Майдан Незалежності - Indipendence Square @ Evening

Come avevo promesso, vi parlerò un po’del viaggio che ho fatto a Kiev in Ucraina. Ormai è passata una settimana da quando sono stato lì, e ho lasciato passare un po’di tempo per riorganizzare le idee e cercare di descrivere nel miglior modo possibile quello che è stato un viaggio sicuramente insolito, in un paese che qui in generale non conosciamo molto.

La preparazione

Organizzare un viaggio da solo in un paese lontano, che non conosci e di cui non sai parlare la lingua nè leggere le parole non è esattamente uno scherzo. Oltre a leggere le consuete informazioni utili sul sito viaggiaresicuri, mi ero premunito di guide in inglese e di un piccolo dizionario contenente le espressioni più comuni e la relativa pronuncia. Un cittadino UE, per entrare in Ucraina (motivi turistici e inferiore ai 3 mesi) ha bisogno del solo Passaporto. Ho stipulato anche una piccola assicurazione temporanea che mi fornisse un supporto nel caso di necessità sanitarie e simili, dato che il paese non ha accordi specifici con il nostro per queste cose (come ad esempio avviene in tutta Europa con la tessera sanitaria europea). Il volo l’ho prenotato da un’agenzia viaggi online americana. Pagato poco, unica nota estemporanea una chiamata da New York per confermare i miei dati smiley

Il viaggio e l’arrivo

Devo dire che già il viaggio è stata una novità. Io, abituato a voli low cost, per la prima volta mi sono trovato su un volo di linea (Lufthansa con scalo in Germania) e ho constatato quanto sia appagante poter stendere le gambe durante il viaggio ed essere serviti e riveriti da hostess tedesche con sorriso a 162 denti (utile a stemperare la situazione – non per me – potenzialmente stressante). Superati i controlli crucchi a Francoforte (dove hanno cercato di “rubarmi” la bottiglia di Chianti per presunte irregolarità nel packaging e dopo aver fatto la classica figura da italiano con i maccheroni nello zaino), ho preso il volo per Kiev.

Soffici nuvole ucraine

Basta guardare fuori dal finestrino per accorgersi che non si è più in una zona a noi familiare. L’aereo sorvola immense distese pianeggianti coltivate e boschi enormi. La presenza dell’uomo è attestata da numerose costruzioni e strade, ma non con la densità a cui siamo abituati. Lo spazio qui, visto dall’aereo, sembra davvero infinito.

Una volta sceso dall’aereo all’Aeroporto Internazionale Boryspil mi sono trovato immerso in un contesto a me totalmente alieno. Non è facile descrivere la sensazione che si prova trovandosi improvvisamente in un luogo dove non si possono capire le scritte e dove non si può parlare con nessuno. L’inglese infatti non è così diffuso ed è veramente difficile farsi capire. Nonostante l’agenzia del mio alloggio mi avesse prospettato il trasferimento diretto con autista, io ho baldanzosamente risposto “No grazie, posso fare da solo.”. E così l’avventura è iniziata subito!

Superate le falangi di taxisti che, attratti dal mio estemporaneo look (rispetto a quello locale), mi offrivano passaggi in centro a 150-200 grivne (La Grivna -Hryvnia o гривня- è la moneta locale, il cambio è a 7.2 circa per un € , ma in aeroporto applicano un rapporto peggiore: 6.9 circa). Io però mi ero informato e sapevo che potevo raggiungere la stazione ferroviaria a Kiev (dove c’è una fermata del metrò) utilizzando gli autobus o le marshrutke al prezzo di 25 Grivne (il viaggio è di un’ora circa, considerato anche il traffico).

Dopo essermi sincerato della destinazione del bus parlando con un gruppetto di francesi e uno spagnolo, sono salito e siamo partiti. Durante il viaggio ho potuto osservare l’autostrada e la periferia di Kiev. L’impressione iniziale, a parte le scritte e le insegne in cirillico, non è poi così diversa come ci si potrebbe aspettare: Kiev è una metropoli di tre milioni di abitanti, certo sono visibili molti casermoni e palazzi risalenti all’epoca comunista ma ormai la città si sta modernizzando e sta assumendo un’aspetto simile a una qualsiasi capitale europea.

Giunto in stazione, ho provato a telefonare all’agenzia. Le istruzioni sull’apparecchio, ovviamente, in cirillico. Al primo tentativo penso mi abbia risposto il centralino (in russo). Riprovando e riprovando, non sono riuscito nemmeno a fare la chiamata. Ho fermato una ragazza che sembrava conoscere l’inglese e le ho spiegato la situazione. Lei ha provato a chiamare per me, ha parlato in russo con qualcuno e poi ha riattaccato, spiegandomi in un inglese stentato che il numero che avevo era errato perchè rispondeva un’abitazione privata che nulla sapeva di appartamenti e di chiavi da consegnare.

Io avevo prenotato tutto via internet. A quel punto per me è stato automatico pensare di essere stato truffato. Eppure mi sembrava strano, perchè avevo ricevuto SMS che mi chiedevano quando arrivavo e così via. Non potevo tuttavia usare il mio telefono per rispondere. Ecco le mie prospettive:

  • Andare in un ostello
  • Dormire sotto un ponte sul Dniepr
  • Cercare di comunicare con qualcuno riguardo le mie necessità di alloggio

Tutto questo mi sembrava stupido e inaccettabile, così ho deciso: andiamo all’indirizzo dell’agenzia, sperando in bene smiley Fortunatamente lo spagnolo incontrato sul bus mi aveva regalato una mappa della città.

Metro: Палац Спорту - Palats Sportu

Diciamolo chiaro: potevo prendere un Taxi e farmi portare. I costi sarebbero stati comunque “trascurabili” rispetto a quanto siamo abituati qui. Io però volevo fare da solo e volevo vivere da subito la città! Così, dopo qualche ricerca (valigia e zaino al seguito, temperatura di circa 28 gradi Celsius), ho trovato l’ingresso al Metro (stazione Вокзальна – Vokzalna).

La scala mobile del metro

Per entrare si pagano 50 Copeche (копе́йка). 100 Copeche fanno 1 Grivna. Alla cassa vi danno un gettone che va inserito nei tornelli. Le scale mobili vi portano nelle viscere della città: come anche a Budapest, il metro di Kiev è molto profondo e il calore è decisamente elevato, considerato che sono arrivato in ora di “punta” e c’era tanta gente. Io ero l’unico con una valigia e con la faccia stravolta e mediterranea, e venivo squadrato come un alieno da praticamente chiunque smiley Pensavo fosse per il mio aspetto “devastato” dal viaggio, ma nei giorni seguenti ho notato che questo atteggiamento era costante.

L’idea di viaggiare in metro con una valigia e uno zaino, senza sapere precisamente dove andare, era un po’pazza. Tuttavia non ho mai avuto problemi di sorta. La gente era un po’scocciata da questo straniero impacciato con la valigia nella carrozza piena, ma molti erano anche divertiti dalla mia presenza. Alla fine, chiedendo (facendomi capire a gesti e indicando sulla mappa), sono riuscito ad arrivare dove dovevo.

Maidan Nezalezhnosti - Майдан Незалежності

Li ho scoperto che l’agenzia esisteva e non ero stato truffato. Mi stavano aspettando e, dopo avermi guardato ed essersi fatti anche loro una risata, mi hanno consegnato le chiavi del mio appartamento. Altro breve viaggio in Metro e sono arrivato in Piazza Maidan (vicino a dove stavo)

Giunto finalmente al mio alloggio, ho potuto constatare che esso era esattamente come avevo visto su internet. Mi sono quindi rilassato, ho fatto una doccia e mi sono riposato un po. Nel frattempo mi ero procurato una SIM card Ucraina (in negozio parlavano inglese), da usare durante la mia vacanza, anche perchè dovevo contattare Elena, la mia amica internettiana, per incontrarci e fare due chiacchiere dal vivo.

Verso le 21 l’ho quindi incontrata in piazza Maidan. E’sempre strano vedere qualcuno che hai conosciuto su internet: in questo caso l’effetto era amplificato dal fatto di trovarsi a quasi 2000 Km da casa! Fortunatamente lei studia italiano (parlato fluentemente) e conosce perfettamente l’inglese quindi non abbiamo avuto alcun problema per comunicare! Mi ha portato subito in un ottimo self service vicino alla piazza, dove si poteva mangiare qualche pietanza locale (non chiedetemi i nomi) e mi sono rifocillato. La prima sera quindi mi ha mostrato un po’il centro e abbiamo chiacchierato del più e del meno, senza esagerare troppo perchè io ero veramente distrutto dal viaggio e avevo bisogno di riposare smiley

A dire il vero lei mi ha consigliato, una volta separati, di tornare a casa e non girare da solo perchè la sera ci sono in giro parecchie persone che si sgollano quantità industriali di birra e similari, e che il mio “look straniero” avrebbe potuto causarmi dei guai. Io invece sono stato un po’in giro, così per saggiare l’atmosfera prima di rientrare a casa, e devo dire che non ho mai avuto problemi, nè quella sera nè in quelle successive. La mia impressione è che gli ucraini (perlomeno a Kiev e nel centro dove io ho passato la maggior parte del mio tempo), siano persone assolutamente tranquille. Per intenderci, avrei avuto molta più “tensione” a girare di sera a Milano.

Non ho mai avuto alcun problema, non sono mai stato minacciato, non ho mai incontrato “gente molesta” e nessuno ha mai cercato di truffarmi, anche tornando a casa a piedi a ore decisamente tarde. Mi è invece spiaciuto di non sapere il russo, perchè più volte la gente per strada mi ha rivolto la parola e io non potevo instaurare una conversazione (tranne nei casi in cui le persone conoscevano l’inglese). E’un vero peccato.

Per la cronaca: una freschissima birra media alla spina, in Piazza Maidan al chiosco, costa 5 o 6 grivne smiley

Vedere Kiev

Non mi voglio dilungare troppo, anche perchè sto già scrivendo un romanzo e non ha senso scrivere una guida turistica. Voglio solo dire che la città è bellissima e che ci sono un sacco di cose da vedere e da visitare. Io ho camminato tantissimo (ho perso 2 Kg in 10 giorni!!) e ho visto praticamente tutta la zona del centro e i suoi quartieri (detti райо́н o Raion) principali (Podil, Shevchenko e Pechers’k).

Io sono andato a piedi perchè mi piace così, ma è possibile muoversi in tutti i modi: taxi, marshrutke, filobus, pullman e metro. Una delle cose distintive rispetto alle nostre città è il fatto che praticamente ogni mezzo circolante su strada è un taxi: basta fermare un auto qualsiasi e contrattare una somma per farsi portare in qualche luogo. Questo riusciva decisamente meglio quando c’era Elena a contrattare, io purtroppo potevo solo fare la bella statuina.

Ho visitato anche un paio di musei (Il Museo storico nazionale dell’Ucraina e il Museo della Grande Guerra Patriottica). Purtroppo lì sono andato da solo e non ci sono traduzioni per gli stranieri. Ho quindi dovuto contare solo sulle mie conoscenze pregresse per capire quello che stavo osservando. I costi dei biglietti sono assolutamente contenuti.

Qui sotto ecco un photo-reportage delle principali cose che ho visto:

Arco dell’Amicizia

Київ- Summer 2008 L'arco dell'amicizia L'arco dell'amicizia

Хрещатик e Майдан Незалежності

(Kreshatik e Piazza Maidan)
Гопак - Hopak! Майдан Незалежності - Independence Square - Night Kreshatik - Хрещатик Maidan Nezalezhnosti - Майдан Незалежності

Il parco della Grande Guerra Patriottica

Родина-Мать - Madrepatria Родина-Мать - Madrepatria Memoriale della battaglia di Kiev (1943) Tra due fuochi

Podil

Monumento ai marinai KBAC a Контрактова площа Kontraktova Vista del Dniepr dall'arco dell'amicizia Il monastero greco in Контрактова площа

Pechersk-Lavra

Успенська Києво-Печерська Лавра -  Kiev-Pechersk Lavra Il grande campanile a Lavra - Велика Лаврська дзвіниця Києво-Печерська лавра - Lavra

Днiпро – Dniepr

Днiпро

Monumenti/Chiese/Palazzi

Богдан Хмельницький - Statua di Bogdan Khmelnytsky Тарáс Григóрович Шевчéнко - Parco Taras Shevchenko Андрiївська церква - Andrievski Church Петро (Кононович) Конашевич-Сагайдачний - Petro Konashevych-Sahaidachny Cosacco e S.Sofia Piazza Bogdan Khmelnitsky Particolare del monumento - Арка Дружби Народів

Sono solo alcune delle foto, molte altre le devo ancora mettere. Mi sarebbe piaciuto anche visitare i quartieri più esterni, ma il tempo era limitato e comunque non penso fosse una buona idea muoversi da solo in zone “meno turistiche” senza almeno conoscere la lingua.

Posso dire che alla fine della vacanza avevo ormai imparato a leggere il cirillico. Già questo contribuisce notevolmente ad una maggior comprensione delle scritte, perchè in molti casi le parole non sono così differenti dalle nostre. Mi sono però ripromesso di imparare un po’il russo, perchè in caso di viaggi futuri (in Ucraina o altrove) voglio poter comunicare un minimo in autonomia. E non limitarmi al basilare (Privet! Kak delà? Karasciò! Do Svidania smiley )

Per ora mi fermo qui … non è possibile raccontare tutto in un solo post! Spero comunque di aver dato una piccola “panoramica” di Kiev anche a voi …