Vortexmind: free your mind Tu ne cede malis sed contra audentior ito

17Mar/071

Micro movimenti e micro propulsori

Un'amebaDue notizie scientifiche che riguardano il movimento in campo ... microscopico. Nella prima si parla di uno studio secondo il quale si dimostra che i movimenti delle amebe alla ricerca di cibo non sono casuali come si è sempre pensato, ma sembrano seguire un principio abbastanza semplice. E'infatti emerso che, una volta che l'organismo unicellulare ha deciso di girare in una direzione (ad esempio a destra), è doppiamente più probabile che il movimento successivo venga effettuato nella direzione opposta (nel nostro esempio a sinistra). In questo modo l'ameba compie raramente percorsi circolari, dato che è meno probabile trovare cibo dove si è già passati.

Questo è possibile perchè l'ameba per muoversi deve per forza modificare la sua geometria. Si è quindi ipotizzato che la diversa forma assunta per girare in una direzione permetta alla cellula di "avere memoria" dell'ultimo spostamento effettuato.

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4Jan/071

Alla ricerca del DNA inesistente

DNAChe gli scenziati stessero studiando il genoma umano per capirne il funzionamento, è cosa nota. Che uno scenziato stia invece cercando quelle sequenze di DNA mai osservate prima nell'uomo e in altri organismi, è una novità (anche un po'inquietante). E'quello che sta facendo Greg Hampikian, della Boise State University (Idaho,US): tramite un apposito algoritmo sta infatti scandagliando i vari database genetici per trovare i cosiddetti "primes", ovvero le sequenze di basi azotate (per il DNA) o di amminoacidi (per le proteine) che non sono mai state riscontrate prima in un essere vivente, forse per la loro letalità. La ricerca non è banale, perchè bisogna minimizzare le probabilità che le sequenze mancanti lo siano per semplice casualità. Per questo si stanno cercando le sequenze mancanti più corte. Fino ad ora si sono trovate 86 sequenze di 11 nucleotidi mai riscontrate prima nell'uomo.

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18Dec/060

Uomo da trifola e nasi Stereo

Un uomo e un cane a confronto nel fiutoCerte volte quando leggo di certi esperimenti mi chiedo: "Ma non avevano niente di meglio da fare?". Eppure anche questo esperimento ha dato risultati interessanti! Si è cercato di stabilire se un uomo è in grado di seguire una traccia odorosa così come fanno i cani. L'esperimento ha dato esito positivo, e si è scoperto che è possibile migliorare questa tecnica con l'addestramento, anche se le nostre capacità sono limitate dalla difficoltà che abbiamo a mantenere il naso in posizione da fiuto smiley Tuttavia il risultato più sorprendente di questa ricerca è dato dalla scoperta che il nostro naso è in qualche modo in grado di rilevare spazialmente gli odori, confrontando le informazioni provienienti da ogni singola narice (proprio come siamo in grado di fare con occhi e orecchie e i relativi sensi). Infatti le performances dei "fiutatori" sono risultate notevolmente degradate sia occludendo una narice, sia utilizzando un collettore che riuniva virtualmente i flussi d'aria percepiti.

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2Apr/060

Batteri jet

Jet Propelled bacteriaLo sapevate che i primi inventori della propulsione a jet (quella degli aerei, per intenderci) sono batteri? E'questo il risultato raggiunto da uno studio di Andrey Dobrynin della University of Connecticut negli USA. Si è scoperto che alcuni micobatteri (che vivono nel suolo) utilizzano un getto di "slime" per ricavare la forza necessaria a muoversi lungo le superfici. Per lungo tempo si è ritenuto che questo "slime" fosse utilizzato come lubrificante: in realtà si è scoperto che questi microorganismi sono dotati di 250 pori dai quali espellono il materiale "propellente", raggiungendo quindi ragguardevoli velocità pari a 10 micrometri al secondo! I ricercatori sperano che questa scoperta possa fornire nuove idee per la propulsione di agenti nanotecnologici.

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19Mar/060

Cellule ossee su nanotubi di carbonio

Cellule Ossee su nanotubi di carbonioIn questo articolo viene spiegato come i ricercatori della University of California siano riusciti in un esperimento a far crescere cellule ossee su una struttura di nanotubi di carbonio. In pratica questa applicazione, se si riuscirà a valutare appieno le interazioni di questi nanotubi con l'organismo vivente, potrebbe permettere di introdurre nuovi rivoluzionari trattamenti medici nella cura di lesioni alle ossa, malformazioni e quant'altro. Facendo un paragone abbastanza colorito, si potrebbe pensare alle strutture di nanotubi come ad una sorta di "ingessatura interna" grazie alla quale si può guidare la ricrescita del tessuto osseo. I problemi principali al momento sono rappresentati dalla risposta immunitaria e dalla necessità di ottenere nanotubi completamente privi dei metalli pesanti (nocivi) solitamente presenti dopo la lavorazione industriale necessaria per produrli. C'è già chi fantastica, pensando a ipotetici nanotubi di silicio per ottenere "arti intelligenti" ... l'uomo bionico è dietro l'angolo?

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This work by Paolo Tagliaferri is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 3.0 Unported License.