Tempo fa avevo parlato di un desalinizzatore funzionante con le maree, per fornire acqua potabile a basso costo laddove questa non è disponibile. In realtà esistono altri progetti legati allo sfruttamento delle forze insite nel fenomeno delle maree: uno di questi, il progetto SeaGen, prevede l’utilizzo di turbine subacquee per generare corrente elettrica di pronto utilizzo. Un impianto sperimentale entrerà infatti in funzione entro la fine dell’anno in Irlanda, dove due turbine potranno generare fino a 1.2 Megawatt al giorno. Read it all..
Biodiesel – L’etanolo fonte di guai?
Recentemente c’è un gran dibattito sulla possibilità di introdurre in massa l’etanolo quale carburante alternativo per autotrazione. Il dibattito può essere visto da più prospettive: addirittura Fidel Castro si è espresso contro per motivi legati all’economia globale (interessante … forse però farebbe meglio a pensare a come ha impostato la “faccenda” a casa sua). Dal lato scientifico invece è uscito questo studio che mostra i potenziali pericoli derivanti dall’utilizzo dell’E85 (il carburante formato all’85% da etanolo e dal 15% di gasolio “classico” di benzina): si è infatti scoperto che, bruciando, questo carburante emette meno composti cancerogeni (quali il butadiene e il benzene), ma rilascia anche una quantità 20 volte maggiore (rispetto al gasolio standard) di Acetaldeide. Questo composto organico, oltre a essere un sospetto cancerogeno, reagisce con la luce solare formando ozono. Quest’ultimo, pur salvandoci le chiappe quando si trova nella stratosfera, non è altrettando simpatico al livello del suolo essendo altamente velenoso per gli esseri viventi. Normalmente lo troviamo tra i componenti dello smog, ed esistono numerose ricerche che lo collocano tra i fattori di rischio per chi vi è esposto. Read it all..
Il riciclaggio dei rifiuti: un´opinione controcorrente
Vi segnalo questo video di Penn & Teller che sembra sfatare una delle convinzioni più radicate della nostra società: il riciclaggio dei rifiuti è davvero sempre la scelta migliore?
E’lunghetto, una mezzoretta, ed è in inglese. Capisco che questo possa rappresentare un problema, ma secondo me se ne avete bisogno è anche un buon modo per imparare meglio la lingua.
Il sud, l’energia geotermica e le occasioni mancate?
Vi ricordate quando vi ho detto che oggi “solo temi leggeri“? Stavo mentendo! In realtà dopo quel post, e dopo il pranzo, sono andato in bagno (per ridare alla natura ciò che le ho tolto) e ho iniziato a sfogliare “Venerdì“. Tra le altre cose (pubblicità varie con donne seminude), ho letto un articolo sullo sfruttamento dell’energia geotermica nell’area di Napoli, e ho scoperto numerose cose che ignoravo e che mi hanno innescato un “vortice cerebrale” (forse coadiuvato dallo sciaquone del water). Tutto questo a dimostrazione che il bagno è un luogo culturale, e le pippe sono solo una delle infinite possibilità d’azione che questo luogo della casa offre! Read it all..
Risparmiare in casa e sulla bolletta – Consigli utili
Sono fermamente convinto che una seria politica ambientale debba partire dal basso, cioè dai cittadini. E’vero che servono anche regolazioni governative globali (come il protocollo di Kyoto, ad esempio), ma penso sia chiaro che i comportamenti di massa influiscano pesantemente sul cosiddetto footprint che lasciamo sul nostro pianeta. In questo articolo voglio raccogliere informazioni utili per gestire al meglio le risorse casalinghe, uno dei primi luoghi in cui risparmiare è conveniente non solo da un punto di vista ambientale, ma anche da un punto di vista economico. Read it all..
Il ritorno dell’ozono
“I’ll be back“. Se facessimo un film sull’ozono, potremmo far ripetere questa famosa battuta (tratta da Terminator) allo strato atmosferico che ci protegge dalle radiazioni ultraviolette. Stando infatti alle ultime analisi (riportate in questo articolo) pare infatti che ci sia stata un’inversione di tendenza nel progressivo assottigliamento dell’ozonosfera. Come ricorderete, negli anni passati ci fu una grande preoccupazione per questa cosa, finchè non si arrivò a bandire dal commercio i principali responsabili del problema (i clorofluorocarburi – CFC, gas utilizzati negli aerosol e nei liquidi refrigeranti). Ebbene, sembra che questa misura stia lentamente ottenendo degli effetti: si prevede infatti che esso sarà totalmente riformato entro il 2050, anche se la sua composizione non sarà più la stessa di prima. Tuttavia bisognerà monitorare attentamente il fenomeno: i CFC infatti non sono gli unici responsabili del deterioramento dell’ozonosfera, per cui non sappiamo che cosa potrà succedere da qui al 2050 …
I funghetti che creano la “benzina”
Stando a quanto dice questo articolo della Reuters, negli Stati Uniti si sta pensando di introdurre su scala industriale questo metodo per produrre carburante per le automobile. Convertire bilioni di tonnellate di rifiuti vegetali agricoli in etanolo per autotrazione potrebbe presto diventare conveniente e applicabile su larga scala.
La produzione di etanolo a partire da vegetali è già diffusa in Nord America (dal Mais) e in Brasile (dalla canna da zucchero). Qui però si parla di convertire una vasta gamma di rifiuti agricoli senza bisogno di addittivi particolari, utilizzando delle specie di microfunghi alterate in laboratorio. I funghi infatti sono “digestori naturali” in grado di fermentare e convertire un gran numero di materiali organici. Si sta cercando di modificare questi microorganismi per fare in modo che producano etanolo dalla cellulosa. Automobili in grado di funzionare a etanolo sono già diffuse sul mercato. Attualmente il problema principale è rappresentato dal prezzo di produzione ($2-$3 per gallone contro gli 1.07$ del metodo tradizionale), ma si conta di ridurlo drasticamente a breve.
I numeri non sono da poco: si stima che siano disponibili più di un billione di tonnellate di rifiuti agricoli e forestali, dai quali si potrebbero estrarre 80 billioni di galloni di etanolo (all’anno). Questa quantità rappresenta circa 1/3 della domanda interna USA relativa al gasolio. Inoltre l’utilizzo dell’etanolo potrebbe tagliare drasticamente le emissioni di ossido di carbonio. (articolo completo)
Energia eolica rivoluzionaria?
Girovagando per il web ho trovato questo documento: all’inizio ho pensato che fosse un fake, una bufala. Però, leggendo e cercando altri riscontri, ho concluso che in fin dei conti almeno come idea non è male, anche se la realizzabilità è ancora tutta da dimostrare! Di che cosa si tratta? Il Kite Wind Generator sfrutterebbe degli “aquiloni” appositamente studiati per generare immense quantità di energia sfruttando le correnti atmosferiche d’alta quota. Qualche passaggio chiave del documento, tanto per farsi un’idea:
Il Kite Wind Generator può essere immaginato come una grande giostra saldamente vincolata al suolo, costituita da una struttura di supporto centrale di altezza opportuna per sorreggere i bracci tramite una tensostruttura. La giostra viene messa in rotazione proprio grazie al vento, che trascina in quota gli aquiloni uscenti dai bracci stessi. Il corpo centrale rotante contiene gli argani automatici per le coppie di cavi di guida/potenza degli aquiloni, lunghi oltre 1000 metri. L’asse rotante del carosello aziona i grandi alternatori opportunamente demoltiplicati. A regime, tutti gli aquiloni sono in volo guidato, in modo da portare il carosello alla velocità di rotazione desiderata. Una centrale eolica così concepita è in grado di fornire l’equivalente dell’energia prodotta da una centrale nucleare, occupando un’area di circa un chilometro quadrato, peraltro ancora destinabile ad usi agricoli o di navigazione (se realizzata off-shore)
In tempi di carestia come questi, sembrerebbe la manna. A patto di superare le numerose problematiche coinvolte: meccanica dei materiali, controllo automatico embedded sugli aquiloni, sicurezza dell’impianto, usura e sforzi. Un bel grattacapo! Se volete saperne di più sulla faccenda, proseguite nella lettura dell’articolo! Read it all..


