In Italy, crime pays and may get you elected
E'il titolo che Los Angeles Times ha dato a un avvilente articolo che bene illustra la bella immagine che ormai abbiamo all'estero. Ecco alcuni passaggi ...
When they vote this weekend, Italians can choose among any number of convicted felons or the odd TV go-go dancer on the ballot. Not to mention the personal friends, relatives and, in one case, the physical therapist of party leaders putting together potential governments. Crime does not disqualify you from running for office in this country, nor are qualifications necessarily necessary.
E ora il fantastico mondo del lavoro:
The conduct of business is a murky and frustrating experience -- unless you're the Mafia, now the largest business in Italy, accounting for 7% of gross domestic product, according to the Assn. of Italian Industrialists.
Sul voto:
So instead the response is one of resignation, apathy and impotence: Italian voters feel they have no real choice and the government will not benefit them, and that in turn drives them further away from an activist role in democracy. A rotten ruling class with a vested interest in the status quo blocks any real reform.
Da meditare.
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Le nostre traccie digitali
Scrivendo questo post faccio riferimento ad un articolo di cronaca nera. Non è mia abitudine, ma leggendo quello che scrive lo/la zelante giornalista del Corriere la riflessione mi è venuta spontanea: che cosa direbbero i media se leggessero il vostro blog nel caso voi aveste conquistato luci della ribalta?
Ovviamente, immaginatevi di diventare famosi per questioni meno truculente.
Per quanto mi riguarda, io il mio articolo del Corriere me lo scrivo da solo, senza bisogno di diventare famoso. Anche perchè pur essendolo già, non me l'hanno ancora scritto... who knows!
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Il caldo fa male
Il piccolo bar Margherita, in via Gramsci, a Brescia, a pochi passi dal centro della città, è conosciuto per i suoi grandi cocktail ricercati e colorati. Ma anche per il giro di belle ragazze giovanissime che si possono trovare al bancone, semicircolare, del locale, o, in estate, sugli alti sgabelli all'esterno. E per i personaggi, meno giovani, con auto di grossa cilindrata, che amano frequentarlo.
È in questo ambiente che è maturata una orribile, torbida storia di violenza sessuale di gruppo ai danni di una ragazza di 16 anni, che ha portato all'arresto del proprietario del bar, Lavinio Lopane, 62 anni, e di due coetanee della giovane violentata, che avrebbero tenuto ferma la vittima durante lo stupro. Dalle indagini, condotte dai carabinieri della compagnia di Brescia, emerge un inquietante giro di prostituzione minorile legato all'uso della cocaina. Ma quello che più allarma in tutta la vicenda è la partecipazione attiva, nella violenza, di ragazze minorenni
Lo stupro, durato 20 interminabili minuti, è stato consumato un mese e mezzo fa in una cascina abbandonata alle porte di Brescia. Alla violenza ha assistito un'altra adolescente, che ha cercato inutilmente di opporsi. Prima di subire la violenza la vittima, una ragazza fuggita da una comunità di recupero per tossicodipendenti, sarebbe stata costretta dalle coetanee, una rom e un'amica, anche lei scappata da una comunità di recupero, a sniffare della cocaina. Le stesse ragazze avrebbero poi immobilizzato la vittima per permettere all'uomo di consumare il rapporto sessuale.
(articolo completo)
Mah ... non ho parole ... ora ci mancavano pure le "amiche" che tengono ferma la vittima per farsi dare dei soldi ...
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Nabaztag – Coniglio Wireless
Mi è arrivata la newsletter di Pixmania. Basta. LO VOGLIO! ORA.
Nabaztag può muovere le orecchie, illuminarsi, palpitare in centinaia di colori diversi, suonare della musica e persino parlare! Potrà informarvi sulle previsioni meteorologiche, la qualità dell'aria, il traffico autostradale, la tendenza della Borsa, la ricezione di e-mail... potrà persino raccontare delle storie. Nabaztag può essere animato a distanza, via SMS o e-mail, inviando un messaggio per farlo danzare, muovere, cantare o parlare. Nabaztag sa anche comunicare con i suoi simili. Basta impugnare le sue orecchie e muoverle. L'eletto del suo cuore muoverà le orecchie nello stesso modo, anche a dei chilometri di distanza. Nabaztag ha bisogno solamente di una connessione WiFi permanente con Internet per esprimersi e vivere (E non solo lui ... N.d.R.). La configurazione avviene direttamente su Internet
La terza news che scrivo che parla di animali ... la terza news che parla di (lascio indovinare a voi il termine).
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The Multitasking Generation
Leggendo sul giornale oggi sono venuto a conoscenza di questo articolo del "Time" dove si fa una dissertazione su un aspetto delle nuove caratteristiche personali che l'informazione di massa ha impresso alla nostra società, e in special modo alle nuove generazioni: è infatti nota a tutti la particolare capacità dei giovani di essere in grado con più facilità di eseguire più operazioni "in parallelo", specialmente per quanto riguarda l'interazione con i nuovi media (comunicazione ed entertainment in testa). Ditelo, chi di voi non si ritrova un PC con 10 finestre aperte, un paio con listati di codice, un'altro è iTunes, altre tre sono rispettive conversazioni con altre persone via IM, il resto sono finestre del browser e documenti vari che state leggendo o editando ... magari mentre squilla il cellulare e qualche persona intorno a voi cerca di ottenere la vostra attenzione? Questo è il "background" che Elinor Ochs, una studiosa dell'UCLA, sta vagliando con una sperimentazione che coinvolge 32 famiglie a Los Angeles. Secondo altri studi, si calcola che i ragazzi americani tra 8 e 16 anni passino mediamente 6.5 ore al giorno davanti al PC, ma che il "tempo reale" di fruizione dei media diventi di 8.5 ore se si considerano le attività svolte in parallelo (navigare e ascoltare musica ad esempio). Il problema è che le attività svolte in "multitasking" vengano effettuate con qualità peggiore rispetto a quelle svolte in sequenza: proprio come nei processori veri, il "cambio di contesto" (svolto nel cervello nella cosidetta Area 10 di Brodmann) induce a una perdita di efficienza e a maggior possibilità di incorrere in errori. E siamo solo agli inizi: gli studi in questo settore sono appena iniziati. Forse l' "overdose di informazioni" potrebbe rivelarsi dannosa a lungo termine?
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La complessità nemica dell’uomo
Riallacciandosi al post precedente, una notizia che non fa che riconfermare quanto detto. Secondo una ricerca olandese il cinquanta per cento dei prodotti resi causa "difetto" ai negozi sono in realtà perfettamente funzionanti: il problema è che la gente non è in grado nè di farli funzionare, nè di leggere le istruzioni presenti sugli appositi manuali. Nell'articolo vengono imputati anche il cattivo design e la "frettolosità" di certe compagnie che non dispongono di un servizio clienti abbastanza "paziente" con i propri clienti. Secondo l'autore della ricerca, negli USA l'utente medio tenta di far funzionare gli apparecchi per 20 minuti prima di rinunciare. Una considerazione che potremmo trasportare pari pari anche nel design dei siti internet e nell'immediatezza d'uso delle interfaccie, anche se in questo caso i tempi da considerare si accorciano notevolmente, arrivando ad una manciata di secondi prima che l'utente si stufi e clicchi la fatidica 'X' (read more | digg story)
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L’influenza aviaria danneggia il cervello
L'influenza aviaria. Il terrore del 2006. Nessuno compera più il pollo. Lamberto Sposini se lo magna in diretta a fine TG. I produttori giurano sui loro figli che mangiare la carne avicola è la cosa più sicura del mondo. Tra le altre cose, oggi mi è arrivato in mail questo simpatico articolo di Michele Serra (pubblicato sull'Espresso n°7). Ve lo giro:
Più o meno ogni giorno, da mesi, gli esperti ci spiegano che ci si può ammalare di aviaria solo attraverso il contatto diretto con un uccello migratore ammalato. Sono stati individuati cinque modi principali per contrarre il virus:
- Leccare un cigno morto;
- Andare appositamente in Asia e voltolarsi nudi nella cacca di pollo per almeno un'ora;
- Inghiottire al volo un tordo crudo;
- Pulire con la lingua un cornicione imbrattato dai piccioni;
- Limonare con un barbagianni.
Prosegui nella lettura dell'articolo ...
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Bullet Time – L’uomo e il tempo
Per ognuno di voi il tempo ogni giorno gioca un ruolo fondamentale. Ma esso è qualcosa che "procede" indipendentemente da noi oppure c'è qualcosa di più? Ricerche (attuali e non) sembrerebbero dimostrare che la nostra mente è effettivamente in grado di definire una propria "concezione temporale" che è legata all'individuo e non allo "scorrere del mondo circostante".
Nel 1962 Michel Siffre, mentre studiava il movimento dei ghiacciai dall'interno di una grotta, ha deciso di compiere un altro esperimento: lasciare a casa l'orologio e vivere semplicemente seguendo i propri bioritmi, senza essere influenzato quindi dallo scorrere del giorno e della notte. L'esperimento è andato avanti per due mesi, alla fine dei quali si è scoperto che, pur avendo perso qualsiasi senso del tempo "normale", il suo corpo aveva comunque mantenuto un ritmo interno (rispetto alle funzioni biologiche) di circa 24 ore. Si è poi scoperto che questi ritmi sono determinati dall'attività di una ghiandola (nucleo soprachiasmatico), la quale impartisce "il ritmo" al resto del corpo tramite ormoni e input nervosi.
Tuttavia questa non è l'unica esperienza temporale che abbiamo.
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Trip to the moon
Ringraziamo il Chicco per aver inoltrato questa curiosità
Domanda: Se pieghiamo un foglio di carta 42 volte, che spessore avr� il foglio alla fine?
Risposta: Se provi a fare quello che mi chiedi, ti accorgerai che dopo poche pieghe non è più fisicamente possibile proseguire. Questo non impedisce tuttavia arrivare comunque alla risposta, utilizzando un po'di ragionamento anzichè le mani. Prima di partire chiariamo che tipo di foglio vogliamo utilizzare. Se quello che conta è il suo spessore finale, dovremo sapere bene qual è lo spessore iniziale. Lavoriamo con i comuni fogli da fotocopia, che hanno grammatura 80 g/m2 . Permettiamoci inoltre di lavorare "a naso": questo non comprometterà sensibililmente il risultato finale.
Una risma di carta da fotocopia contiene 500 fogli ed è alta circa 5 cm: consideriamo quindi che 100 fogli sono alti 1 cm. Ora ogni piega raddoppia lo spessore del foglio: dopo 42 pieghe avremo uno spessore che sarà 2^42 lo spessore di quello iniziale, ovvero lo spessore di 2^42 fogli. Come stimare quanto vale 2^42 ?
Teniamo conto che 2^10 = 1024 (cio� circa 1000) e che 2^42 � (2^10 )^4 4x2^2 . Viene facile che 2^42 è circa uguale a 4x1000^4 , cio� 4.000.000.000.000, oppure quattromila miliardi. E quant'è lo spessore di così tanti fogli? Cento fogli un centimetro vuol dire diecimila fogli un metro, dieci milioni di fogli un chilometro, dieci miliardi di fogli mille chilometri, quattromila miliardi di fogli quattrocentomila chilometri. Se tieni conto che la Luna dista 384.400 km dalla Terra, ti basta un foglio di carta per arrivare tranquillamente sul suolo lunare!
L'unico inconveniente di questo metodo di viaggio interplanetario è che se anche tu riuscissi a piegare 42 volte il foglio, partendo da un foglio A4 (ovvero i fogli standard da fotocopia) otterresti una colonna delle dimensioni di un decimillesimo di millimetro, ovvero mille volte più sottile di un capello...
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Perchè Ruini non diventa senatore
Vorrei riportare l'editoriale di Eugenio Scalfari pubblicato sul quotidiano "La Repubblica" venerd� scorso, in cui spiega perchè in molti siamo contro all'ingerenza della Chiesa nella politica, in modo molto più efficace di quanto potrei fare io con le mie ... ehm ... esternazioni. E'lunghetto, ma se siete interessati vale la pena di leggerlo (lo scrive una persona molto più seria e competente di me ihih)
Perchè Ruini non diventa senatore
Articolo di Eugenio Scalfari - tratto da "La Repubblica" 29 / 09 / 2005Tra i tanti problemi che affollano il nostro presente nel mondo e nel paese in cui viviamo, ce n'è uno che in Italia è particolarmente avvertito, anzi che è esclusivamente nostro: la questione cattolica.
Dominò la società italiana per quarant'anni, dal 1870 fino alla fine del "non expedit". Sembrò del tutto risolta, ma nei modi imperativi propri di un regime dittatoriale, con il Concordato del 1929. Fu nuovamente assopita con l'inserimento dei patti concordatari nella Costituzione repubblicana, auspici Dossetti, De Gasperi e Togliatti, nel 1947 e ancor più con la parziale revisione del Concordato dell'85. Si andò ancor più avanti (o almeno così era parso) con il dissolvimento della Democrazia cristiana nel '93 e la fine dell'unità politica dei cattolici.
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