L’orario estivo di Trenitalia

Eh già, ormai è estate: iniziano le promozioni summercard, c’è la prova costume per le donzelle, la tintarella, i tanga … e Trenitalia invece ha introdotto l’orario estivo. Traduzione per i non pendolari: ritardi endemici e continui, treni soppressi a casaccio … Oggi poi il colmo: per tornare da Milano a Piacenza ho preso, come di consueto, il Regionale 2039 per Livorno (che ferma anche a Piacenza). Non l’avessi mai fatto. Per fare un percorso di una settantina di Km (il treno parte da Milano Lambrate alle 17.12, arrivo previsto a PC alle 18.10) ho impiegato più tempo che, nel 2006, per andare da Bratislava a Budapest. Che, per inciso, si trovano in due nazioni diverse. Qui al massimo si passa dalla regione autonoma della magozia al granducato di Piacenza.
TRE ORE
Il treno prima è stato bloccato a Lodi, con il traffico totalmente fermo in entrambi i sensi per un bel po’. Alla fine siamo ripartiti, giusto in tempo per essere parcheggiati a Secugnago (un luogo oscuro e sconosciuto, specie per un piacentino). Alla fine quasi avevo compassione per i poveri addetti sul treno i quali, al di là della divisa aziendale, condividevano la stessa amara sorte dei passeggeri e per di più si trovavano a catalizzare il comprensibile nervosismo della gente.
Informazioni, come sempre, meno di zero. Prima erano gli scambi che si erano dilatati e bloccati per il calore (…), poi una linea aerea caduta per il caldo (…), insomma alla fine dopo un’ora hanno riaperto un binario a senso alternato. Il vero senso della cosa, però, era quello di far transitare quanti più Eurostar possibile per evitare che l’azienda si dovesse ritrovare a pagare una penale. Cosa che, su un misero regionale, non è ammessa.
Alla fine sono arrivato a Piacenza. Alle 20.30. Non oso immaginare chi ha dovuto proseguire oltre (era un treno per Livorno).





gosh
sweetmiserys last blog post..Caro Diario,noggi è successa una…
Nessuno può affermare di aver “viaggiato” su un treno delle FS se non ha fatto - almeno una volta nella sua vita - un viaggio dall’estremo nord all’estremo sud del paese, magari su un espresso e/o Intercity, possibilmente in periodo vacanziero.
In quei viaggi si che succede davvero di tutto ed arrivare vivi alla meta è tutt’altro che scontato. 
Doxalibers last blog post..Incontri con menti straordinarie
@sm: che poi, era ora di cena e avevo una fame assurda! Ci sarebbe voluta una noce al pepe
Dovrebbero metterla a “tranches” nei distributori automatici, questo si che sarebbe un grande successone commerciale
@doxa: al momento non mi sono mai spinto in treno più a sud di Roma, basta però guardare le faccie sui vari espressi/intercity provenienti da Salerno/Lecce e via dicendo (che fermano a Piacenza) per capire cosa intendi
Aggiungo un altro aneddoto. Eravamo fermi a Lodi, e l’annunciatore aveva appena proferito le seguenti parole “Causa guasti sulla linea, il treno regioblabla rimarrà fermo per almeno altri VENTI minuti sul binaro”. Io allora, ormai roso dalla fame, ho detto
“Vabbè, scendo e vado a comprare qualcosa al bar. Lascio tutto su, al max vi guadagnate un portatile … sono sicuro che per la legge di Murphy appena metterò piede giù dalla carrozza e sarò il più lontano possibile, il treno partirà”
E ci credete che è successo così??? Ero a trafficare con la macchinetta (fortunatamente, non mi ero spinto fino al bar) e l’annunciatore ha intimato alla gente di salire, perchè il treno sarebbe ripartito immediatamente
Non sono riuscito a comperare i Fonzies (alimento notoriamente indicato quando hai poca acqua e ci sono 50 gradi).
Fatto sta che quando sono risalito una signora che aveva seguito la conversazione mi ha applaudito ahah.
Quello che la signora non sapeva è che la stessa legge di Murphy prevedeva chiaramente la sosta successiva a Secugnago, nota stazione dove non c’è NULLA
Anch’io sono stato coinvolto mio malgrado nel mega-blocco di ieri. Tornando da Milano dove ho tentato per la terza volta di fare l’esame di Data Mining (
), temo anche stavolta senza successo, ho preso il MI-MN delle 16.23 a Lambrate.
Lo speaker artificiale della stazione avvisava “la gentile clientela” che il treno sarebbe arrivato con un ritardo di 20 minuti. Primo rosario.
Il treno effettivamente è partito da Lambrate alle 16.44. Con una velocità paragonabile a quella di uno sherpa tibetano con 70 kg di carico, il treno è giunto a Lodi, dove, inspiegabilmente, è rimasto fermo per dieci minuti. Secondo rosario.
Dopodiché, ripartendo sempre a velocità iperluminale, si è definitivamente fermato nell’importantissima stazione metropolitana di Secugnago.. Chiaramente, visto che l’aria condizionata costa, l’hanno spenta.. Invocazioni ai santi
Chiedo al capotreno: “mi scusi, lei che senz’altro lo sa, quanto staremo fermi più o meno? Perché vede, se superiamo la mezz’ora di sosta chiamo mio padre e mi faccio venire a prendere”. Risposta: “e che nne saccio io?”.. tanto di cappello alla professionalità e alla competenza dei ferrovieri!
All’alba delle 18.20 il treno finalmente pare muoversi. Dico “pare”, perché a Casale siamo di nuovo fermi. Sembra che il treno venga dirottato su Piacenza. Il capotreno al cellulare tira degli accidenti in qualche sconosciuto dialetto meridionale ai suoi superiori. Discorso filosofico sulla creazione secondo la Bibbia
Finalmente! Non ci speravo più.. alle 19.10 siamo a Codogno! Il treno però si ferma. Definitivamente. Scendono capotreno e macchinista. Cominciano a scendere anche i passeggeri: si vocifera che sul binario 1 ci sia un vecchio treno locale pronto a partire per Cremona. A un certo punto lo speaker della stazione urla: “è in partenza dal binario 1 il treno per Cremona. Ferma in tutte le stazioni.” Ma porca puttana!! Dircelo prima no, eh? Per un pelo riusciamo a prendere il treno per Cremona. Propositi di omicidio
Tocco il sacro suolo cremonese alle 19.40 CEST, cioé 2 ore e 15 minuti in ritardo rispetto all’orario dichiarato da Penitalia.
Ho deciso: d’ora in poi a Milano ci andrò sempre e solo in macchina. Mi costa il doppio, è antiecologico e favorisce l’effetto serra, ma chi se ne frega.. almeno sarò sicuro di arrivare!
In macchina? Sei un pazzo