Vortexmind: free your mind Tu ne cede malis sed contra audentior ito

5Jan/073

L’Espresso – Il Policlinico degli Orrori

Lo so, è già stato riportato da molti. Però credo sia il caso di farlo girare il più possibile. Fabrizio Gatti (il giornalista dell'Espresso che già si era infiltrato nel CPT di Lampedusa per denunciare le condizioni con cui venivano trattati gli immigrati), questa volta ha realizzato uno scioccante servizio sulla malasanità al Policlinico Umberto I di Roma. Sporcizia, fumo ovunque, privacy non rispettata, sprechi, materiale biologico e radioattivo alla portata di chiunque. C'è veramente da farsi venire il voltastomaco. E stiamo parlando di uno dei più grandi ospedali al mondo.

79.500 sono i pazienti trattati nel 2005
118 milioni di euro: è il debito dell'Umberto I alla fine del 2006
323 mila euro: è quanto perde ogni giorno
90 mila: sono i metri quadrati coperti occupati dalle strutture ospedaliere
1.337 sono i posti letto
5.678 sono i dipendenti delle strutture assistenziali
325 sono i primari
2.031 sono gli infermieri
1888 è l'anno in cui, il 19 gennaio, venne posta la prima pietra

Non perdetevi il servizio (sia video che testo). E la colpa non è solo della politica: chi lavora lì dentro è gente comune, dallo spazzino che se ne sbatte delle regole al grande primario che chiude gli occhi. Forse è il caso di smetterla con la politica da stadio, e di incominciare a coalizzarsi trasversalmente per chiedere a chi è al governo (in questo momento la sinistra) di cominciare ad occuparsi seriamente della perdita totale del senso della responsabilità e dello Stato che affligge certe strutture e molti ambienti. Al di là della politica.

E'giunto il momento di superare la logica del "responsabile ad ogni costo": la cosa più importante è porre rimedio ai problemi, poi quando ci sarà tempo si potrà indagare sulle cause. Io non riesco più a sopportare le coalizioni che, su qualsiasi tema (economia, infrastrutture, sanità), non fanno altro che darsi la colpa a vicenda distogliendo l'attenzione dal problema che continua imperterrito a palesarsi! Basta, avete veramente rotto i coglioni. E hanno rotto i coglioni anche tutti gli imbecilli (tra la gente comune) che pensano di essere allo stadio e non capiscono che è la loro vita quotidiana a fare da pallone, presa a calci da imboscati, paraculati e mafiosi.

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This work by Paolo Tagliaferri is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 3.0 Unported License.