22 anni dopo Chernobyl
Dopo aver perso la giornata di ieri per raccontare cose fantasiose, inutili e francamente noiose (mea culpa), oggi mi impegno a ricordare un evento che è avvenuto non troppo tempo addietro.
Era la primavera del 1986. Io ero piccolo allora, avevo 5 anni. Eppure mi ricordo quel giorno strano, durante il quale mia madre (con la premura tipica di un genitore) mi proibì di uscire di casa perchè a suo dire "era pericoloso". Ricordo anche che per qualche tempo non mangiammo più gli ortaggi che crescevano nell'orto e non bevemmo latte. Io all'epoca non capivo molto, specialmente quando alla TV sentivo parlare di un luogo dal nome strano come Chernobyl, che sembrava collegato a quelle strane disposizioni.
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L’Italia e il nucleare
Una piccola considerazione relativamente al ventilato rientro dell'Italia nel circolo "nucleare", anche in luce del recente allarme nella centrale slovena: se l'autocontrollo dell'opinione pubblica italiana sul tema nucleare è pari a quello di un ragazzino dodicenne pieno di ormoni fino alla punta dei capelli davanti a un calendario di Elisabetta Canalis, allora è meglio che il nucleare lo lasciamo perdere altrimenti finisce come a Caorso per la seconda volta, e sarebbe veramente da super babbazzi di minchia.
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