Avevo detto che chiudevo ma non era vero. Siccome sto somatizzando e devo riversare l’acido muriatico da qualche parte, mi diletterò in un vacuo esercizio di stile. Quindi per ora si va avanti. Questo articolo è dedicato a tutti coloro che si trapanano lo scroto (o le ovaie) ogni qualvolta incappano nelle terribili “note politiche” (detti anche panini) nei telegiornali di stato e non.

Servizi totalmente inutili, dove un servo-giornalista di regime si affanna a ricapitolare supinamente tutte le pallosissime e scontatissime dichiarazioni giornaliere dei nostri cari deputati e senatori. Egli, in piena genuflessione, si prodiga per non scontentare nessuno, onde evitare il licenziamento in tronco e il trasferimento perpetuo alle miniere di uranio inesaurito.

Seguono poi le “interviste” ai politici, le quali altro non sono che monologhi in cui il grande statista di turno cerca (riuscendovi) di dire cose totalmente senza senso, inserendo ovunque termini orribili come “bipartisan” , “sistema italia” , “opposizione” , “maggioranza” , “riferisca in parlamento”, “attacchi strumentali”, “proposte”, “assoluto sconcerto”. L’attenzione dello spettatore è catturata grazie alla raffinata mimica facciale dei soggetti, da anni abituati a sfruttare ogni minimo espediente pur di dare una pennellata di plausibilità alle proprie affermazioni. Costoro sono pronti a tutto pur di apparire davanti alla telecamera, anche a dolorosi sacrifici: ad esempio lasciare vuoto il proprio scranno in Parlamento, sicuri della mano amica che voterà in loro assenza.

Durante tutto ciò il servo-giornalista (escluso generalmente dall’inquadratura) svolge un ruolo essenziale e degno del proprio ruolo, tenendo saldamente in mano il microfono ed evitando che questo, cadendo, colpisca i piedini del padrone di turno e gli graffi le scarpe in pelle.

A un’attenta osservazione si rileva subito che la messa in onda di questi contenitori mediatici viola le leggi di conservazione della termodinamica (tanto care a quello là): è evidente che, a fronte della progressiva distruzione della serietà giornalistica, non viene creato assolutamente alcun contenuto informativo utile, restituendo quindi un bilancio negativo. Certo, ad una ancor più ragionata analisi, mi si farebbe notare che in realtà la serietà giornalistica è da tempo pari a zero, e come risultante si ha semplicemente il vuoto pneumatico.

La fisica può tirare un sospiro di sollievo.