L’orso russo ha mai dormito?
Le notizie che si susseguono freneticamente in questi giorni hanno un che di allarmistico: la Russia che potrebbe dislocare testate nucleari nel Baltico, i missili puntati su Tblisi e le continue nuove tensioni tra gli USA e la potenza transeuropea.
Sembra quasi che, improvvisamente, il mondo si sia accorto che la Russia c'è. A mio avviso, da quando c'è stata la dissoluzione dell'URSS, la maggior parte delle persone ha pensato che la cosa fosse finita lì. Senza gravi drammi (considerata la portata dell'evento) il gigante sovietico si è ripiegato su se stesso e se n'è uscito di scena, logorato ed eroso internamente dalle sue stesse politiche fallimentari. Molti hanno ritenuto che mai e poi mai si sarebbe potuto riprendere, men che meno in tempi così brevi. Ancora adesso se nelle conversazioni si parla di Russia lo si fa in modo quasi canzonatorio, spesso riferendosi alla "ferraglia" presente in copiose quantità nei suoi arsenali, tra Kalashnikov contrabbandati più o meno ovunque nel mondo e MiG-29 venduti su Ebay. Niente di più sbagliato.
Print this post
Sulla crisi georgiana
Ora che la crisi, almeno sulla carta, sembra essersi placata un po', vorrei fare qualche considerazione su quanto è successo nella repubblica ex-sovietica e non solo. Quella che provo è una sensazione strana: solo 10 giorni fa mi trovavo molto più vicino di quanto si possa pensare a quelle aree. Certo, la distanza tra Kiev e la zona degli scontri è considerevole, paragonabile quasi a quella che io ho coperto per raggiungere la capitale ucraina dall'Italia. Erano molto più vicini il Kosovo o l'ex-jugoslavia, per intenderci.
Print this post




