso per la seconda volta, e sarebbe veramente da super babbazzi di minchia.
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senza contare che, iniziando la ricerca e i progetti delle centrali adesso, saranno inevitabilmente pronte tra 25 anni, quando la tecnologia che avremo sviluppato sarà ormai obsoleta. Un po’ come sta succedendo con la TAV.
Hai fatto centro: non è il nucleare ad essere pericoloso, ma come viene gestito. E in Italia, si sa…