The Multitasking Generation
Leggendo sul giornale oggi sono venuto a conoscenza di questo articolo del "Time" dove si fa una dissertazione su un aspetto delle nuove caratteristiche personali che l'informazione di massa ha impresso alla nostra società, e in special modo alle nuove generazioni: è infatti nota a tutti la particolare capacità dei giovani di essere in grado con più facilità di eseguire più operazioni "in parallelo", specialmente per quanto riguarda l'interazione con i nuovi media (comunicazione ed entertainment in testa). Ditelo, chi di voi non si ritrova un PC con 10 finestre aperte, un paio con listati di codice, un'altro è iTunes, altre tre sono rispettive conversazioni con altre persone via IM, il resto sono finestre del browser e documenti vari che state leggendo o editando ... magari mentre squilla il cellulare e qualche persona intorno a voi cerca di ottenere la vostra attenzione? Questo è il "background" che Elinor Ochs, una studiosa dell'UCLA, sta vagliando con una sperimentazione che coinvolge 32 famiglie a Los Angeles. Secondo altri studi, si calcola che i ragazzi americani tra 8 e 16 anni passino mediamente 6.5 ore al giorno davanti al PC, ma che il "tempo reale" di fruizione dei media diventi di 8.5 ore se si considerano le attività svolte in parallelo (navigare e ascoltare musica ad esempio). Il problema è che le attività svolte in "multitasking" vengano effettuate con qualità peggiore rispetto a quelle svolte in sequenza: proprio come nei processori veri, il "cambio di contesto" (svolto nel cervello nella cosidetta Area 10 di Brodmann) induce a una perdita di efficienza e a maggior possibilità di incorrere in errori. E siamo solo agli inizi: gli studi in questo settore sono appena iniziati. Forse l' "overdose di informazioni" potrebbe rivelarsi dannosa a lungo termine?
