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2Feb/079

Accadde oggi – La disfatta tedesca a Stalingrado

stalingrad.thumbnail Accadde oggi   La disfatta tedesca a Stalingrado storia  zhukov von Video tedeschi Storia stalingrado sovietici sesta seconda regia paulus nazisti mondiale Militare manstein luce history guerra filmato armata aeronautica «[...] Nelle prime ore del pomeriggio il comandante del carro di testa (16° Panzer-Division N.d.R.) comunica ai suoi uomini mediante il laringofono "Sulla destra, le torri di Stalingrado" I comandanti dei carri si affacciano alle torrette e scorgono l'ombra allungata della vecchia Zarizin, ora una moderna città industriale, che si stende per quaranta kilometri lungo il volga. Si stagliano nel cielo gru, camini di fabbriche, palazzoni e più a sud, nella città vecchia, anche le cupole a cipolla delle chiese. Dense nubi di fumo coprono alcuni quartieri della città. I bombardieri in picchiata colpiscono i quadrivi e le caserme [...]

Improvvisamente, come ad un segnale convenuto, si accende un bagliore allungato nella striscia di terreno dove termina la città e inizia la steppa. La contraerea pesante russa inizia la battaglia per la difesa diretta di Stalingrado. Il gruppo Strachwitz distrugge pezzo per pezzo trentasette postazioni di artiglierie russe. I proiettili tedeschi colpiscono in pieno le piazzuole e fanno volare in aria i pezzi con tutti i serventi. Lo strano è che gli attaccanti non registrano praticamente perdite. Il mistero è presto chiarito. Quando i carristi arrivano alle postazioni sconquassate si accorgono con meraviglia e orrore che i serventi dei pesanti pezzi della contraerea erano donne, operaie della fabbrica di cannoni "Barricata Rossa" che erano state addestrate in fretta e furia nel fuoco antiaereo, ma non avevano la più pallida idea di come usare i loro pezzi contro obiettivi terrestri.

Mentre il 23 Agosto (1943 N.d.R.) volge al termine, il primo carro armato tedesco si affaccia nei pressi del sobborgo di Rinok, sull'alta sponda occidentale del Volga [...] »

(Brano estratto dal libro "Operazione Barbarossa" di Paul Carrell - BUR).

La ricorrenza di oggi è la resa della Sesta Armata tedesca a Stalingrado (2 Febbraio 1943). Tuttavia, per raccontare brevemente i fatti, ho preferito citare un episodio che può ben rappresentare l'apertura della sanguinosa battaglia. Una battaglia che, seppur più breve, fu in proporzione più cruenta del già terribile assedio di Leningrado. Ma perchè Stalingrado? Senza dilungarmi troppo, vi basti sapere che durante tutta la campagna di Russia vi fu un vero e proprio braccio di ferro tra la volontà di Hitler di "mettere mano" alle strategie e l'opinione dei comandanti sul campo. Non essendo stati conseguiti, nel 1941, gli obiettivi previsti dall'Operazione Barbarossa, nel 1942 Hitler volle proporre ai comandati un nuovo piano, l'Operazione Blau (Fall Blau).

german flak in caucasus.thumbnail Accadde oggi   La disfatta tedesca a Stalingrado storia  zhukov von Video tedeschi Storia stalingrado sovietici sesta seconda regia paulus nazisti mondiale Militare manstein luce history guerra filmato armata aeronautica Gli obiettivi di questa operazione, imposti da Hitler stesso, miravano ad effettuare una rapida puntata a nord in direzione Voronehz, seguita da una conversione a sud delle punte corazzate per intrappolare e distruggere le unità sovietiche nell'ansa del Don e conquistare Stalingrado. Dopo aver annientato la sacca, lo sforzo principale sarebbe stato diretto a sud, verso il Caucaso, per impadronirsi dei pozzi petroliferi della regione, Baku in primis. Stalingrado, in questo piano, figurava come obiettivo secondario (da occupare per proteggere il fianco nord-est).

Nella realtà delle cose, una volta scatenata l'offensiva, le truppe russe riuscirono a sottrarsi all'accerchiamento (senza ripetere quindi gli errori dell'anno precedente) e a rischierarsi ad est del Volga. Questo costrinse i tedeschi a cambiare i piani, considerato che l'offensiva di von Bock per prendere Voronehz si era impantanata su una fortissima resistenza. A questo punto l'interferenza di Hitler nella definizione delle fasi operative giocò un ruolo decisivo: a Luglio la IV PanzerArmee, che avrebbe potuto occupare di slancio la città di Stalingrado, fu dirottata più a sud, verso Rostov, per espresso ordine del Fuhrer. In questo modo si perse tempo prezioso, e quando ci si accorse dell'errore e si ordinò una nuova avanzata su Stalingrado, era troppo tardi e la resistenza si era già irrigidita.

L'errore principale di Hitler fu quello di modificare le priorità del piano mentre era in pieno svolgimento. Nella direttiva originale, l'avanzata verso il Caucaso era subordinata alla conquista di Stalingrado. A questo punto invece, Hitler si
convinse che era possibile perseguire contemporaneamente i due obiettivi (contro il parere dei suoi comandanti, come von Bock): questo determinò un frazionamento di forze che alla lunga si dimostrò fatale su entrambi i fronti. A questo si aggiunse la decisione di smembrare la Undicesima Armata di Manstein (che aveva appena concluso la conquista di Sebastopoli in Crimea), inviando due interi corpi d'armata e gli armamenti pesanti verso Leningrado (al capo opposta del fronte), una divisone a rinforzo del fronte centrale, una a Creta e le restanti di presidio per la Crimea. Si indebolirono e si dispersero così ulteriormente le forze tedesche nell'area delle operazioni. E questo pur essendo venuto a mancare un requisito cardine dell'intera operazione: l'accerchiamento e l'annientamento del grosso delle forze sovietiche nell'ansa del Don.

E'in questo contesto che va inserita la tragedia di Stalingrado. Quando fu chiaro ai tedeschi che la città non sarebbe affatto caduta facilmente, si cominciarono a inviare via via sempre maggiori rinforzi verso il centro urbano, spesso sottratti al Gruppo d'Armate "A" (che avanzava faticosamente verso il Caucaso). Al contempo, i sovietici non intendevano assolutamente permettere ai tedeschi l'attraversamento del Volga, ragion per cui continuarono a rinforzare la città.

Questa diventò ben presto un vero e proprio tritacarne: le divisioni corazzate tedesche, invischiate in un combattimento urbano, cominciarono ben presto a subire perdite spaventose. Anche i sovietici pagarono un pegno elevatissimo, soprattutto la popolazione civile. La città diventò ben presto un cumulo di macerie.

Il 30 Settembre 1942, davanti al Reichstag, Hitler dichiarò:

«Noi prenderemo d'assalto Stalingrado e la conquisteremo: su questo potete contare. Quando noi abbiamo conquistato qualcosa nessuno più ci sposta»

zalp katyush.thumbnail Accadde oggi   La disfatta tedesca a Stalingrado storia  zhukov von Video tedeschi Storia stalingrado sovietici sesta seconda regia paulus nazisti mondiale Militare manstein luce history guerra filmato armata aeronautica Il combattimento nella città fu spietato e confuso. Capitava di trovare, in un singolo palazzo, soldati tedeschi asserragliati al piano terra e soldati russi al piano superiore. Certi quartieri della città (Fabbrica di Trattori, Barricate, Ottobre Rosso per citare i più famosi, unitamente alle due stazioni ferroviarie) vennero conquistati e perduti più e più volte. I sovietici, ad un certo punto, si trovarono aggrappati ad una stretta linea lunga 8Km e larga da 100 a 800 metri rispetto al corso del Volga. I numeri sono da brividi: 700 attacchi in nove settimane, in media 12 al giorno, cinque grandi attacchi concertati.

Ma i tedeschi non riuscirono mai a prevalere del tutto: le loro forze erano totalmente dissanguate. Anche perchè, sull'altra sponda del Volga, i russi riuscirono a concentrare una massa imponente di artiglierie (tra cui i famosi Organi di Stalin) in grado di sconvolgere le posizioni tedesche.

Ecco che si legge su un diario:

«Stalingrado non è più una città. Di giorno è un'enorme nuvola di fumo accecante.E quando arriva la notte i cani si tuffano nel Volga, perché le notti di Stalingrado li terrorizzano»

I rifornimenti sovietici vennero inviati quel tanto che bastava: questo perchè, sull'altra sponda, si stava a fatica costituendo una riserva tattica da impiegare nella controffensiva. Il sacrificio di Stalingrado e dei suoi difensori, nella mentalità dei sovietici, era necessario per volgere le sorti della battaglia.

mappa di stalingrado tb Accadde oggi   La disfatta tedesca a Stalingrado storia  zhukov von Video tedeschi Storia stalingrado sovietici sesta seconda regia paulus nazisti mondiale Militare manstein luce history guerra filmato armata aeronautica

Questa attitudine venne male interpretata da Hitler e da Paulus, il comandante della 6°Armata: costoro infatti si convinsero che i sovietici siano ormai allo stremo delle forze e che quindi la città fosse sul punto di cedere. In questo modo il grosso della forza tedesca venne buttata nella città, a scapito dei fianchi dello schieramento (tenuti da truppe rumene). In realtà il maresciallo Zhukov stava raccogliendo più di 27 divisioni di fanteria e 13 brigate corazzate. Queste erano composte perlopiù da unità siberiane, richiamate dall'estremo oriente (dove la minaccia giapponese, impegnato contro gli USA, si era notevolmente affievolita), equipaggiate ed addestrate per il combattimento invernale e fornite in quantità di carri T-34, in grado di avanzare facilmente sulla neve grazie ai larghi cingoli.

Hitler, senza saperlo, fu totalmente spiazzato. Ecco un suo discorso dell’8 Novembre

«Ho voluto raggiungere il Volga nella stessa città che porta il nome di Stalin, e questa città l’abbiamo conquistata ad eccezione di due o tre isolotti insignificanti. Lascio a piccoli elementi d’assalto il compito di completare la conquista.»

Il 19 Novembre l’attenzione si spostò altrove. Con un’intensa preparazione di artiglieria, le riserve sovietiche a Nord-Ovest e a Sud della città sferrarono un’offensiva a tenaglia che puntava a intrappolare la Sesta Armata a Stalingrado. L’attacco investì in pieno due settori del fronte, tenuti dalle male equipaggiate truppe romene (3° e 4° Armata Rumena). Il Volga era gelato, ed era in grado di sostenere agevolmente i pesanti T-34. Dopo quattro giorni la tenaglia si serrò, a Kalach sul Don (65 Km alle spalle di Stalingrado). L’armata di Paulus, più di 250.000 uomini e relativo equipaggiamento, era intrappolata.

Paulus, resosi conto della situazione, chiese ragguagli al comando. Invece di autorizzare una sortita verso Sud-Ovest, per rompere l’accerchiamento, Hitler ordinò all’armata di resistere sul posto e attendere i rinforzi. Perché Hitler prese questa decisione? L’ordine può sembrare irragionevole, ma c’è da ricordare che l’anno prima la stessa insistenza del Führer per una resistenza ad oltranza (i famosi ordini di "disporsi ad istrice") causò il fallimento delle controffensive russe nell’inverno 1941- 42 nel settore nord del fronte russo. La situazione strategica però era ben diversa: bisognava tener conto di tutte le unità tedesche che in quel momento si trovavano ben più a sud, nel Caucaso. Se il fronte a Stalingrado fosse crollato rapidamente, i sovietici avrebbero potuto dilagare verso Rostov e verso il Mar Nero, tagliando fuori non solo la Sesta Armata ma anche tutto l’intero Gruppo d’Armate "A". Un disastro di tali proporzioni probabilmente avrebbe cambiato il corso della guerra così come lo conosciamo noi. Carell sostiene che, in ogni caso, il compito di protezione del fianco del Gruppo d’Armate "A" avrebbe potuto essere assolto anche con un ripiegamento della Sesta Armata sul Don, senza necessariamente mantenere le posizioni a Stalingrado. Questa alternativa venne proposta da Paulus addirittura il 12 Settembre, quando si incontrò con il Führer al suo quartier generale. La proposta venne respinta, anche perché il servizio informazioni aveva segnalato (erroneamente) che sul fronte orientale i sovietici non disponevano di alcuna riseva.. Infine, bisogna tenere conto dei motivi di "prestigio": dopo gli scacchi subiti in Africa e nel Caucaso, Hitler non voleva assolutamente mollare la presa. Non bisogna dimenticare anche un’altra circostanza, ricordata da L.Hart nel libro "Storia di una sconfitta": sebbene i maggiori strateghi tedeschi avessero già rilevato la pericolosità del saliente di Stalingrado, essi non furono in grado di promuovere efficacemente questa idea presso Hitler. Questo perché il capo di stato maggiore, generale Halder, era stato estromesso il 24 Settembre proprio perché in disaccordo con la condotta aggressiva di Hitler. Costui fu sostituito dal generale Zeitzler, proveniente dal fronte occidentale e per nulla esperto del fronte orientale. Fresco di nomina, costui inizialmente non pose molte obiezioni alle decisioni di Hitler, che continuo così imperterrito a logorare l’esercito tedesco contro le forze sovietiche.

E’in questo contesto che bisogna leggere la decisione di Hitler: la fiducia nei risultati ottenuti l’anno precedente e la convinzione che la Sesta Armata avrebbe potuto resistere con le sue forze, in tempo per organizzare un contrattacco e rompere l’accerchiamento senza abbandonare le posizioni raggiunte. Bisogna risolvere anche la questione del famoso “ponte aereo” promesso dalla Luftwaffe per il rinforzo dell’armata: nel libro di Carell si evidenzia che non fu direttamente Göring a rassicurare il Führer riguardo alla possibilità di rifornimento aereo, bensì fù il capo di stato maggiore della Luftwaffe, Jeschonnek. Costui però sottolineò due fondamentali condizioni:

  • Che si mantenesse il controllo dei campi d’aviazione nelle immediate vicinanze del fronte
  • Che la situazione atmosferica lo permettesse

Paulus tentò di convincere il Führer che la situazione non era sostenibile, ma gli sforzi furono vani. Tra il 19 Novembre e il 24 vi fu un intenso scambio di marconigrammi tra Paulus e l’OKW - Hitler. A mano a mano che la situazione si delineava nella sua serietà, Paulus fece notare al comando la penuria di rifornimenti e l’assoluta necessità di ripiegare, se ciò si fosse rivelato necessario, così come l’impossibilità di resistere nelle posizioni sul Volga una volta che lo sfondamento dei sovietici non fu più contenuto. Invece, alle 8.38 del 24 Novembre, arrivò un perentorio messaggio del Führer, che così terminava:

«Attuale fronte Volga et attuale fronte nord devono essere tenuti in ogni caso.Rifornimento per via aerea»

A Paulus non restò che recepire gli ordini, di fronte all’alternativa di violare un ordine diretto di Hitler.Così la Sesta Armata si trincerò nella sacca attendendo i rinforzi.

Fu il feldmaresciallo Manstein a tentare un’azione per spezzare l’accerchiamento dall’esterno, ma questo obiettivo si dimostrò presto fuori dalla portata dei tedeschi: senza la partecipazione attiva della Sesta Armata dall’interno, ogni tentativo era vano. Ma l’ordine di resistere sul posto precludeva questa opzione.

controffensive.thumbnail Accadde oggi   La disfatta tedesca a Stalingrado storia  zhukov von Video tedeschi Storia stalingrado sovietici sesta seconda regia paulus nazisti mondiale Militare manstein luce history guerra filmato armata aeronautica Il 26 Novembre Manstein assunse il comando del gruppo armate “Don” :la Sesta Armata, della Terza Armata Romena, dell’Armata Holldit e dell’armata Hoth). Escludendo quest’ultima e la Sesta Armata, immobilizzata di fatto da Hitler a Stalingrado, le altre erano unità raccogliticce e malconce, che avevano già subito l’impeto sovietico nello sfondamento. L’attacco principale per spezzare l’assedio fu tentato da Hoth il 12 Dicembre: le forze però non erano sufficienti per il compito, quello di sfondare per 100 Km in territorio nemico organizzato a difesa. Il generale aveva a disposizione la 23 Panzerdivision e la 6 Panzerdivision, unità trasferite in fretta e furia (la 6°arrivava addirittura dalla Francia). In tutto queste forze avevano a disposizione 232 carri.

Inizialmente si registrano progressi, e il generale sovietico Jeremenko deve impiegare forze sottratte all’assedio di Stalingrado più le sue ultime riserve per contrastare l’azione. Nel frattempo però i tedeschi ricevono in rinforzo la 17 Panzerdivision: le punte corazzate si spinsero fino a una cinquantina di Km dagli avamposti tedeschi a Stalingrado.

Per quanto riguarda la Sesta Armata, il piano generale prevedeva due operazioni: "Tempesta Invernale" (il ricongiungimento con le forze di Hoth e il mantenimento di un corridoio con la sacca) e "Colpo di tuono" (l’evacuazione della sacca). Hitler approvò solamente il primo piano. Manstein e Paulus cercarono di predisporre le cose affinché si potesse rapidamente eseguire l’evacuazione, ma l’ordine "Colpo di Tuono" non arrivò mai.

sebekino.thumbnail Accadde oggi   La disfatta tedesca a Stalingrado storia  zhukov von Video tedeschi Storia stalingrado sovietici sesta seconda regia paulus nazisti mondiale Militare manstein luce history guerra filmato armata aeronautica Ben presto la situazione peggiorò: il 16 Dicembre toccò agli italiani dell’ARMIR trovarsi in mezzo alla bufera. L’Operazione "Piccolo Saturno" infatti investì le loro linee e determino un nuovo vuoto nel fronte sul Don, centinaia di Km alle spalle di Stalingrado. A questo punto Manstein fu costretto ad utilizzare una delle sue divisioni Panzer per contenere questo nuovo sfondamento ed evitare un nuovo aggiramento. Hoth fu costretto a utilizzare la sua unità migliore, la 6 Pz, così che venne a mancare la spinta maggiore verso Stalingrado. Del resto, se i sovietici fossero riusciti a dilagare e a raggiungere Rostov, la sacca non avrebbe più contenuto la sola Sesta Armata, ma l’intero gruppo armate "Don" e le truppe tedesche nel Caucaso. Un milione di uomini circa.

In questo contesto si fece l’ultimo vero tentativo per far desistere Hitler dai suoi propositi ed autorizzare la Sesta Armata ad abbandonare la città combattendo e cercando di aprirsi un varco verso le forze di Hoth, ma fu tutto vano.
In quest’ottica, la resistenza disperata dei tedeschi a Stalingrado forse impedì ai tedeschi guai ben peggiori. Per 76 giorni infatti, gli uomini di Paulus dovettero combattere contro il gelo, i russi e la penuria di rifornimenti (dal cibo ai generi di conforto e alle munizioni). Mentre il cerchio si stringeva e i rifornimenti aerei si dimostravano insufficienti, cominciarono a dilagare fame, malattie e diserzione. L’8 Gennaio i sovietici chiesero la resa ma Paulus la respinse, sotto ordine diretto di Hitler. La resistenza ostinata dei tedeschi permise di guadagnare tempo e tenne inchiodate alla città ben sette armate russe, che avrebbero potuto altrimenti dilagare nelle breccie aperte in altri settori del fronte. Ad uno ad uno gli aeroporti vennero occupati dai sovietici. Il 20 Gennaio Paulus ordinò la macellazione di tutti i cavalli (utilizzati perlopiù nei trasporti). Il 31 Gennaio Paulus (promosso Feldmaresciallo da Hitler in persona il giorno precedente), il suo Stato Maggiore e altri 50 generali si arrendono alle truppe sovietiche, mentre il Il 2 Febbraio è la volta delle residue truppe comandate da Strecker e dislocate nella parte nord della sacca: fu la resa.

Dei 250.000 soldati, solo 90.000 sopravvissero alla battaglia e furono imprigionati. In patria (dopo la fine della guerra) ne tornarono circa 5.000. I russi, tra civili e militari, persero più di 600.000 uomini.

Dopo la guerra, nelle sue memorie, il generale tedesco Siegfried Westphal scrisse:

« La sconfitta di Stalingrado si tramutò in un profondo shock sia per la nazione tedesca che per le sue forze armate. Prima di allora, in tutta la storia tedesca, mai ci fu una perdita così tragica di un così grande raggruppamento di forze »

Il generale Dietmar così si espresse:

«Per la prima volta, un’intera armata germanica ha cessato di esistere. Quello che eravamo abituati a infliggere agli altri è capitato a noi»

Per maggiori informazioni:

Sul Web

Libri

  • Antony Beevor - Stalingrado
  • Paul Carrell - Operazione Barbarossa / Terra Bruciata

Film

Update: ho trovato su Youtube questo filmato propagandistico d'epoca riguardante la Regia Aeronautica in Russia nel 1942, prima dell'offensiva sovietica.

Comments (9) Trackbacks (0)
  1. perche’ il titolo e’ la disfatta tedesca a stalingrado se si parla della facile conquista della citta’

  2. Mi sa che non hai letto molto bene :asd:

  3. Per chi volesse “immergersi” nell’atmosfera della battaglia di Stalingrado, consiglio Call Of Duty 2 (Mac&PC)…
    Veramente spettacolare :PROgram:

    PS: voglio un post di Vortex su questa spettacolare frase di Billi Cancelli:
    “If you just want to say, “Steve Jobs invented the world, and then the rest of us came along,” that’s fine.” :rotfl:

  4. Complimenti! veramente un bell’articolo.

    Non sapevo avessimo mandato in Russia anche la Regia Aeronautica.

    Non si finisce mai di imparare

  5. Certo che se in precedenza la Germania avesse potuto preparare l’offensiva Barbarossa come avrebbe voluto, probabilmente le cose sarebbero andate diversamente. E invece Hitler è dovuto venire in aiuto dell’Italia che aveva attaccato la Grecia con esiti disastrosi (come al solito).
    Comunque in questo momento sono a Berlino.Ho cercato di vedere quanto più possibile sul nazismo,Hitler (soprattutto avrei voluto vedere il suo bunker segreto) e sulla seconda guerra mondiale.
    Purtoppo devo dirvi che si trova ben poco nel senso che sono stati distrutti molti riferimenti a quel periodo.E’ evidente nei cittadini un sentimento di vergogna e la forte volontà di dimenticare.

  6. In realtà non è proprio così: furono le condizioni meteorologiche (in quell’anno particolarmente sfavorevoli) il vero impedimento a iniziare le operazioni in Maggio come previsto, non tanto l’operazione nei Balcani.

    E, ad oggi, si ritiene che il fattore principale che determinò la sconfitta dell’Asse fu l’interferenza di Hitler nei piani strategici prefissati, allorchè spostò il centro di gravità dell’offensiva dalla punta diretta a Mosca all’accerchiamento della sacca russa presso Kiev. A causa di ciò, i tedeschi rimasero fermi 2 mesi davanti a Smolensk, perdendo tempo prezioso e permettendo ai sovietici di far affluire rinforzi per difendere la capitale.

    Per il resto, anche a me piacerebbe visitare Berlino! Ancora mi manca … ma hai fatto anche il capodanno lì? Ciao!

  7. No, il capodanno l’ho fatto a Piacenza. Sono stato a Berlino tutta questa settimana (sono appena tornato). E’ una città che consiglio di visitare: è piena di musei ed iniziative culturali. La vita notturna è ok: trovi ogni tipo di locale e c’è gente in giro fino a tardi tutte le sere.
    Io mi sono limitato a frequentare i pubs e una piccola discoteca vicino casa di mia sorella.In realtà si trattava di posti normalissimi, simili a quelli che si possono trovare in Italia…ma le tedesche fanno la differenza!Ti dico solo che adesso non ho più voglia di uscire a Piacenza!

  8. Vabbè ma tua sorella ti avrà presentato l’intero corpo di ballo femminile tedesco … non vale :ehsisi: :asd:


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