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luglio 23, 2008

La censura per il PapaBanner

Author: Vortexmind - Categories: Cazzate, Deliri - Tags: , , , , , , , , , , , , ,

Mi è giunta notizia che il creatore del Papabanner (un immaginetta satirica da incollare nel proprio blog con l’immagine del Papa e la dicitura “Il Papa condanna questo blog” oppure “Sito Scomunicato”) è stato minacciato di denuncia da parte di esponenti della Curia per via di quell’immagine.

Ora, al di là dell’ennesimo ridicolo tentativo di censura che si va ad abbattere su un’iniziativa (condivisibile o meno) di portata decisamente modesta, io vorrei fare una piccola riflessione.

Ogni persona battezzata (di età superiore ai sette anni e dotata di sufficiente ragione – e già qui mi viene da ridere vista l’età presa in esame e il requisito) è soggetta al Diritto Canonico. Tale diritto prevede la comminazione della scomunica latae sententiae (cioè senza bisogno di proclamazione ufficiale di un esponente della Chiesa, ma automatica al verificarsi del “reato”) per tutti coloro che, soggetti al Diritto Canonico, incorrono nel reato di apostasia.

Ora, l’apostasia, se non vado errando, è il dissociarsi pubblicamente dagli insegnamenti e dai dettami della Chiesa Cattolica (l’abbandono della religione) e l’allontanamento dalla fede.

Quindi, se il mio ragionamento è corretto, è vero che se una persona pubblicamente critica e si dissocia dalla Chiesa cattolica, allora è automaticamente scomunicata latae sententiae. Quindi in un certo senso è vero che un blog, in quanto espressione di una persona apostata, è scomunicato.

Allora si denuncia perchè si afferma il vero? smiley Illuminatemi d’immenso e mostratemi dove sbaglio. Comunque io sono pronto: se arriva la scomunicae latae sententiae io sono già preparatissimo a rispondere con un Hadouken superpotenziato, più una letale combo di calci a girare e un Topol-M che acquisterò direttamente tra pochi giorni … smiley

settembre 10, 2006

Project Censored

Author: Vortexmind - Categories: News, Surfing The Net - Tags: , , , , , , , , ,

Ne stavo parlando giusto l’altro giorno con un mio amico: alla fine, pur con tutti i mezzi di comunicazione che si hanno a disposizione oggigiorno, è veramente incredibile la facilità con cui molte notizie interessanti vengano “insabbiate” o semplicemente non passino alla ribalta per il semplice motivo di non essere pubblicate sui maggiori circuiti di diffusione (telegiornali in primis). Certo, molte volte è difficile verificare le fonti e tutto quanto, tuttavia in quanti casi una bufala è comunque finita nel TG delle 20? Insomma, il problema è un altro … Project Censored (“La notizia che non ha fatto notizia“) è un progetto dell’università di Sonoma che va avanti dal 1976. Gli studenti, coadiuvati dall’aiuto dei docenti, selezionano ogni anno le notizie provenienti da circuiti indipendenti, ne controllano le fonti e l’affidabilità, dopodichè stilano una classifica (anno per anno) di 25 notizie che per qualche motivo (auto-censura in primis) non sono passate alla ribalta. L’elenco è veramente preoccupante. Per rimanere in tema di attualità, si scopre che la Halliburton ha avuto costanti rapporti commerciali (fino al gennaio 2005) con la più grande compagnia petrolifera iraniana (Oriental Oil Kish), arrivando persino a vendere componenti chiave per la costruzione di un reattore nucleare. Notizia che trova parziali riscontri anche su altri siti (ad esempio questo).

Questo ovviamente è il caso più eclatante. Ma se scorrete la lista di notizie (e anche quelle degli anni passati), scoprirete molte altre cose su cui riflettere!

marzo 2, 2006

Censura sul web? Blocco del traffico?

Author: Vortexmind - Categories: Informatica, News, Surfing The Net, Technology - Tags: , , , , , , , , , ,

In questi giorni si sono sentite molte notizie riguardo la censura di siti web. In particolar modo, si è parlato dei filtraggi eseguiti da parte dei providers per bloccare determinati contenuti. Queste sono problematiche molto discusse in rete, anche perchè in certi contesti (pensiamo ad esempio alla feroce censura effettuata dai regimi come quello cinese) si va veramente a toccare argomenti spinosi: è giusto censurare? Fin dove si può arrivare? Quando il “blocco dei contenuti” può diventare un’arma pericolosa? Le domande sono tante: anche perchè esistono soluzioni tecnologiche per aggirare questi blocchi e vedere comunque i siti che vengono filtrati. Per fare un esempio, considerate questo servizio (pimpmyip). Esso permette di visionare siti bloccati in modo sicuro e anonimo. Su listible esiste già una lista di numerosi servizi simili. Non dico altro, traete le vostre conclusioni.

febbraio 6, 2006

La guerra dei media

Author: Vortexmind - Categories: News, Politica, Surfing The Net - Tags: , , , , ,

Leggo dal blog di Beppe Grillo :

Wikipedia, la più grande enciclopedia del mondo, ha oscurato il Congresso degli Stati Uniti.
Gli ha bannato l’IP. Lo ha fatto per evitare che i senatori rimuovessero informazioni sgradite che li riguardavano.
Marty Meehan, un senatore repubblicano, si � distinto in questa guerra moderna contro l’informazione, detta anche “edit war”. Per sei mesi ha utilizzato il suo staff e le linee del Senato (tutti soldi pubblici), per cancellare notizie, come la promessa (non mantenuta) di lasciare l’incarico dopo otto anni e la spesa per la sua campagna elettorale, superiore ad ogni altro senatore …

Bel problema… come si fa a promuovere un’enciclopedia “comunitaria” come wikipedia e al contempo mantenere l’imparzialità ed evitare queste cose? Io francamente su due piedi non saprei cosa rispondere …