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22Jun/087

22 anni dopo Chernobyl

Dopo aver perso la giornata di ieri per raccontare cose fantasiose, inutili e francamente noiose (mea culpa), oggi mi impegno a ricordare un evento che è avvenuto non troppo tempo addietro.

Era la primavera del 1986. Io ero piccolo allora, avevo 5 anni. Eppure mi ricordo quel giorno strano, durante il quale mia madre (con la premura tipica di un genitore) mi proibì di uscire di casa perchè a suo dire "era pericoloso". Ricordo anche che per qualche tempo non mangiammo più gli ortaggi che crescevano nell'orto e non bevemmo latte. Io all'epoca non capivo molto, specialmente quando alla TV sentivo parlare di un luogo dal nome strano come Chernobyl, che sembrava collegato a quelle strane disposizioni.

Il disastro della centrale nucleare ucraina (all'epoca faceva parte dell'URSS) è un evento che è difficile non ricordare. Non va dimenticato, come non vanno dimenticate tutte quelle persone che si sono sacrificate (a volte inconsapevolmente, altre no) mettendosi a rimuovere grafite radioattiva a mani nude o poco più. Il video seguente, girato dal regista Vladimir Shevchenko, mostra immagini immediatamente successive al disastro. Questa persona non sapeva con che cosa aveva a che fare. Per girare queste immagini, ha assorbito dosi letali di radiazioni che lo hanno ucciso in pochi giorni. E'stato seppellito assieme alle sue telecamere, radioattive come chi le ha maneggiate.

Perchè parlo di Chernobyl? Perchè, e forse molti questo non lo sanno, il problema di Chernobyl è ancora attuale. Quando si parla di radioattività ci si scontra con fenomeni molto complessi dal punto di vista scientifico, fenomeni che coinvolgono energie e durate enormi. Uno di questi concetti è il tempo di dimezzamento.

Per farla breve e semplificando, un elemento chimico è radioattivo quando l'atomo che lo compone è instabile ed emette energia sotto forma di radiazioni. Questa emissione energetica, oltre all'emissione della radiazione, causa un "decadimento" dell'atomo, che trasmuta in un altro elemento. Il processo porta quindi (anche attraverso più passaggi) ad avere alla fine un atomo stabile e non radiattivo. Ad esempio, l'Uranio-238 (radioattivo) si converte (passando per elementi intermedi) in Piombo-206 (stabile).

Il tempo di dimezzamento è definito come il tempo impiegato da una certa massa di materiale (ad esempio, 1 Kg di Uranio-238) a trasmutare per metà nell'elemento stabile cui è destinato diventare. Va da sè che durante questo periodo l'emissione di radiazioni continua, pur diminuendo a mano a mano che la quota di elementi stabili cresce (e quella di atomi radioattivi, contestualmente, decresce).

Ebbene, parlando di elementi radioattivi, scopriamo che per alcuni il tempo di dimezzamento è di pochi giorni, per altri si parla di mesi, per altri ancora di anni ... fino ad arrivare a cifre astronomiche. L'Uranio 238, ad esempio, ha un tempo di dimezzamento di quattro-virgola-cinque MILIARDI di anni. Praticamente, è l'età del Sistema Solare.

Questo significa che se oggi ho 1 Kg di Uranio 238, fra 4.5 miliardi di anni questa massa sarà composta da 0.5 Kg di Uranio 238 e 0.5 Kg di Piombo 206. Tra 9 miliardi di anni, si avranno 0.25 Kg di U238 e il resto di Pb206 ... e così via.

Ma torniamo a Chernobyl. Durante l'incidente del 1986, la reazione controllata che alimenta la centrale nucleare è andata fuori controllo. Le temperature generate sono schizzate alle stelle e praticamente il nocciolo del reattore (quello contenente il combustibile radioattivo) è fuso assieme alla struttura della centrale e all'involucro di contenimento. In questo modo il materiale fissile è entrato in contatto con l'atmosfera e si è disperso, causando la contaminazione che ben tutti conosciamo.

Per fermare la fuoriuscita, è stato costruito un "sarcofago" di cemento armato attorno al reattore collassato. Il cemento armato, infatti, è in grado di arrestare l'irraggiamento delle radiazioni. Il problema è che l'involucro attualmente presente fu progettato solamente per resistere 30 anni in funzione provvisoria, in attesa di costruire una struttura permanente, più solida e resistente. Nel frattempo la storia ha detto la sua, l'URSS è crollata e siamo arrivati ai nostri giorni.

Tutto questo non ha nulla a che vedere con la fisica. Lo "scioglimento" del reattore ha fatto sì che l'intera struttura (comprendente il combustibile nucleare) collassasse verso il sottosuolo (minacciando, peraltro, di raggiungere le falde acquifere). Successive esplorazioni hanno mostrato a tutti le immagini del cosiddetto "Piede d'elefante", un mostruoso ammasso di materiale fuso altamente radiattivo. E tale resterà, per MIGLIAIA di anni.

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Il "Piede d'elefante" di Chernobyl

Si tenga presente che questa foto è stata scattata con l'ausilio di un robot. E'impossibile per un essere umano avvicinarsi a questo mostro: esso emette radiazioni nell'ordine di circa 10.000 Röntgen/ora. Durante una normale radioagrafia, si è esposti a una radiazione di circa 500 milliRöntgen (l'equivalente di ventimila radiografie in un'ora, quindi). Chiunque si trovasse esposto direttamente a un'irradiazione di tale entità, morirebbe nel giro di pochi minuti.

Si stima che il "Piede d'elefante" sia composto da un "cocktail" letale di isotopi altamente radioattivi

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E'inutile dire che se il sarcofago attuale crollasse, cosa tutt'altro che irrealistica, ci troveremmo di fronte a una nuova, terribile catastrofe, riguardante non solo i paesi limitrofi all'ex reattore nucleare.

La struttura attuale è piena di buchi e crepe, e non sarebbe assolutamente in grado di resistere a un terremoto equivalente o superiore al 6°grado della scala Richter. Si stima che un terremoto di tale intensità colpisca la regione di Pripyat (dove si trova la centrale) una volta ogni cent'anni. La statistica non dice nulla sul fatto che questo terremoto avvenga o no, nè che avvenga tra un'ora.

Dal 1997 c'è un progetto internazionale volto alla costruzione di un nuovo, più sicuro sarcofago. Tuttavia, come sempre, la burocrazia e gli enormi costi da sostenere rallentano la realizzazione dell'opera. Ad oggi, la struttura esistente è stata rinforzata con opere provvisorie, che non eliminano i rischi maggiori.

Poco meno di un'anno fa (a più di vent'anni dal disastro) la ditta francese Novarka si è aggiudicata il mega-appalto da più di un miliardo di euro relativo alla nuova costruzione. Ho cercato qualche notizia più recente per saperne di più, ma non l'ho trovata, al momento.

Per concludere, segnalo un reportage fotografico nelle zone abbandonate. Le foto sono state scattate nella primavera del 2008, qualche mese fa. Illustrano atmosfere degne di alcuni racconti ballardiani ... ma è la realtà.

Questo articolo è stato pubblicato anche su Mentecritica

Comments (7) Trackbacks (1)
  1. gran pezzo
    hai ritrovato la vena giusta
    posso metterlo su MC?

  2. Ti ho mandato una mail :smile:

  3. è vero, hai sfornato proprio dei bei pezzetti

  4. Se andiamo avanti così tra poco la mia categoria nei database dei servizi segreti passerà da “blog pseudo-pornografico” a “stampa sovversiva” :rotfl:

  5. L’ho letto solo adesso (arretrati da offline in vacanze). Complimenti, fai bene a ricordare questa follia umana, tecnologica, politica. Nell’86 usai un cappellino da baseball per proteggermi, chissà se sarà bastato… :face:

  6. per me quello che è acccaduto è terribile … il mio professore di biologia dice che questo no potrà mai più accadere per me invece può riaccadere perchè … la sicurezza perfetta non esiste … anche nell’86 non era stato previsto , dicevano che era tutto sicuro … e io ancora oggi dai racconti ho paura che possa riaccadere e voi.


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