Le nanotecnologie rappresentano forse le novità più interessanti e suggestive in campo scientifico/tecnologico. E'di questi giorni la notizia (altra fonte) che i ricercatori della New York University sono riusciti a realizzare dei nano-bracci robotici (e relativi attuatori) utilizzando e componendo i nucleotidi del DNA. In futuro questi bracci potrebbero essere utilizzati per spostare delle molecole e costruire particolari strutture, oppure potrebbero essere composti tra di loro per ottenere maggiori gradi di libertà (e quindi movimenti più complessi). Fino ad ora infatti non si era stati in grado di coordinare i movimenti di più strutture composte da DNA. Tra le altre novità in questo campo, ci sono anche le porte logiche di DNA, una tecnologia molto promettente che potrebbe presto rivoluzionare le tecniche di costruzione dei microprocessori.
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Facciamo una piccola digressione: i processori dei computer tradizionali sono sincroni, ovvero effettuano le loro operazioni con una cadenza rigida dettata dal clock (l'orologio interno che "dà il ritmo"). La presenza del clock è importante, perchè semplifica enormemente il design hardware e la struttura delle microistruzioni che governano il lavoro del processore e che stanno dietro a tutte le computazioni. C'è una notizia interessante però: ARM e Handshake annunciarono nel lontano Ottobre 2004 la creazione di un processore asincrono (cioè non legato al clock, ma alla risposta agli eventi): ebbene, questo processore è pronto per la commercializzazione. Si chiama ARM996HS, basato su architettura ARM9 ed è pensato per equipaggiare dispositivi embedded per il controllo. I vantaggi principali che si ottengono da questo paradigma sono il ridotto consumo energetico e la bassissima impronta elettromagnetica (pensate ad esempio ad un dispositivo medico da impiantare nel corpo umano: voi vorreste che emettesse più onde elettromagnetiche di un telefonino?). Un processore asincrono, non essendo obbligato ad "eseguire" ad ogni ciclo di clock, ha un consumo dinamico pari a zero quando non c'è nulla da svolgere! In sistemi "reattivi" si potrebbe quindi aumentare di molto la durata delle batterie, ad esempio in una rete di sensori ... una notizia sicuramente interessante!
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