In riferimento alla prima notizia riportata dal Comandante Nebbia (per chi non ha voglia di cliccare è la storia dei medici milanesi indagati per omicidio e sevizie) mi sento in dovere di fare un appunto. Se da un lato è vero che il Codice di Hammurabi ha fatto il suo tempo, d’altra parte è anche vero che spesso e volentieri alcuni presupposti su cui si dovrebbe basare la necessità di indulgenza (la fondamentale bontà umana, la tendenza alla redenzione e compagnia bella) non sono verificati nell’evidenza pratica di tutti i giorni.
Che una persona, dotata di cultura (come può essere un medico o il notaio azzeccagarbugli), sicuramente non in condizioni di grave indigenza, decida freddamente di approfittarsi di altre persone inermi (che si affidano per necessità e bisogno a questi omuncoli) e di procurare loro indicibili sofferenze se non addirittura la morte, per potersi comperare il SUV o la casa a Cortina … non lascia molto spazio alla riflessione.
Questi non sono poveracci disperati induriti dalla vita in mezzo alla strada (non che sia un’attenuante, intendiamoci). Sono bestie e basta.
Uno così lo prendi, gli pianti un chiodo chirurgico non sterilizzato in una gamba (senza anestesia), gli asporti a caso un rene e un polmone (le palle già non le hanno fornite di default), lo suturi e lo disinfetti, gli dai una pacca sulla spalla e tanti saluti, senza rancore.
Poi ci manca solo che lo psiconano tachicardico si metta a eliminare le intercettazioni, così faccende simili non salirebbero nemmeno agli onori della cronaca.

) e il Dottor House. Si, forse è un modo di esorcizzare la mia ipocondria latente. Comunque non è questo il punto. La cosa che non riesco veramente più a sopportare è l’epidemia di un virus letale chiamato “pubblicità invasiva e programmazioni da minus habens“. Cosa intendo con questo?

