L’angolo del precog – Kazakistan
Perchè mai parlare di Kazakistan alle 11 del mattino di Martedì 19 Dicembre? Ci sono tanti ottimi motivi: stamattina ad esempio mi sono svegliato con una raucedine da far schifo, e dopo una dormita che ha fatto ancora più schifo, per cui non sono totalmente lucido, cosa di cui si aveva sentore già ieri. Questo spiega il mio fancazzismo, ma non spiega il Kazakistan. In fin dei conti è uno di quei paesi che l'italiano medio generalmente denomina "ndòcazzstann?". Uno di quei paesi che più o meno stanno "laggiù in siberia", dove alle elementari ci hanno insegnato che c'è la Taiga, soprattutto se avete visto Dersu Uzala o avete letto Michele Strogoff. Io ho solo visto il film
Andiamo quindi a vedere in giro perchè mai il Kazakistan può essere interessante.
Prima tappa: Viaggiare Sicuri. Il sito del turista preparato. A quanto pare, se volevate andare all'est a beccare un po'di gnocca (primo motivo per cui un italiano si interessa riguardo ad un paese estero), sarà meglio che rimaniate più ad ovest. In compenso potete beccarvi l'aviaria oppure potete finire in una discarica di materiale radioattivo a cielo aperto. I russi non ci sono mica andati leggeri eh! Insomma, niente vacanze in Kazakistan per ora!
Seconda tappa: Cia Fatbook. Dopo aver appreso che "è grande circa come 4 volte il Texas" (un'annotazione credo aggiunta per far capire anche a Bush quanto è grande il Kazakistan), si scoprono tante altre notizie interessanti:
Natural resources: major deposits of petroleum, natural gas, coal, iron ore, manganese, chrome ore, nickel, cobalt, copper, molybdenum, lead, zinc, bauxite, gold, uranium (N.d.V. terzo produttore al mondo, con il 20% delle riserve note)
Urca. Praticamente questi qui hanno ingenti giacimenti di qualsiasi cosa da sfruttare! Sarà mica per questo che la Repubblica del Kazakistan (proclamatasi indipendente dall'ex unione sovietica nel 1991) è presieduta - dal 1991 - da Nursultan Nazarbayev, ovvero da colui che era a capo del Soviet Kazako appena prima che l'URSS cadesse?
Un personaggio che, nelle ultime elezioni (4 Dic 2005) ha vinto con la strabiliante percentuale del 91.15% delle preferenze. Elezioni duramente criticate dall'OSCE per la loro effettiva legittimità.
Economy - overview: Kazakhstan, the largest of the former Soviet republics in territory, excluding Russia, possesses enormous fossil fuel reserves and plentiful supplies of other minerals and metals. It also has a large agricultural sector featuring livestock and grain. Kazakhstan's industrial sector rests on the extraction and processing of these natural resources and also on a growing machine-building sector specializing in construction equipment, tractors, agricultural machinery, and some defense items. The breakup of the USSR in December 1991 and the collapse in demand for Kazakhstan's traditional heavy industry products resulted in a short-term contraction of the economy, with the steepest annual decline occurring in 1994. In 1995-97, the pace of the government program of economic reform and privatization quickened, resulting in a substantial shifting of assets into the private sector. Kazakhstan enjoyed double-digit growth in 2000-01 - 9% or more per year in 2002-05 - thanks largely to its booming energy sector, but also to economic reform, good harvests, and foreign investment. The opening of the Caspian Consortium pipeline in 2001, from western Kazakhstan's Tengiz oilfield to the Black Sea, substantially raised export capacity. Kazakhstan also has begun work on an ambitious cooperative construction effort with China to build an oil pipeline that will extend from the country's Caspian coast eastward to the Chinese border. The country has embarked upon an industrial policy designed to diversify the economy away from overdependence on the oil sector by developing light industry. The policy aims to reduce the influence of foreign investment and foreign personnel. The government has engaged in several disputes with foreign oil companies over the terms of production agreements; tensions continue. Upward pressure on the local currency continued in 2005 due to massive oil-related foreign-exchange inflows.
E se la Cina e la Russia si muovono, l'Europa non sta a guardare
Si è infatti firmato a Bruxelles nella tarda serata di Lunedì (N.d.V. 4 Dicembre 2006) un’importante accordo energetico fra Ue e Kazakistan per la fornitura di materie prime, ed in particolare quelle energetiche...L’Ue punta infatti molto su di un progetto che significherebbe un autentico bypass della Russia. Nelle intenzioni dell’Ue c’è infatti la diversificazione delle forniture di gas, che oggi provengono al 23% dalla Russia e il 10% dell’Algeria, due Paesi che hanno serie intenzioni di creare un cartello del gas (N.d.V. Ve la ricordate la Crisi del Gas?). Un’ipotesi, quest’ultima, che preoccupa seriamente i vertici comunitari.
E gli USA? Beh, loro avevano le basi in Kirghizistan (e anche in Uzbekistan, ma da lì sono già stati mandati via) ma ultimamente non vanno più tanto d'accordo (esempio, esempio, esempio , esempio - anche se alcune fonti sono parziali i fatti più o meno sono quelli).
Insomma. Il Kazakistan è oggetto di un bel braccio di ferro. Chi la spunterà?
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December 19th, 2006 - 22:07
E io faccio sempre il figo, pronunciando HHHazahhhhstan, sostituendo la h aspiratissima alla k come fa ogni buon inviato del TG1 a Mosca.
Scherzi a parte, s’è dimesso Kulov, l’ormai ex-premier del Kirghizistan da noi noto soprattutto per il suo cognome… :asd: