Stamattina, a quanto pare, Piergiorgio Welby ci ha lasciati. Se ne va nel bel mezzo dell’increscioso battibecco che la sua giusta causa ha dovuto sopportare. La notizia è circolata subito in rete e alcuni quotidiani ne hanno subito dato notizia. Sul sito dell’Associazione Luca Coscioni si parla di una conferenza stampa tra un’oretta circa per discutere dell’argomento con l’opinione pubblica. Francamente, a questo punto non mi interessa sapere più come e perchè se n’è andato: spero solo che finalmente possa riposare in pace come desiderava e come immaginava.
“Morire dev’essere come addormentarsi dopo l’amore, stanchi, tranquilli e con quel senso di stupore che pervade ogni cosa”
E spero che finalmente qualcuno si decida a colmare il vuoto legislativo che esiste su questa tematica, per non costringere altre persone a combattere la battaglia di Welby. Read it all..
Oggi volevo parlare di questo tema. Forse molti diranno perchè pensarci ora e io rispondo perchè no?. Io sono dell’idea che bisognerebbe rendere manifeste queste opinioni (ed altre, come testamenti – biologici e non – o quant’altro) non appena raggiunta la maggiore età. La cosa che mi preme di più tuttavia è sapere come si fa per donare il proprio corpo nella sua totalità, anche per scopi scientifici. In Italia la questione della donazione a scopo trapianto è abbastanza semplice. La nostra legislazione (legge n.91 del 1 aprile 1999 e Decreto Ministeriale dell’8 aprile 2000) prevede il principio del silenzio assenso: in mancanza di una chiara volontà contraria (da indicarsi in una dichiarazione apposita da portare con sè) tutti noi siamo donatori di organi e tessuti a scopo trapianto. In realtà siamo in una fase transitoria per cui, in mancanza di una dichiarazione dell’interessato (positiva o negativa), la scelta è delegata ai parenti. 


