Ho volutamente evitato di intervenire a caldo sui fatti di Catania per vedere un po’come andava avanti la discussione. Come al solito, sono convinto che non cambierà assolutamente nulla. Su queste pagine già in passato avevo avuto da ridire su certi comportamenti assolutamente fuori da ogni norma. Già oggi invece, pur essendo il riverbero sociale ancora fortissimo, c’è già qualcuno che butta lì lo “show must go on”. Ma sti cazzi.
Io non sono un amante del calcio. Il mio atteggiamento è di indifferenza, e tale continuerebbe a rimanere se non accadessero assurdità di questo tipo. Se non ci fossero in TV programmi pieni di asini che ragliano come ossessi e aizzano la massa per un gioco. Se il calcio non fosse regolarmente coperto e protetto dalla politica, tra decreti spalmadebiti, deroghe e mafie varie. Se le varie “tifoserie” si limitassero a esternare la propria passione sportiva (ma dove?) e non si tingessero di contenuti politici di ben altra matrice.
A questo punto, ben venga la chiusura degli stadi. E quando si riprende, le partite rimangano a porte chiuse finchè le società non mettono in regola gli impianti, e non implementino un servizio di sicurezza privato. La polizia ha altro da fare. Basta con i convogli speciali e le agevolazioni per le trasferte. Basta con le mafiate varie. In caso di incidenti, entrambe le squadre coinvolte vengano penalizzate di X punti e l’incontro venga sospeso.
In alternativa, che si smetta di giocare a calcio e si trasformino gli stadi in arene per gladiatori. Almeno si picchiano e si ammazzano fra di loro senza coinvolgere gli altri e danneggiare tutto. 
Ma so già che le mie sono vane speranze. In Italia, toccare il calcio è peggio che toccare le pensioni o i privilegi degli imprenditori.


