No, non sto facendo allarmismo catastrofista. Semplicemente ieri, dopo tutta la pioggia dei giorni scorsi, ho visto il sole e ho pensato quindi di ossigenare un po’le cellule cerebrali con un rapido giro in bicicletta. Qui mi trovo sul ponte di Tuna, sul fiume Trebbia.
Già vi avrò raccontato in passato che questa zona è stata il teatro della famosa battaglia tra i romani dei consoli Longo e Scipione, e le forze cartaginesi guidate da Annibale. Ebbene, a guardare questo fiume “in piena” ho pensato subito alle parole di Livio e di Polibio, quando descrivono i soldati romani in fuga che si gettano nelle acque impetuose del torrente per sfuggire alla cavalleria di Annibale, annegando in gran numero. In fin dei conti siamo quasi nello stesso periodo, anche se allora era già il 18 Dicembre e c’era la neve … Colgo l’occasione per dire a tutti con orgoglio che Piacenza (assieme a Cremona, le due colonie romane) sono stati gli unici castra che hanno resistito e non sono mai caduti in mano ai Galli durante la ventennale permanenza annibalica nello stivale. E potete immaginare quanti rincalzi abbiano ricevuto, con il Barcide che scorrazzava a piacimento tra Roma, Capua e Puglia nel Sud! Quindi cari leghisti restatevene pure sull’altra riva a giocare con le pantegane 





Ciao VortexMind,
la sai la storia che in antichità il trebbia passasse a est di piacenza e sia stato poi deviato nell’attuale direzione all’altezza di Rivergaro?
Si, ho sentito parlare di questa ipotesi. Però è anche vero che spesso gli agricoltori in zona trovano ancora dei resti di battaglia risalenti a quell’epoca … in questo caso ciò che hanno scritto gli autori latini sarebbe un po’contraddittorio
Però! Che storia.. cosa possono mai trovare di quella battaglia? spade e armature? Interessante