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Mi scuseranno i latinisti per lo scempio del titolo In realtà il titolo è stato corretto da DFC, il mio era “De fontis manifestis” (na cazzata). Sono andato a memoria, in più ho tradotto letteralmente il termine OpenSource. Sono abbastanza sicuro del fontis (genitivo, giusto), un po’ meno del manifestis (manifestæ ?) ma vabbè. Del resto le ultime versioni le ho fatte ben più di un lustro fa. Mi scuserà anche DFC per aver scimiottato un suo ultimo titolo, del resto però questo post è frutto delle diatribe avute proprio a casa sua quindi in qualche modo bisognava ricollegarsi. Per riassumere, tutto nasceva da un suo post a commento di un articolo del blasonato Beppe Grillo. Vorrei quindi cercare, se mi è permesso, di fare maggiore chiarezza sul concetto di Open Source, che in molti non hanno capito (e che Beppe Grillo ha DISTORTO in maniera alquanto dannosa). Read it all..
De liberis fontibus natura – Considerazioni sull’Open Source
Open Source Windows
Tutti ormai conoscono il concetto di opensource. Per chi non lo sapesse, riporto qui la definizione data da Wikipedia:
In informatica, open source (termine inglese che significa sorgente aperto) indica un software rilasciato con un tipo di licenza per la quale il codice sorgente è lasciato alla disponibilità di eventuali sviluppatori, in modo che con la collaborazione (in genere libera e spontanea) il prodotto finale possa raggiungere una complessità maggiore di quanto potrebbe ottenere un singolo gruppo di programmazione
Questo tipo di licenza permette quindi lo sviluppo di programmi e applicazioni complesse e funzionali che molto spesso rimangono gratuite. Per molto tempo questo tipo di programmi, alla base di Linux, è rimasto precluso all’ambiente Windows: tuttavia negli ultimi anni si è assistito ad un progressivo aumento dei programmi open-source anche per la piattaforma Microsoft. A questo punto, perchè rischiare denuncie e richieste di risarcimenti utilizzando software piratato quando ormai esistono versioni gratuite, legali e perfettamente funzionali degli stessi programmi che vi interessano? Date un’occhiata a questo link e scoprirete che ci sono applicazioni free per tutte le esigenze!
LAMP – OpenSource e Bug free?
Ok. Scusate la stupidata della lampada. Come ben saprete LAMP si riferisce ad un insieme di tecnologie software open-source per far girare siti web dinamici (Linux, Apache, MySql, Perl-PHP-Python). Girando in rete ho trovato questo interessante articolo. A quanto pare una ricerca sponsorizzata dal governo USA ha portato a risultati incoraggianti: lo stack LAMP avrebbe la più bassa percentuale di bug per riga di codice, su un totale di 17.5 milioni di righe di codice analizzate appartenenti a 32 progetti open-source. Più precisamente, si sono riscontrati mediamente 0.434 bug ogni 1000 linee di codice. L’analisi dello stack LAMP avrebbe invece totalizzato 0.29 bug ogni 1000 righe di codice. Dei software facenti parte dello stack, il peggiore è risultato essere PHP. In generale, il software “migliore” è risultato essere il popolare media player XMMS (0.051/1000) mentre la maglia nera è andata al tool Amanda (1.2/1000). Abbandonando le percentuali e passando ai termini assoluti, la maggior numerosità di bachi è stata riscontrata nel sistema grafico X (1681 difetti), la minore se l’è aggiudicata ancora XMMS (6 bachi). L’analisi è stata effettuata su 40 delle più critiche vulnerabilità di sicurezza e sugli errori più comuni presenti nel codice. Tuttavia non sono stati resi noti nei dettagli gli errori trovati. Sicuramente non si può dire che questa metrica misuri con assoluta certezza la sicurezza delle applicazioni (magari un programma potrebbe avere un solo baco grande come un grattacielo in grado di piallare il sistema in poche rapide mosse), sicuramente però è un risultato incoraggiante.


