Mappa Georgia

Ora che la crisi, almeno sulla carta, sembra essersi placata un po’, vorrei fare qualche considerazione su quanto è successo nella repubblica ex-sovietica e non solo. Quella che provo è una sensazione strana: solo 10 giorni fa mi trovavo molto più vicino di quanto si possa pensare a quelle aree. Certo, la distanza tra Kiev e la zona degli scontri è considerevole, paragonabile quasi a quella che io ho coperto per raggiungere la capitale ucraina dall’Italia. Erano molto più vicini il Kosovo o l’ex-jugoslavia, per intenderci.

Eppure, un anno fa, ricordo di aver parlato con una ragazza georgiana via internet. A me piace parlare con gente di altri paesi. Non si può viaggiare sempre con le proprie gambe, possiamo però sfruttare le possibilità che ci offre la rete. Lo stesso viaggio a Kiev è nato principalmente dalla rete. Adesso quel contatto dal Caucaso non è più online. In realtà non ci si sentiva più da diversi mesi, per cui non è obbligatorio mettere in relazione gli eventi attuali con questo silenzio di una persona che, dopotutto, conoscevo superficialmente. Spero che stia bene.

Però fa impressione. Io conosco un sacco di persone in maniera virtuale: con alcune ho avuto modo di vedermi direttamente al di fuori di internet. A volte ne nascono bei rapporti. Vedere invece come la geopolitica internazionale possa inserirsi improvvisamente nella vita quotidiana, anche a migliaia di Km di distanza, è impressionante.

Non è una novità che noi, dopotutto, siamo pedine. Ci sono forze che non abbiamo la facoltà di controllare. Possiamo scendere in piazza a manifestare, certo. Ma a che pro? Cosa importa a chi si gioca interessi globali e il controllo strategico del pianeta della nostra protesta? Sono troppo pessimista?

Hitler è stato fermato dalle proteste e dalla diplomazia, oppure si è “suicidato” invadendo l’Unione Sovietica e finendone travolto?

Gli USA hanno lasciato la presa sul Vietnam per le manifestazioni interne, oppure è stato fermato dalla concreta possibilità di scatenare (se avesse impiegato pienamente il proprio potenziale bellico) un’escalation difficilmente reversibile?

L’URSS in Afghanistan negli anni ottanta?

Gli USA e la Russia, questa volta, hanno deciso di giocarsela a braccio di ferro in Ossezia. Risultato: migliaia di morti, decine di migliaia di sfollati, città e paesi rasi al suolo. Gli USA minacciano sanzioni per il comportamento russo, ma esso è stato poi così differente da ciò che è avvenuto in Afghanistan o in Iraq? Quale sarà il prossimo teatro di scontro? Chi si può opporre a due superpotenze?

Tanks

Troppe domande e poche risposte, almeno per quanto mi riguarda. Nemmeno due settimane fa ero a fotografare vecchi carri armati russi in un museo memoriale sulla guerra. Evidentemente non c’è molta memoria di che cosa significa utilizzare davvero queste bestie di acciaio, se oggi i loro nuovi modelli si prendono a cannonate a neanche 1000 Km di distanza da lì.

Vi lascio con questa canzone di Serj Tankian - The Unthinking Majority. Serj è un cantante americano di origini armene.

Eka, spero che tu stia bene. Anche se abbiamo scambiato solo due parole.