Vortexmind: free your mind Tu ne cede malis sed contra audentior ito

2Jul/084

Il peggiore dei mali

Donna agonizzante ignorata in ospedale USA

La notizia è di ieri: una donna è stata lasciata morire nell'indifferenza generale di una sala d'aspetto in un ospedale americano. Negli articoli e nelle reazioni lette in rete si stigmatizzano la cattiva gestione ospedaliera ed il generale "cinismo" del sistema sanitario USA. Secondo me però il vero problema è un altro.

Fermo restando il comportamento inaccettabile del personale medico (con immediati licenziamenti in tronco dei dirigenti responsabili, peraltro, cosa che in Italia ci sogneremmo), la cosa che veramente mi sconcerta guardando quelle immagini è l'assoluta indifferenza delle persone che pur sono presenti nella stessa stanza con quella povera donna.

Tralasciando tutto il resto, sei in una stanza con un altro essere umano in stato di evidente sofferenza che cade a terra e non si muove più. Possibile, dico io, possibile che le persone sedute di fianco e di fronte non pensino di dover far qualcosa? Certo, sei in un ospedale e ti aspetti che il personale agisca... ma io trovo veramente orribile che nessuno provi almeno ad alzarsi e a controllare, se non dopo un lasso interminabile di tempo.

Non stiamo parlando di una rapina, o di un evento dove per intervenire sono oggettivamente richieste doti di freddezza e coraggio, forse persino di incoscienza. Bastava solo alzarsi e aprire gli occhi. Non oso immaginare come ci si possa sentire se dovesse capitare a noi: aver bisogno di aiuto ed essere ignorati. E'terribile.

Ecco, è questo che veramente mi terrorizza. E' l'indifferenza il peggiore dei mali, specie al nostro tempo. Si aspetta sempre che intervenga qualcun altro: un'altra persona, un'autorità, lo Stato, qualche immaginario santo protettore ... è sempre dovere degli altri ... sempre ...

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10Jun/082

Rene per rene

Codice di Hammurabi

In riferimento alla prima notizia riportata dal Comandante Nebbia (per chi non ha voglia di cliccare è la storia dei medici milanesi indagati per omicidio e sevizie) mi sento in dovere di fare un appunto. Se da un lato è vero che il Codice di Hammurabi ha fatto il suo tempo, d'altra parte è anche vero che spesso e volentieri alcuni presupposti su cui si dovrebbe basare la necessità di indulgenza (la fondamentale bontà umana, la tendenza alla redenzione e compagnia bella) non sono verificati nell'evidenza pratica di tutti i giorni.

Che una persona, dotata di cultura (come può essere un medico o il notaio azzeccagarbugli), sicuramente non in condizioni di grave indigenza, decida freddamente di approfittarsi di altre persone inermi (che si affidano per necessità e bisogno a questi omuncoli) e di procurare loro indicibili sofferenze se non addirittura la morte, per potersi comperare il SUV o la casa a Cortina ... non lascia molto spazio alla riflessione.

Questi non sono poveracci disperati induriti dalla vita in mezzo alla strada (non che sia un'attenuante, intendiamoci). Sono bestie e basta.

Uno così lo prendi, gli pianti un chiodo chirurgico non sterilizzato in una gamba (senza anestesia), gli asporti a caso un rene e un polmone (le palle già non le hanno fornite di default), lo suturi e lo disinfetti, gli dai una pacca sulla spalla e tanti saluti, senza rancore.

Poi ci manca solo che lo psiconano tachicardico si metta a eliminare le intercettazioni, così faccende simili non salirebbero nemmeno agli onori della cronaca.

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5Jan/073

L’Espresso – Il Policlinico degli Orrori

Lo so, è già stato riportato da molti. Però credo sia il caso di farlo girare il più possibile. Fabrizio Gatti (il giornalista dell'Espresso che già si era infiltrato nel CPT di Lampedusa per denunciare le condizioni con cui venivano trattati gli immigrati), questa volta ha realizzato uno scioccante servizio sulla malasanità al Policlinico Umberto I di Roma. Sporcizia, fumo ovunque, privacy non rispettata, sprechi, materiale biologico e radioattivo alla portata di chiunque. C'è veramente da farsi venire il voltastomaco. E stiamo parlando di uno dei più grandi ospedali al mondo.

79.500 sono i pazienti trattati nel 2005
118 milioni di euro: è il debito dell'Umberto I alla fine del 2006
323 mila euro: è quanto perde ogni giorno
90 mila: sono i metri quadrati coperti occupati dalle strutture ospedaliere
1.337 sono i posti letto
5.678 sono i dipendenti delle strutture assistenziali
325 sono i primari
2.031 sono gli infermieri
1888 è l'anno in cui, il 19 gennaio, venne posta la prima pietra

Non perdetevi il servizio (sia video che testo). E la colpa non è solo della politica: chi lavora lì dentro è gente comune, dallo spazzino che se ne sbatte delle regole al grande primario che chiude gli occhi. Forse è il caso di smetterla con la politica da stadio, e di incominciare a coalizzarsi trasversalmente per chiedere a chi è al governo (in questo momento la sinistra) di cominciare ad occuparsi seriamente della perdita totale del senso della responsabilità e dello Stato che affligge certe strutture e molti ambienti. Al di là della politica.

E'giunto il momento di superare la logica del "responsabile ad ogni costo": la cosa più importante è porre rimedio ai problemi, poi quando ci sarà tempo si potrà indagare sulle cause. Io non riesco più a sopportare le coalizioni che, su qualsiasi tema (economia, infrastrutture, sanità), non fanno altro che darsi la colpa a vicenda distogliendo l'attenzione dal problema che continua imperterrito a palesarsi! Basta, avete veramente rotto i coglioni. E hanno rotto i coglioni anche tutti gli imbecilli (tra la gente comune) che pensano di essere allo stadio e non capiscono che è la loro vita quotidiana a fare da pallone, presa a calci da imboscati, paraculati e mafiosi.

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