Vortexmind: free your mind Tu ne cede malis sed contra audentior ito

2Apr/060

Batteri jet

Jet Propelled bacteriaLo sapevate che i primi inventori della propulsione a jet (quella degli aerei, per intenderci) sono batteri? E'questo il risultato raggiunto da uno studio di Andrey Dobrynin della University of Connecticut negli USA. Si è scoperto che alcuni micobatteri (che vivono nel suolo) utilizzano un getto di "slime" per ricavare la forza necessaria a muoversi lungo le superfici. Per lungo tempo si è ritenuto che questo "slime" fosse utilizzato come lubrificante: in realtà si è scoperto che questi microorganismi sono dotati di 250 pori dai quali espellono il materiale "propellente", raggiungendo quindi ragguardevoli velocità pari a 10 micrometri al secondo! I ricercatori sperano che questa scoperta possa fornire nuove idee per la propulsione di agenti nanotecnologici.

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24Mar/060

Circuito molecolare da 50 Mhz

MicroCircuito ai nanotubi di carbonioSecondo questa news alcuni ricercatori della IBM (in collaborazione con 2 università americane) avrebbero assemblato un microcircuito sopra un nanotubo di carbonio! Il circuito è largo un quinto di un capello umano (18 micrometri) ed è visibile solamente al microscopio elettronico! Il design presentato comprende 12 transistor, e al momento non ha alcuna capacità di processing sostanziale. Tuttavia grazie alla sua implementazione si è riusciti a dimostrare che al momento è possibile spingere questo device fino a 50Mhz. Velocità ancora lontane dai GhZ dei circuiti tradizionali, ma pur sempre 100.000 volte più veloci dei precedenti circuiti basati su nanotubi. In ogni caso il futuro mostra la presenza di ibridi carbonio-silicio basati su nanotubi in grado di spingere al massimo le prestazioni. Chi vivrà ... (read more | digg story)

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19Mar/060

Cellule ossee su nanotubi di carbonio

Cellule Ossee su nanotubi di carbonioIn questo articolo viene spiegato come i ricercatori della University of California siano riusciti in un esperimento a far crescere cellule ossee su una struttura di nanotubi di carbonio. In pratica questa applicazione, se si riuscirà a valutare appieno le interazioni di questi nanotubi con l'organismo vivente, potrebbe permettere di introdurre nuovi rivoluzionari trattamenti medici nella cura di lesioni alle ossa, malformazioni e quant'altro. Facendo un paragone abbastanza colorito, si potrebbe pensare alle strutture di nanotubi come ad una sorta di "ingessatura interna" grazie alla quale si può guidare la ricrescita del tessuto osseo. I problemi principali al momento sono rappresentati dalla risposta immunitaria e dalla necessità di ottenere nanotubi completamente privi dei metalli pesanti (nocivi) solitamente presenti dopo la lavorazione industriale necessaria per produrli. C'è già chi fantastica, pensando a ipotetici nanotubi di silicio per ottenere "arti intelligenti" ... l'uomo bionico è dietro l'angolo?

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This work by Paolo Tagliaferri is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 3.0 Unported License.