Leggo oggi sul Corriere che Brunetta vuole usare le emoticons per la valutazione dei dipendenti del servizio pubblico da parte dei “clienti-utenti”. In modo non troppo dissimile dalle stelline che trovate sotto ogni mio articolo ognuno potrebbe esprimere il proprio livello di soddisfazione relativamente ad ogni singola transazione eseguita ad uno sportello pubblico. Così su due piedi l’idea non mi sembrerebbe neanche tanto malvagia, se non fosse che mi sganascio dalle risate pensando ai faraonici (così come i costi) adeguamenti tecnici necessari per realizzare una cosa del genere. Un touchscreen ad ogni sportello, collegato ad una banca dati distribuita su scala nazionale? Oppure il dipendente, a fine prestazione, allunga la tastiera del PC (sempre che ne sia fornito) al cittadino e gli dice (guardandolo in cagnesco) “prego, ora valuti il mio lavoro?”. E come fare per valutare tutti i dipendenti pubblici allo stesso modo? Come comportarsi con quei comuni / enti che riceveranno il “touchscreen” nel 2074? Io ovviamente avrei altre soluzioni, prego il Signor Ministro di contattarmi che gli faccio un preventivo 
Brunetta e il pubblico 2.0
Rai4 sul digitale terrestre
Non sono un grande appassionato di TV, ma in questi giorni mi sto facendo degli ottimi after davanti al PC a programmare, e spesso e volentieri quando ho finito (con orari che ucciderebbero anche il più nerd dei nerd) l’unica cosa che riesco a fare, per riuscire ad addormentarmi, è accendere la televisione (leggere un libro, dopo ore e ore passate a osservare del codice sorgente, non sarebbe possibile). Avendo recentemente avuto accesso ai canali del Digitale Terrestre, ho scoperto con gioia (con un po’di ritardo) dell’esistenza di Rai4. Read it all..
World War Two Aviation Forum
Some news for all the World War II Aviation enthusiasts out there. As you may know, I’m the admin & webmaster of The Great Planes, a site dedicated to the best warbirds and aircrafts that fought during the last world war. Well, I’m proud to announce that the forum has been upgraded and expanded into The Great Planes Warbirds Community, a place where you can share your knowledge about the topic and discuss with other aviation enthusiasts. The board is free to join, you will discuss about historic planes and even modern jets.
Considerazioni su Beijing 2008
Mentre guardavo la cerimonia finale di chiusura dei Giochi Olimpici di Beijing 2008 ho pensato ad alcune cose relative alle polemiche che hanno accompagnato a questi giochi, specialmente riguardo alla possibilità di boicottaggi. Escludendo il fatto che i giochi olimpici, fin dall’antichità, si sono sempre posti al di fuori delle contese politico/militari, io mi chiedo che cosa sarebbe successo se si fosse veramente adottata una linea dura di protesta contro l’estabilishment cinese. Read it all..
L’orso russo ha mai dormito?
Le notizie che si susseguono freneticamente in questi giorni hanno un che di allarmistico: la Russia che potrebbe dislocare testate nucleari nel Baltico, i missili puntati su Tblisi e le continue nuove tensioni tra gli USA e la potenza transeuropea.
Sembra quasi che, improvvisamente, il mondo si sia accorto che la Russia c’è. A mio avviso, da quando c’è stata la dissoluzione dell’URSS, la maggior parte delle persone ha pensato che la cosa fosse finita lì. Senza gravi drammi (considerata la portata dell’evento) il gigante sovietico si è ripiegato su se stesso e se n’è uscito di scena, logorato ed eroso internamente dalle sue stesse politiche fallimentari. Molti hanno ritenuto che mai e poi mai si sarebbe potuto riprendere, men che meno in tempi così brevi. Ancora adesso se nelle conversazioni si parla di Russia lo si fa in modo quasi canzonatorio, spesso riferendosi alla “ferraglia” presente in copiose quantità nei suoi arsenali, tra Kalashnikov contrabbandati più o meno ovunque nel mondo e MiG-29 venduti su Ebay. Niente di più sbagliato.
Sulla crisi georgiana
Ora che la crisi, almeno sulla carta, sembra essersi placata un po’, vorrei fare qualche considerazione su quanto è successo nella repubblica ex-sovietica e non solo. Quella che provo è una sensazione strana: solo 10 giorni fa mi trovavo molto più vicino di quanto si possa pensare a quelle aree. Certo, la distanza tra Kiev e la zona degli scontri è considerevole, paragonabile quasi a quella che io ho coperto per raggiungere la capitale ucraina dall’Italia. Erano molto più vicini il Kosovo o l’ex-jugoslavia, per intenderci. Read it all..
No comment
NO COMMENT. Premetto di non aver letto la finta intercettazione satirica. Ma certe cose fanno veramente cadere le braccia a prescindere. Spero che i vari Ghedini & co. riescano a ritagliarsi anche un piccolo spazio di tempo per governare questo paese, dato che sono così impegnati a leggersi le boutade satiriche puntualmente rilanciate (ponendole nel giusto contesto, si intende) da autorevolissime fonti ufficiali. Che schifo.
Il peggiore dei mali

La notizia è di ieri: una donna è stata lasciata morire nell’indifferenza generale di una sala d’aspetto in un ospedale americano. Negli articoli e nelle reazioni lette in rete si stigmatizzano la cattiva gestione ospedaliera ed il generale “cinismo” del sistema sanitario USA. Secondo me però il vero problema è un altro.
Fermo restando il comportamento inaccettabile del personale medico (con immediati licenziamenti in tronco dei dirigenti responsabili, peraltro, cosa che in Italia ci sogneremmo), la cosa che veramente mi sconcerta guardando quelle immagini è l’assoluta indifferenza delle persone che pur sono presenti nella stessa stanza con quella povera donna.
Tralasciando tutto il resto, sei in una stanza con un altro essere umano in stato di evidente sofferenza che cade a terra e non si muove più. Possibile, dico io, possibile che le persone sedute di fianco e di fronte non pensino di dover far qualcosa? Certo, sei in un ospedale e ti aspetti che il personale agisca… ma io trovo veramente orribile che nessuno provi almeno ad alzarsi e a controllare, se non dopo un lasso interminabile di tempo.
Non stiamo parlando di una rapina, o di un evento dove per intervenire sono oggettivamente richieste doti di freddezza e coraggio, forse persino di incoscienza. Bastava solo alzarsi e aprire gli occhi. Non oso immaginare come ci si possa sentire se dovesse capitare a noi: aver bisogno di aiuto ed essere ignorati. E’terribile.
Ecco, è questo che veramente mi terrorizza. E’ l’indifferenza il peggiore dei mali, specie al nostro tempo. Si aspetta sempre che intervenga qualcun altro: un’altra persona, un’autorità, lo Stato, qualche immaginario santo protettore … è sempre dovere degli altri … sempre …
22 anni dopo Chernobyl
Dopo aver perso la giornata di ieri per raccontare cose fantasiose, inutili e francamente noiose (mea culpa), oggi mi impegno a ricordare un evento che è avvenuto non troppo tempo addietro.
Era la primavera del 1986. Io ero piccolo allora, avevo 5 anni. Eppure mi ricordo quel giorno strano, durante il quale mia madre (con la premura tipica di un genitore) mi proibì di uscire di casa perchè a suo dire “era pericoloso”. Ricordo anche che per qualche tempo non mangiammo più gli ortaggi che crescevano nell’orto e non bevemmo latte. Io all’epoca non capivo molto, specialmente quando alla TV sentivo parlare di un luogo dal nome strano come Chernobyl, che sembrava collegato a quelle strane disposizioni. Read it all..
Arrakis – Morire per Vivere
Nota: oggi è l’anniversario di vortexmind.net . Questo sito, nato come pagina personale ricca di elucubrazioni (deliri?) del sottoscritto, ha visto la luce cinque anni fa, il 20 Giugno del 2003. Da allora molto tempo è passato, tante cose sono cambiate, a partire dalla mente vorticosa, che ha continuato incessantemente il suo moto di rototraslazionrivoluzion nella vita … Per ringraziare tutti i miei lettori, abituali e non, vi faccio conoscere una persona speciale. Buona lettura!
Quando una persona che ha subito una laringectomia dimostra la forza e la disponibilità necessarie ad esporsi davanti a una telecamera che trasmette al pubblico di internet, e di parlare per oltre due ore, io credo sia il caso di stare ad ascoltare. L’iniziativa riguardante il video Arrakis mi è giunta per caso, tramite passaparola (Ringrazio Elena per la segnalazione).
Arrakis è un video molto duro che lascia il segno, come le parole che lo accompagnano. Sono immagini forti: si vedono macchinari fuori uso e capannoni abbandonati. Una durissima ed eloquente metafora per gli esseri umani che hanno speso lì dentro la vita, a guadagnarsi il pane.
Questo video, girato da Andrea di Nardo, è stato distribuito in anteprima grazie all’azione di oscuramento dei blog aderenti, propagandosi viralmente attraverso le varie community online. Read it all..







