L’orso russo ha mai dormito?
Le notizie che si susseguono freneticamente in questi giorni hanno un che di allarmistico: la Russia che potrebbe dislocare testate nucleari nel Baltico, i missili puntati su Tblisi e le continue nuove tensioni tra gli USA e la potenza transeuropea.
Sembra quasi che, improvvisamente, il mondo si sia accorto che la Russia c'è. A mio avviso, da quando c'è stata la dissoluzione dell'URSS, la maggior parte delle persone ha pensato che la cosa fosse finita lì. Senza gravi drammi (considerata la portata dell'evento) il gigante sovietico si è ripiegato su se stesso e se n'è uscito di scena, logorato ed eroso internamente dalle sue stesse politiche fallimentari. Molti hanno ritenuto che mai e poi mai si sarebbe potuto riprendere, men che meno in tempi così brevi. Ancora adesso se nelle conversazioni si parla di Russia lo si fa in modo quasi canzonatorio, spesso riferendosi alla "ferraglia" presente in copiose quantità nei suoi arsenali, tra Kalashnikov contrabbandati più o meno ovunque nel mondo e MiG-29 venduti su Ebay. Niente di più sbagliato.
Sulla crisi georgiana
Ora che la crisi, almeno sulla carta, sembra essersi placata un po', vorrei fare qualche considerazione su quanto è successo nella repubblica ex-sovietica e non solo. Quella che provo è una sensazione strana: solo 10 giorni fa mi trovavo molto più vicino di quanto si possa pensare a quelle aree. Certo, la distanza tra Kiev e la zona degli scontri è considerevole, paragonabile quasi a quella che io ho coperto per raggiungere la capitale ucraina dall'Italia. Erano molto più vicini il Kosovo o l'ex-jugoslavia, per intenderci.
L’angolo della storia – Punti di vista
E'da un po'che trascuro l'appuntamento con l'angolo storico. Ho recentemente terminato un libro molto interessante "I Generali di Stalin" di Seweryn Bialer. Esso ricostruisce i rapporti che intercorsero tra Stalin e i suoi capi militari, dal periodo delle Grandi purghe nel 1938 fino alla presa di Berlino nel 1945. Commentate da Bialer, si possono apprezzare le memorie di molti importanti capi sovietici (sia militari, come Zhukov, Konev che civili come ad esempio il progettista Jakovlev). Il libro, pubblicato per la prima volta nel 1969 (l'autore era fuoriuscito dal blocco sovietico nel 1956 ed emigrato in america), vuole gettar luce su molti aspetti dell'operato di Stalin in qualità di capo supremo delle forze militari sovietiche durante la guerra. Un'impresa ardua: se da una parte (dopo la fine della guerra) si assistette ad una vera e propria glorificazione del dittatore fino alla sua morte, dall'altra la destalinizzazione operata da Kruscev tese non solo a demolire il culto della personalità di Stalin, ma anche a demonizzarne totalmente l'operato in qualità di supremo comandante in capo.
Voglio quindi proporre due brevi brani tratti dal libro, che mostrano (anche in modo ironico) come uno stesso fatto potesse venir trattato in modi ben diversi a seconda del periodo in cui furono scritte le testimonianze.
Iwo Jima – L’uomo soldato
Tempo fa ne avevo già parlato. Recentemente ho finalmente avuto l'occasione di vedere le ultime due fatiche del Clint Eastwood regista: Flags of Our Fathers e Letters from Iwo Jima. Inutile dire che, essendo appassionato del periodo, ero veramente curioso di vedere come avrebbe trattato il tema uno dei registi che ultimamente sto apprezzando di più.
Accadde oggi – La disfatta tedesca a Stalingrado
«[...] Nelle prime ore del pomeriggio il comandante del carro di testa (16° Panzer-Division N.d.R.) comunica ai suoi uomini mediante il laringofono "Sulla destra, le torri di Stalingrado" I comandanti dei carri si affacciano alle torrette e scorgono l'ombra allungata della vecchia Zarizin, ora una moderna città industriale, che si stende per quaranta kilometri lungo il volga. Si stagliano nel cielo gru, camini di fabbriche, palazzoni e più a sud, nella città vecchia, anche le cupole a cipolla delle chiese. Dense nubi di fumo coprono alcuni quartieri della città. I bombardieri in picchiata colpiscono i quadrivi e le caserme [...]
Improvvisamente, come ad un segnale convenuto, si accende un bagliore allungato nella striscia di terreno dove termina la città e inizia la steppa. La contraerea pesante russa inizia la battaglia per la difesa diretta di Stalingrado. Il gruppo Strachwitz distrugge pezzo per pezzo trentasette postazioni di artiglierie russe. I proiettili tedeschi colpiscono in pieno le piazzuole e fanno volare in aria i pezzi con tutti i serventi. Lo strano è che gli attaccanti non registrano praticamente perdite. Il mistero è presto chiarito. Quando i carristi arrivano alle postazioni sconquassate si accorgono con meraviglia e orrore che i serventi dei pesanti pezzi della contraerea erano donne, operaie della fabbrica di cannoni "Barricata Rossa" che erano state addestrate in fretta e furia nel fuoco antiaereo, ma non avevano la più pallida idea di come usare i loro pezzi contro obiettivi terrestri.
Mentre il 23 Agosto (1943 N.d.R.) volge al termine, il primo carro armato tedesco si affaccia nei pressi del sobborgo di Rinok, sull'alta sponda occidentale del Volga [...] »
(Brano estratto dal libro "Operazione Barbarossa" di Paul Carrell - BUR).
Accadde Oggi – La Seconda Guerra Mondiale fotografica
Per questo mese ho deciso di non rievocare alcun evento in particolare. Voglio tuttavia passarvi un sito molto interessante che ho trovato. Fa parte dei National Archives del governo USA, e comprende numerose foto scattate durante il conflitto, relative soprattutto agli eventi visti dalla prospettiva americana (ma non solo). Se siete interessati, è possibile ottenere delle copie di queste foto, per le quali è disponibile la didascalia originale e la spiegazione di ciò che è ritratto.
Accadde oggi – La battaglia delle isole Santa Cruz
Ed eccoci giunti al consueto appuntamento con la storia! Avrete notato che sono abbastanza inscimmiato con la Seconda Guerra Mondiale, ma è il periodo che conosco meglio e che mi piace di più quindi non lamentatevi! La Battaglia delle Isole Santa Cruz (25 - 27 Ottobre 1942) fa parte delle numerose battaglie navali avvenute tra giapponesi ed americani nei pressi dell'isola di Guadalcanal. L'invasione americana dell'isola (7 - 9 Agosto 1942) infatti fu la prima azione offensiva degli USA dall'inizio del conflitto, ragion per cui i giapponesi si opposero con ogni mezzo a questa campagna bellica (fino al Febbraio 1943, quando dovettero abbandonare definitivamente l'isola dando così inizio alla fase di declino del loro espansionismo nel Pacifico).
La battaglia fu il tipico esempio di uno scontro aeronavale tra portaerei (che avviene cioè senza che le flotte nemiche entrino direttamente in contatto): è importante ricordarla perchè entrambi i contendenti ne uscirono con le ossa rotte (anche se strategicamente è da considerarsi una vittoria USA), e lasciò gli americani con una sola portaerei attiva (pur danneggiata) nell'area.
Accadde Oggi – L’impresa di Premuda
Ed eccoci finalmente giunti al secondo appuntamento con la rubrica storica! Oggi si rievoca un'impresa italiana, avvenuta nella notte tra il 9 e il 10 Giugno 1918 durante la Prima Guerra Mondiale. Quella sera una sezione di 2 MAS (Motoscafo Armato Silurante) al comando del Capitano di Corvetta Luigi Rizzo lasciarono il porto di Ancona dirigendosi verso l'isola di Premuda, per effettuare una ricognizione per scovare eventuali campi minati. Durante questa missione, i due MAS si imbatterono in una potente forza navale austriaca, composta da due corazzate ("Santo Stefano" e "Viribus Unitis"), un cacciatorpediniere e sei torpediniere. Nonostante la preponderanza delle forze nemiche, Rizzo guidò le due siluranti in mezzo alla formazione nemica e colpì entrambe le corazzate con i siluri: le armi indirizzate contro la "Viribus Unitis" non esplosero, mentre quelle contro la "Santo Stefano" detonarono causando gravi danni alla nave che successivamente affondò. Per l'azione Rizzo venne insignito della seconda Medaglia d'Oro al Valor Militare della sua carriera: la prima se l'era guadagnata con una simile azione nel porto di Trieste, dove aveva affondato la corazzata austriaca "Wien". Per maggiori informazioni e fotografie potete consultare i seguenti link qui,qui e qui.
Cane robot da combattimento
Avevamo già parlato ad inizio mese di autocopter, l'elicottero robotizzato da combattimento in sperimentazione negli USA. Ebbene, stando ad una news pubblicata una decina di giorni fa su CNN.com pare che la Boston Dynamics stia realizzando un "cane robotizzato da combattimento". Non aspettatevi un mostro alla Cujo che vi morde i testicoli con due ganasce in titanio. Stiamo piuttosto parlando di un prototipo molto avanzato di robot a quattro zampe in grado di seguire i soldati, trasportare circa 54 Kg di materiali viaggiando alla velocità di 3 miglia orarie e con la possibilità di superare pendenze di 45°. Questo è solo l'inizio: la Boston Dynamics infatti prevede già di presentare un nuovo prototipo per l'estate in grado di muoversi al doppio della velocità e con il doppio del carico. Impressionante! Il problema principale di questa realizzazione è il mantenimento della stabilità e dell'equilibrio in un ambiente incerto/ostile come un campo di battaglia: per questo il mezzo è equipaggiato con un'unità di rilevamento inerziale e i suoi arti sono articolati su tre giunti dotati di attuatori in grado di spostarli 500 volte al secondo! La versione attuale è controllata in remoto, ma si prevede di aggiungere presto algoritmi in grado di rendere il cane totalmente autonomo. Inutile dire che questi strumenti possono fare la differenza sul campo di battaglia.


