L’orso russo ha mai dormito?
Le notizie che si susseguono freneticamente in questi giorni hanno un che di allarmistico: la Russia che potrebbe dislocare testate nucleari nel Baltico, i missili puntati su Tblisi e le continue nuove tensioni tra gli USA e la potenza transeuropea.
Sembra quasi che, improvvisamente, il mondo si sia accorto che la Russia c'è. A mio avviso, da quando c'è stata la dissoluzione dell'URSS, la maggior parte delle persone ha pensato che la cosa fosse finita lì. Senza gravi drammi (considerata la portata dell'evento) il gigante sovietico si è ripiegato su se stesso e se n'è uscito di scena, logorato ed eroso internamente dalle sue stesse politiche fallimentari. Molti hanno ritenuto che mai e poi mai si sarebbe potuto riprendere, men che meno in tempi così brevi. Ancora adesso se nelle conversazioni si parla di Russia lo si fa in modo quasi canzonatorio, spesso riferendosi alla "ferraglia" presente in copiose quantità nei suoi arsenali, tra Kalashnikov contrabbandati più o meno ovunque nel mondo e MiG-29 venduti su Ebay. Niente di più sbagliato.
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L’angolo della storia – Punti di vista
E'da un po'che trascuro l'appuntamento con l'angolo storico. Ho recentemente terminato un libro molto interessante "I Generali di Stalin" di Seweryn Bialer. Esso ricostruisce i rapporti che intercorsero tra Stalin e i suoi capi militari, dal periodo delle Grandi purghe nel 1938 fino alla presa di Berlino nel 1945. Commentate da Bialer, si possono apprezzare le memorie di molti importanti capi sovietici (sia militari, come Zhukov, Konev che civili come ad esempio il progettista Jakovlev). Il libro, pubblicato per la prima volta nel 1969 (l'autore era fuoriuscito dal blocco sovietico nel 1956 ed emigrato in america), vuole gettar luce su molti aspetti dell'operato di Stalin in qualità di capo supremo delle forze militari sovietiche durante la guerra. Un'impresa ardua: se da una parte (dopo la fine della guerra) si assistette ad una vera e propria glorificazione del dittatore fino alla sua morte, dall'altra la destalinizzazione operata da Kruscev tese non solo a demolire il culto della personalità di Stalin, ma anche a demonizzarne totalmente l'operato in qualità di supremo comandante in capo.
Voglio quindi proporre due brevi brani tratti dal libro, che mostrano (anche in modo ironico) come uno stesso fatto potesse venir trattato in modi ben diversi a seconda del periodo in cui furono scritte le testimonianze.
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Accadde oggi – La disfatta tedesca a Stalingrado
«[...] Nelle prime ore del pomeriggio il comandante del carro di testa (16° Panzer-Division N.d.R.) comunica ai suoi uomini mediante il laringofono "Sulla destra, le torri di Stalingrado" I comandanti dei carri si affacciano alle torrette e scorgono l'ombra allungata della vecchia Zarizin, ora una moderna città industriale, che si stende per quaranta kilometri lungo il volga. Si stagliano nel cielo gru, camini di fabbriche, palazzoni e più a sud, nella città vecchia, anche le cupole a cipolla delle chiese. Dense nubi di fumo coprono alcuni quartieri della città. I bombardieri in picchiata colpiscono i quadrivi e le caserme [...]
Improvvisamente, come ad un segnale convenuto, si accende un bagliore allungato nella striscia di terreno dove termina la città e inizia la steppa. La contraerea pesante russa inizia la battaglia per la difesa diretta di Stalingrado. Il gruppo Strachwitz distrugge pezzo per pezzo trentasette postazioni di artiglierie russe. I proiettili tedeschi colpiscono in pieno le piazzuole e fanno volare in aria i pezzi con tutti i serventi. Lo strano è che gli attaccanti non registrano praticamente perdite. Il mistero è presto chiarito. Quando i carristi arrivano alle postazioni sconquassate si accorgono con meraviglia e orrore che i serventi dei pesanti pezzi della contraerea erano donne, operaie della fabbrica di cannoni "Barricata Rossa" che erano state addestrate in fretta e furia nel fuoco antiaereo, ma non avevano la più pallida idea di come usare i loro pezzi contro obiettivi terrestri.
Mentre il 23 Agosto (1943 N.d.R.) volge al termine, il primo carro armato tedesco si affaccia nei pressi del sobborgo di Rinok, sull'alta sponda occidentale del Volga [...] »
(Brano estratto dal libro "Operazione Barbarossa" di Paul Carrell - BUR).
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Bush e l’invio di nuove truppe in Iraq
Che dire, per una volta sono d'accordo con Bush. Non capisco infatti come mai non mi abbia ancora interpellato per sapere la mia opinione, e che cazzo. La notizia è l'invio di nuove truppe in Iraq. Si parla di 21.500 soldati in più. Certo ventunmila cinquecento soldati in più serviranno a ben poco con il progressivo disimpegno degli alleati, soprattutto di coloro che si erano schierati senza remore al fianco degli americani: gli inglesi.
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Quando i giornalisti vogliono strafare
Si lo so, sto guardando la pagliuzza e non parlo della trave. E'che ultimamente devo utilizzare il cervello per tutt'altro, quindi quando arrivo qui mi rimangono solamente le briciole. L'appunto riguarda Repubblica (versione cartacea) di oggi. C'è un esteso articolo riguardante sui raid aerei USA in Somalia. Per completare la pagina, è stata inserita una scheda riguardante la cannoniera volante AC-130 (foto a sx). Le informazioni sugli armamenti sono molto precise: scopro che la cannoniera volante è dotata di cannoncini da 7,6mm e, udite udite, da un terrificante lanciamissili howitzer da 105 mm. Passi per i cannoncini (in realtà sono minigun), ma il lanciamissili howitzer è una bestialità più unica che rara. Del resto anche i colleghi online del Corriere non sono da meglio: nell'articolo (che ho già linkato sopra) si vede un AC-130 mentre lancia delle contromisure antimissile, e scommetto quello che volete che prima o poi qualcuno le scambierà per bombe al fosforo. La didascalia poi è fantastica "Caccia Usa in azione". Caccia? Eh si, è proprio un caccia. Del resto non è la prima volta che i giornalisti ci deliziano con queste imprecisioni. Tanto chi legge non capisce un piffero, vero? So già l'obiezione che mi verrà mossa: muore della gente e tu guardi queste stupidaggini. Avete ragione, però rinnovo l'appunto che avevo già fatto riguardo la precisione dell'informazione: quante sono le imprecisioni di cui non ci accorgiamo quando l'argomento dell'articolo non rientra nelle nostre competenze? Qual'è la percentuale di informazione distorta che riceviamo ogni giorno? Riguardo alla notizia già postata sulle staminali, ho notato che molti telegiornali si sono affrettati a dire che quelle nuove cellule erano uguali alle staminali embrionali. Non è vero (basta leggere il mio post e le relative fonti). Eppure questa "piccola imprecisione" può veicolare nel cittadino l'idea che lo scenziato cattivone vorrebbe continuare a fare esperimenti sull'embrione quando invece potrebbe fare le stesse cose con le nuove cellule scoperte. Non è vero.
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Trophy – Contromisure antimissile
Questa tecnologia è abbastanza spettacolare, anche se non è nulla di realmente innovativo (c'erano già arrivati i russi con il sistema ARENA, anche se questo è più sofisticato). Praticamente si tratta di una contromisura destinata a neutralizzare missili e/o proiettili diretti verso un carro armato o un mezzo blindato. Il sistema "Trophy" è composto da un radar in grado di rilevare ordigni (come missili RPG) in arrivo verso il mezzo. A quel punto un computer calcola le traiettorie e spara un proiettile esplosivo (tipo uno Shrapnel, se così si può dire) che nella detonazione distrugge il missile in arrivo. Sarebbe sicuramente una bella cosa da mettere sui mezzi del nostro esercito, invece di mandare i soldati in giro sui VCC (anche se ora li stanno sostituendo con i "Dardo") :| Maggiori informazioni qui.
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Accadde Oggi – L’impresa di Premuda
Ed eccoci finalmente giunti al secondo appuntamento con la rubrica storica! Oggi si rievoca un'impresa italiana, avvenuta nella notte tra il 9 e il 10 Giugno 1918 durante la Prima Guerra Mondiale. Quella sera una sezione di 2 MAS (Motoscafo Armato Silurante) al comando del Capitano di Corvetta Luigi Rizzo lasciarono il porto di Ancona dirigendosi verso l'isola di Premuda, per effettuare una ricognizione per scovare eventuali campi minati. Durante questa missione, i due MAS si imbatterono in una potente forza navale austriaca, composta da due corazzate ("Santo Stefano" e "Viribus Unitis"), un cacciatorpediniere e sei torpediniere. Nonostante la preponderanza delle forze nemiche, Rizzo guidò le due siluranti in mezzo alla formazione nemica e colpì entrambe le corazzate con i siluri: le armi indirizzate contro la "Viribus Unitis" non esplosero, mentre quelle contro la "Santo Stefano" detonarono causando gravi danni alla nave che successivamente affondò. Per l'azione Rizzo venne insignito della seconda Medaglia d'Oro al Valor Militare della sua carriera: la prima se l'era guadagnata con una simile azione nel porto di Trieste, dove aveva affondato la corazzata austriaca "Wien". Per maggiori informazioni e fotografie potete consultare i seguenti link qui,qui e qui.
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