Sand Flea – Jumping Robot
Sand Flea is an 11-lb robot with one trick up its sleeve: Normally it drives like an RC car, but when it needs to it can jump 30 feet into the air. An onboard stabilization system keeps it oriented during flight to improve the view from the video uplink and to control landings. Current development of Sand Flea is funded by the The US Army's Rapid Equipping Force. For more information visit www.BostonDynamics.com.
Robot Quadrotors Perform James Bond Theme
Quite impressive video from the University of Pennsylania
Flying robot quadrotors perform the James Bond Theme by playing various instruments including the keyboard, drums and maracas, a cymbal, and the debut of an adapted guitar built from a couch frame. The quadrotors play this "couch guitar" by flying over guitar strings stretched across a couch frame; plucking the strings with a stiff wire attached to the base of the quadrotor. A special microphone attached to the frame records the notes made by the "couch guitar".
These flying quadrotors are completely autonomous, meaning humans are not controlling them; rather they are controlled by a computer programed with instructions to play the instruments.
Penn's School of Engineering and Applied Science is home to some of the most innovative robotics research on the planet, much of it coming out of the General Robotics, Automation, Sensing and Perception (GRASP) Lab.
This video premiered at the TED2012 Conference in Long Beach, California on February 29, 2012. Deputy Dean for Education and GRASP lab member Vijay Kumar presented some of this groundbreaking work at the TED2012 conference, an international gathering of people and ideas from technology, entertainment, and design.
The engineers from Penn, Daniel Mellinger and Alex Kushleyev, have formed a company called KMel Robotics that will design and market these quadrotors.
More information: http://www.upenn.edu/spotlights/penn-quadrotors-ted
Video Produced and Directed by Kurtis Sensenig
Quadrotors and Instruments by Daniel Mellinger, Alex Kushleyev and Vijay Kumar
Sarcos Exoskeletons
Ve la ricordate Ripley in Aliens quando nel combattimento finale si mazzia con la regina aiutandosi con un esoscheletro? Ebbene, pare che questa cosa sia sempre più vicina alla realtà (anche se, come si fa spesso notare, il grossissimo problema sta nella fonte da cui prelevare energia e che limita la mobilità di questi mostri)
Questo è l'esoscheletro Sarcos della Raytheon. Inutile dire che un'applicazione del genere potrebbe essere inserita in parecchi ambiti, da quelli lavorativi a quelli medici, a quelli militari. Il concetto è quello di creare strutture ausiliarie da "indossare" in grado di assistere il lavoro muscolare umano e potenziarne le capacità.
Microbot che giocano a calcio
Se nel post precedente la grande innovazione era un robot in grado di parlare in sardo, ora vi mostro dei simpatici micro robot (grossi circa un quarto di un granello di sale) che sono in grado di giocare a calcio :asd:
Non è simpatico? Per maggiori informazioni
Cinque notizie scientifiche strane
Era da un po'che non leggevo i miei feed di notizie dalla comunità scientifica, e ne ho trovate alcune abbastanza curiose. Le ho raccolte qui per i miei cari lettori e lettrici :asd:
- Macchine elettriche come batterie per la rete: immagazzinare energia per poter correggere domande elevate e/o fluttuazioni nella rete è molto costoso e raramente viene fatto dalle compagnie elettriche. Ora c'è chi suggerisce di usare le batterie delle automobili elettriche (collegate alla rete quando sono "a riposo") per immagazzinare l'energia in previsione delle variazioni. Una soluzione peer-to-peer per prevenire i blackout?
- Un server ha un'impronta ecologica equivalente a quella di un SUV: e chi lo avrebbe detto? Eppure sembra che il 2% delle emissioni di anidride carbonica siano causate dal settore IT, e che la stragrande maggioranza di questa quota sia prodotta nel complesso dai server sempre accesi.
- Scimpanzè battono l'uomo in un gioco di memoria: d'ora in poi vietatissimo dire "sei stupido come una scimmia"
- Messaggi subliminali per influenzare le idee politiche: uno studio israeliano dimostrerebbe che la visione subliminale di alcuni fotogrammi con la bandiera nazionale renderebbe gli estremisti più "malleabili". Magari funzionasse anche qui :asd:
- Volete prendere a calci un robot? Ora si può fare. I giapponesi hanno approntato un robot in grado di mantenere l'equilibrio anche dopo essere stato colpito in maniera non proprio "ortodossa". Fatelo ora, finchè non inseriscono le routines per spezzarvi le ossa dopo che li avete provocti.
Per il momento è tutto, à la prochaine!
Guida robotica – Nuovi passi in avanti
Presto le automobili robotiche di tanti film di fantascienza diverranno realtà? E'ancora presto per dirlo, sicuramente però c'è un grande sforzo di ricerca in questa direzione (anche per gli evidenti risvolti militari di questa applicazione). Fatto sta che pochi giorni fa l'Urban Challenge (DARPA) è stata vinta dal prototipo della Carnegie Mellon. Quest'anno la gara è stata particolarmente significativa, perchè comprendeva anche un percorso urbano (con automobili in circolazione) e le automobili robotizzate hanno dovuto risolvere problemi molto comuni (stop, sorpassi, distanze di sicurezza, inversioni e via dicendo).
La cosa interessante da notare è che, nel complesso, quest'anno molte delle automobili partecipanti sono riuscite a completare i test, e la discriminante per la vittoria è stata la velocità di esecuzione. Questo è un buon indice dei progressi fatti rispetto all'ultima edizione.
A quando l'edizione con tanto di pedoni? Sarà un successo o Carmageddon?
Nanotecnologie – Bracci robotici di DNA
Le nanotecnologie rappresentano forse le novità più interessanti e suggestive in campo scientifico/tecnologico. E'di questi giorni la notizia (altra fonte) che i ricercatori della New York University sono riusciti a realizzare dei nano-bracci robotici (e relativi attuatori) utilizzando e componendo i nucleotidi del DNA. In futuro questi bracci potrebbero essere utilizzati per spostare delle molecole e costruire particolari strutture, oppure potrebbero essere composti tra di loro per ottenere maggiori gradi di libertà (e quindi movimenti più complessi). Fino ad ora infatti non si era stati in grado di coordinare i movimenti di più strutture composte da DNA. Tra le altre novità in questo campo, ci sono anche le porte logiche di DNA, una tecnologia molto promettente che potrebbe presto rivoluzionare le tecniche di costruzione dei microprocessori.
La NASA sulla Luna – Colonia Lunare
Ve lo ricordate quando circa 9 mesi fa avevo parlato dei piani della NASA per tornare sulla Luna? Ebbene la cosa non è rimasta lì ferma: ieri è stata annunciata la tabella di marcia riguardo alla colonia lunare. Qualcuno si chiederà il perchè di una colonia lunare: la NASA ha risposto l'Aprile scorso con una serie di video concettuali. Del resto non molto tempo fa l'illustre fisico Stephen Hawking si era già pronunciato in merito alla colonizzazione stellare come all'unico modo per non rischiare l'estinzione.
Robot swarm – Robotica collaborativa – biomimetica
E'possibile per un insieme di robot "stupidi" riuscire a collaborare per ottenere un obiettivo comune non soddisfacibile da un singolo agente? Questo è quello che hanno dimostrato i ricercatori alla libera università libera di Bruxelles tramite semplici esperimenti (di cui sono disponibili due filmati). I robot non possono comunicare tra loro, e possono agire solamente secondo quanto rilevano nell'ambiente attorno a loro tramite i sensori. Questo comportamento è simile a quanto avviene nel mondo animale tra gli insetti che operano in gruppo (come, ad esempio, le formiche).
Nel primo esperimento un gruppo di robot collabora per trasportare un oggetto fornito di led rossi verso un obiettivo luminoso. L'oggetto non è ovviamente trasportabile da un singolo robot. Nel secondo esperimento un insieme di robot collabora per mappare un percorso tra due obiettivi (uno con led blu, l'altro con led rossi). Un robot singolo non è in grado di "vedere" entrambi gli obiettivi, per cui deve per forza collaborare con gli altri per raggiungere lo scopo. Ogni robot ha un insieme di istruzioni software molto semplici: tuttavia grazie alla collaborazione è in grado di portare a termine compiti complessi.
Che dire, un interessante esempio di biomimetica. Il team di sviluppo è coordinato dal professor Marco Dorigo, e questo è il sito del progetto. Qui il link alla news su News Scientist.
Babybot – Il bambino robot
Utilizzare un robot per studiare i meccanismi dei processi cognitivi di un bambino? E'solo uno degli aspetti individuati nel progetto Babybot (un progetto internazionale patrocinato dall'Università di Genova). Ma di che cosa si tratta? Stiamo parlando di un prototipo di robot montato su base rotante, fornito di un braccio e dotato di una testa umanoide con occhi e orecchie. Grazie ai suoi "sensi", il robot è in grado di determinare la distanza tra se ed un oggetto. Esso può inoltre muovere in modo indipendente testa, occhi e collo: questo permette movimenti molto realistici (ad esempio, quando fissa l'attenzione su un oggetto il robot muove prima gli occhi, poi se necessasrio gira anche la testa, proprio come farebbe una persona). E'presente anche un accelerometro che simula la funzionalità dell'apparato vestibolare umano, grazie al quale possiamo "stabilizzare" le immagini che percepiamo anche in movimento eseguendo una compensazione a livello cerebrale. I dati raccolti vengono elaborati in distribuito su quattro workstation che collezionano i dati via ethernet. Ma qual'è la particolarità di questo robot? Esso viene "avviato" con un algoritmo di apprendimento base (realizzato con reti neurali) ed alcuni movimenti "innati" dell'occhio. Presentando poi vari oggetti al robot, questo fisserà la propria attenzione su di essi cercando poi di afferrarli. In caso di fallimento, il robot osserverà la posizione del proprio braccio per capire gli errori commessi. Insomma, il robot riesce a simulare il processo di apprendimento con cui un bambino molto piccolo impara ad afferrare gli oggetti... niente male! Questo lavoro va avanti da più di 10 anni, e si prevede in futuro di integrare anche il resto del corpo. Le simulazioni saranno molto utili sia per studiare i meccanismi cognitivi, sia per migliorare sempre più le tecniche di acquisizione e controllo utilizzate dai robot. Un bel lavoro!
