Biodiesel – L’etanolo fonte di guai?
Recentemente c'è un gran dibattito sulla possibilità di introdurre in massa l'etanolo quale carburante alternativo per autotrazione. Il dibattito può essere visto da più prospettive: addirittura Fidel Castro si è espresso contro per motivi legati all'economia globale (interessante ... forse però farebbe meglio a pensare a come ha impostato la "faccenda" a casa sua). Dal lato scientifico invece è uscito questo studio che mostra i potenziali pericoli derivanti dall'utilizzo dell'E85 (il carburante formato all'85% da etanolo e dal 15% di gasolio "classico" di benzina): si è infatti scoperto che, bruciando, questo carburante emette meno composti cancerogeni (quali il butadiene e il benzene), ma rilascia anche una quantità 20 volte maggiore (rispetto al gasolio standard) di Acetaldeide. Questo composto organico, oltre a essere un sospetto cancerogeno, reagisce con la luce solare formando ozono. Quest'ultimo, pur salvandoci le chiappe quando si trova nella stratosfera, non è altrettando simpatico al livello del suolo essendo altamente velenoso per gli esseri viventi. Normalmente lo troviamo tra i componenti dello smog, ed esistono numerose ricerche che lo collocano tra i fattori di rischio per chi vi è esposto.
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Benzene nelle bibite analcoliche?
Sembrerebbe di sì, stando ad uno studio effettuato da il salvagente. Il benzene è un noto cancerogeno e si formerebbe spontaneamente in molte bevande analcoliche per interazione tra due ingredienti molto comuni: il conservante benzoato di sodio (E 211) e l’acido ascorbico (vitamina C). Il fenomeno sembra essere aggravato se la bottiglia è esposta a fonti di luce. L'associazione salvagente ha portato 15 prodotti in laboratorio per le analisi e ha avuto la conferma. Vi rimando all'articolo per i dettagli. Cito solo questo passo
abbiamo fatto analizzare 30 bottiglie di bibite analcoliche, due per ciascuno dei 15 marchi segnalati un mese fa.
Il test conferma tutte le ipotesi. Innanzitutto, dimostra che nelle maggior parte delle bibite contenenti i 2 ingredienti c’è benzene: quasi sempre in quantità superiore alla soglia fissata per le acque potabili (1 microgrammo per litro), e in un caso persino oltre il più blando limite di 10 microgrammi fissato dall’Organizzazione mondiale della sanità per le acque potabili in tutto il mondo (inclusi i paesi poveri). C’è di più. Le analisi confermano anche che la concentrazione di solvente è più alta nei drink senza zucchero e che, in generale, per tutti i prodotti analizzati, il benzene aumenta con l’esposizione alla luce.
Tra l'altro pare che l'allarme abbia avuto effetto e che alcuni produttori di bibite si stiano organizzando per modificare la composizione delle bevande entro la fine dell'anno (qui la notizia). Manco a dirlo, sono iniziative spontanee perchè la normativa in merito è assente.
Che dire, speriamo che le pressioni mediatiche abbiano effetto. Soprattutto perchè è sicuramente possibile sostituire gli ingredienti in modo da evitare la reazione chimica che causa la comparsa di benzene senza intaccare il gusto delle bevande. La cosa che mi lascia tuttavia perplesso è questa notizia secondo la quale già QUINDICI ANNI FA la FDA aveva già scoperto questo problema. E perchè tutto questo salta fuori solo adesso?
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