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gennaio 8, 2007

Il nano-cavo coassiale ottico

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Cavo coassialeGiusto pochi giorni fa avevamo parlato di un nuovo materiale innovativo scoperto in Cina riguardante le comunicazioni ottiche. E’di oggi la notizia che al Boston College hanno fabbricato un cavo coassiale (quello che, per intenderci, utilizzate per collegare la TV all’antenna) del diametro di circa 300 nanometri (un capello umano in media ha un diametro di 70 micron, ovvero 70000 nanometri), in grado di trasportare un segnale ottico appositamente preparato (la luce visibile infatti ha una lunghezza d’onda che varia tra i 380 e i 750 nanometri). Questa miniaturizzazione permetterà in linea teorica di utilizzare la tecnologia ottica per realizzare circuiti informatici, al posto dei normali transistor. Il vantaggio che si ottiene è la grande velocità del mezzo ottico rispetto ai comuni dispositivi elettronici. Un’altro campo d’applicazione potrebbe essere la medicina, per realizzare strumenti (come quelli endoscopici) sempre meno invasivi.

dicembre 1, 2006

Medicina e Nanotecnologie – Micropompe “cardiache”

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Micropompa a cellule cardiacheLa medicina e le nanotecnologie registrano un’importante novità proveniente dal Giappone: i ricercatori hanno messo a punto una micro-pompa costituita da una sfera cava di polimero flessibile cui vengono applicati dei tubicini alle estremità. La sfera viene poi rivestita di cellule cardiache di topo fatte riprodurre in coltura. In questo modo è possibile far contrarre ritmicamente la camera di polimero, in modo molto simile al cuore primitivo di certi esseri viventi (come i vermi).

Ovviamente non servono batterie: basta che le cellule cardiache si trovino in una soluzione ricca di nutrienti (come potrebbe essere il sangue). In questo modo il dispositivo potrebbe tornare utile in tutte le situazioni mediche in cui c’è bisogno di una pompa ma non è facile ottenere una fonte di energia tradizionale. Ci sono altri approcci disponibili, tra cui micropompe attuate da polimeri controllati tramite particolari elementi chimici o tramite impulsi elettrici, tuttavia i ricercatori giapponesi vorrebbero presto migliorare la loro invenzione aggiungendo camere e valvole: in questo modo si può ipotizzare che un giorno saremo forse in grado di ricreare un cuore “artificiale/naturale”.

aprile 2, 2006

Batteri jet

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Jet Propelled bacteriaLo sapevate che i primi inventori della propulsione a jet (quella degli aerei, per intenderci) sono batteri? E’questo il risultato raggiunto da uno studio di Andrey Dobrynin della University of Connecticut negli USA. Si è scoperto che alcuni micobatteri (che vivono nel suolo) utilizzano un getto di “slime” per ricavare la forza necessaria a muoversi lungo le superfici. Per lungo tempo si è ritenuto che questo “slime” fosse utilizzato come lubrificante: in realtà si è scoperto che questi microorganismi sono dotati di 250 pori dai quali espellono il materiale “propellente”, raggiungendo quindi ragguardevoli velocità pari a 10 micrometri al secondo! I ricercatori sperano che questa scoperta possa fornire nuove idee per la propulsione di agenti nanotecnologici.

marzo 19, 2006

Cellule ossee su nanotubi di carbonio

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Cellule Ossee su nanotubi di carbonioIn questo articolo viene spiegato come i ricercatori della University of California siano riusciti in un esperimento a far crescere cellule ossee su una struttura di nanotubi di carbonio. In pratica questa applicazione, se si riuscirà a valutare appieno le interazioni di questi nanotubi con l’organismo vivente, potrebbe permettere di introdurre nuovi rivoluzionari trattamenti medici nella cura di lesioni alle ossa, malformazioni e quant’altro. Facendo un paragone abbastanza colorito, si potrebbe pensare alle strutture di nanotubi come ad una sorta di “ingessatura interna” grazie alla quale si può guidare la ricrescita del tessuto osseo. I problemi principali al momento sono rappresentati dalla risposta immunitaria e dalla necessità di ottenere nanotubi completamente privi dei metalli pesanti (nocivi) solitamente presenti dopo la lavorazione industriale necessaria per produrli. C’è già chi fantastica, pensando a ipotetici nanotubi di silicio per ottenere “arti intelligenti” … l’uomo bionico è dietro l’angolo?

marzo 15, 2006

Micro-mondi e innovazione

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BatteriDurante la mia quotidiana consultazione delle notizie in internet, ne ho trovate due particolarmente interessanti, anche se si tratta perlopiù di idee non ancora pienamente realizzabili. La prima notizia riguarda studi portati avanti da biologi e geochimici per creare piccole “batterie organiche” a batteri, in grado di alimentare svariati micro dispositivi. La seconda notizia riguarda invece un esperimento compiuto su topi per ridare parzialmente la vista agli animali che l’avevano perduta in seguito ad un danno cerebrale, tutto questo grazie all’impiego di nanotecnologie. Potete seguire i link agli articoli per saperne di più: fuel-cell a batteri e nanotecnologie curative.