Facts (and fictions)
Siccome mi è stato impedito altrove di esprimere giudizi musicali su ciò che ho sentito ieri sera (o meglio, di contraddire quelli già espressi ma io se non contraddico non mi diverto quindi me ne sto zitto), mi limito a stilare una breve lista di considerazioni:
- Il cantante degli Annie Hall fa finta di essere bresciano e inganna tutti con il suo accento, in realtà è piacentino e ne abbiamo avute le prove;
- La madre del cantante (non pervenuta a sud del Po ma più volte citata) è un genio del merchandising;
- Il chitarrista dei suddetti è Ivan di Big Trouble, ma con i capelli più lunghi e l'accento meno sovietico;
- Piacenza, il giovedì dopo un certo orario, sarebbe una location perfetta per girare il sequel di 28 giorni dopo (o in alternativa anche Valloria andrebbe benissimo);
- La ridente cittadina si presta anche, nel caso preferiate i videgiochi ai film, a un remake di Carmageddon o di Destruction Derby. Oppure devo concludere che la mia sola presenza è bastevole a farmi gravitare attorno pazzi automobilisti scriteriati
Comunque, accetto i ringraziamenti e ricambio. La ragazza ne sa, e mi ha portato a un bel concerto: se vi piace il genere non perdeteveli! Denghiù 
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Il caldo fa male
Il piccolo bar Margherita, in via Gramsci, a Brescia, a pochi passi dal centro della città, è conosciuto per i suoi grandi cocktail ricercati e colorati. Ma anche per il giro di belle ragazze giovanissime che si possono trovare al bancone, semicircolare, del locale, o, in estate, sugli alti sgabelli all'esterno. E per i personaggi, meno giovani, con auto di grossa cilindrata, che amano frequentarlo.
È in questo ambiente che è maturata una orribile, torbida storia di violenza sessuale di gruppo ai danni di una ragazza di 16 anni, che ha portato all'arresto del proprietario del bar, Lavinio Lopane, 62 anni, e di due coetanee della giovane violentata, che avrebbero tenuto ferma la vittima durante lo stupro. Dalle indagini, condotte dai carabinieri della compagnia di Brescia, emerge un inquietante giro di prostituzione minorile legato all'uso della cocaina. Ma quello che più allarma in tutta la vicenda è la partecipazione attiva, nella violenza, di ragazze minorenni
Lo stupro, durato 20 interminabili minuti, è stato consumato un mese e mezzo fa in una cascina abbandonata alle porte di Brescia. Alla violenza ha assistito un'altra adolescente, che ha cercato inutilmente di opporsi. Prima di subire la violenza la vittima, una ragazza fuggita da una comunità di recupero per tossicodipendenti, sarebbe stata costretta dalle coetanee, una rom e un'amica, anche lei scappata da una comunità di recupero, a sniffare della cocaina. Le stesse ragazze avrebbero poi immobilizzato la vittima per permettere all'uomo di consumare il rapporto sessuale.
(articolo completo)
Mah ... non ho parole ... ora ci mancavano pure le "amiche" che tengono ferma la vittima per farsi dare dei soldi ...
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