Coursera’s Huge Online Classes Roar Into Brazil, India and China
We already discussed on these pages of Coursera, the free online course offering that seem to be about to change the cards in play for online education. At the moment you don't get any academic equivalent grade for completing the courses, but you can still learn a lot for free! Just flagging up the latest update, described in Forbes's article on Coursera classes , that they are set to offer courses in India, Brazil and China!
I have followed the Machine Learning course and I have to say that this initiative has a lot of potential! Give it a go...
Considerazioni su Beijing 2008
Mentre guardavo la cerimonia finale di chiusura dei Giochi Olimpici di Beijing 2008 ho pensato ad alcune cose relative alle polemiche che hanno accompagnato a questi giochi, specialmente riguardo alla possibilità di boicottaggi. Escludendo il fatto che i giochi olimpici, fin dall'antichità, si sono sempre posti al di fuori delle contese politico/militari, io mi chiedo che cosa sarebbe successo se si fosse veramente adottata una linea dura di protesta contro l'estabilishment cinese.
Polizia cinese in segway

Se fossi un criminale e, durante una rapina o simili, venissi colpito e ucciso da uno di questi poliziotti cinesi in segway penso che mi sentirei un po' una merda e mi vergognerei di me stesso prima di morire :asd:
Le catene mail e la diffusione di virus
Una notizia che prendo come esempio per spiegare anche ai non esperti che le "catene di S.Antonio" che si propagano via mail spesso non solo sono inutili e fastidiose, ma possono anche contenere dei virus. E'recente la notizia relativa al trojan pro-tibet: approfittando della grande rilevanza internazionale che la questione sta avendo, qualche simpatico hacker cinese ha deciso di distribuire via mail un filmato in flash che, mentre intrattiene lo spettatore con un fumetto in chiave anti-cinese, installa silenziosamente un rootkit e un keylogger sul PC del malcapitato. In parole povere, esegue un programma che registra tutto ciò che scrivete su tastiera (comprese le password e i vostri dati privati) e lo invia altrove per essere sfruttato illegalmente.
Si direbbe che, nel 2008, questo argomento sia ormai conosciuto e assodato. Invece, a giudicare dalla quantità di robacce simili che mi vengono regolarmente inoltrate da amici e conoscenti, direi che scrivere questo post non è stata una cattiva idea!
Shishishishi – Lion Eating Poet in the Stone Den
Justfrank, per girare il coltello nella piaga, mi ha passato l'altro giorno il link alla pagina di Buffalo buffalo Buffalo buffalo buffalo buffalo Buffalo buffalo, una di quelle cose che le persone normali non penserebbero mai (oppure penserebbero dopo aver bevuto diciotto negroni). Insomma, una simpatica applicazione della teoria dei linguaggi. Siccome la cosa mi ha incuriosito (o meglio, è più simpatico farsi una torta su ciò piuttosto che cercare di capire come calcolare la prospezione LR), ho seguito un link in fondo e ho scoperto una cosa ancora più malata: Lion-Eating Poet in the Stone Den, conosciuta anche come (per gli amici) "Shī Shì shí shī shǐ".
Cina: inteLnet fai da te? DNS cinesi!
A quanto si legge qui, la Cina avrebbe creato un proprio set di top-level domain names basato su caratteri cinesi (.cn .com e .net in cinese). Questi nuovi domini sono stati attivati dal Ministero Cinese dell'Industria dell'Informazione (si tradurrà così? ahah). La creazione di questi domini ha fatto pensare che la Cina voglia uscire dal contesto dell'ICANN (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers, l'organismo internazionale no-profit che in parole povere gestisce lo spazio di indirizzamento del protocollo IP e il relativo naming). Il problema è che questa "modifica" potrebbe portare all'inserimento di nuovi root-servers cinesi "splittati" dal resto della rete: questo potrebbe causare una doppia corrispondenza per alcuni nomi a dominio (ad esempio, se un cinese si registrasse vortexmind.net, chiunque facesse riferimento al root server cinese finirebbe sul suo sito e non sul mio) e in generale potrebbe causare una perdita di fiducia nel sistema fino ad oggi adottato perchè non più univoco. Che succederebbe se questo precedente venisse seguito da altri paesi? Il problema principale sembra rappresentato dal fatto che all'atto pratico l'ICANN si trova sotto il controllo USA, per cui c'è chi vuole affrancarsi da questo controllo. Recentemente, le Nazioni Unite hanno provato a portare le funzioni svolte dall'ICANN sotto il proprio controllo, ma l'amministrazione Bush si è fermamente opposta alla questione. Una situazione che va sicuramente seguita con attenzione!

