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Who controls the past, controls the future. Who controls the present, controls the past.
luglio 27, 2007

Cannabis e disordini psicologici

Author: Vortexmind - Categories: Scienza - Tags: , , , , , , , , , , , , , , ,
Cannabis

E’da poco uscito un nuovo studio che evidenzia l’esistenza di una forte correlazione tra l’uso di cannabis (specialmente in giovane età) e l’aumento del rischio di sviluppare sindromi psicotiche in età adulta (come, ad esempio, la schizofrenia). Sembra inoltre che l’aumento dell’incidenza (41% in più, mediamente) sia strettamente legato alla quantità consumata, con forti consumatori tre volte più a rischio di chi è fumatore “occasionale”.

La ricerca, condotta da ricercatori inglesi, è stata portata avanti verificando e incrociando i risultati di altri 35 studi storici sugli effetti a lungo termine (da uno a ventisette anni) del THC sull’organismo. Sono stati ovviamente esclusi dagli studi i soggetti che presentavano sintomi di patologie psicologiche pregresse all’uso della droga. Read it all..

maggio 26, 2007

La violenza nei videogiochi

Author: Vortexmind - Categories: Games - Tags: , , , , , , , , , , , , ,

Ripropongo un articolo che ho pubblicato originariamente su MenteCritica, dando modo a tutti di essere illuminati dalla mia dotta e impareggiabile opinione

CarmageddonUSA. Paul Hwang, diciassettenne americano iscritto alla Clements High School viene espulso dalla propria scuola dopo aver diffuso in internet una mappa di gioco di Counter-Strike. La mappa infatti è una fedele riproduzione tridimensionale dell’edificio della Clements, e qualche genitore allarmato ha pensato che il ragazzo si stesse “allenando” in virtuale, aumentando il proprio senso tattico della zona prima di rendere operativa una classica missione “search & destroy” nell’istituto.

La casa dello studente, sottoposta a perquisizione da parte degli agenti di polizia, ha portato alla luce una pericolosissima arma di distruzione di massa: un martello dall’aspetto minaccioso. Fortunatamente gli agenti non sono riusciti a inoltrarsi fino al laboratorio di bricolage del padre, dove avrebbero potuto facilmente scovare pericolosissime sparachiodi a la Quake. Allo studente è stato inoltre proibito severamente di partecipare alla cerimonia di diploma. Pensano infatti che possa nascondere pericolosissime stellette ninja all’interno del celebre cappello nero.

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dicembre 29, 2006

Psicofarmaci – Il nuovo oppio dei popoli

Author: Vortexmind - Categories: News, Scienza - Tags: , , , , , , , , , , , , , , ,

FarmaciE'sempre così. Da una parte si porta avanti una lotta senza quartiere verso le droghe "cattive" (spesso e volentieri meno dannose di quelle legali). Dall'altra c'è un intera categoria di droghe legali, dannose tanto quanto quelle illegali (se non di più), quando vengono assunte in quantità eccessive. Del resto questo è molto facile, data la loro legalità. Poi esistono anche le droghe "buone": queste, oltre ad essere legali, sono tollerate e prescritte quotidianamente dai medici, e sono oggetto di studio delle case farmaceutiche.

Nella maggior parte dei casi i medicinali, se assunti correttamente, sono indispensabili per la salute ed il trattamento di numerose patologie. Gli avanzamenti nella medicina sono sicuramente dovuti anche ai grandissimi progressi che sono stati fatti nel campo della ricerca farmaceutica. Questi progressi però hanno indotto grandi profitti, ed è qui che in certi casi il guadagno economico ha avuto la meglio sull'etica professionale. Basti pensare al costo della profilassi per contrastare l'AIDS.

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marzo 28, 2006

The Multitasking Generation

Author: Vortexmind - Categories: News, Scienza, Surfing The Net - Tags: , , , , , , , , , , , ,

Time Cover - The Multitasking GenerationLeggendo sul giornale oggi sono venuto a conoscenza di questo articolo del “Time” dove si fa una dissertazione su un aspetto delle nuove caratteristiche personali che l’informazione di massa ha impresso alla nostra società, e in special modo alle nuove generazioni: è infatti nota a tutti la particolare capacità dei giovani di essere in grado con più facilità di eseguire più operazioni “in parallelo”, specialmente per quanto riguarda l’interazione con i nuovi media (comunicazione ed entertainment in testa). Ditelo, chi di voi non si ritrova un PC con 10 finestre aperte, un paio con listati di codice, un’altro è iTunes, altre tre sono rispettive conversazioni con altre persone via IM, il resto sono finestre del browser e documenti vari che state leggendo o editando … magari mentre squilla il cellulare e qualche persona intorno a voi cerca di ottenere la vostra attenzione? Questo è il “background” che Elinor Ochs, una studiosa dell’UCLA, sta vagliando con una sperimentazione che coinvolge 32 famiglie a Los Angeles. Secondo altri studi, si calcola che i ragazzi americani tra 8 e 16 anni passino mediamente 6.5 ore al giorno davanti al PC, ma che il “tempo reale” di fruizione dei media diventi di 8.5 ore se si considerano le attività svolte in parallelo (navigare e ascoltare musica ad esempio). Il problema è che le attività svolte in “multitasking” vengano effettuate con qualità peggiore rispetto a quelle svolte in sequenza: proprio come nei processori veri, il “cambio di contesto” (svolto nel cervello nella cosidetta Area 10 di Brodmann) induce a una perdita di efficienza e a maggior possibilità di incorrere in errori. E siamo solo agli inizi: gli studi in questo settore sono appena iniziati. Forse l’ “overdose di informazioni” potrebbe rivelarsi dannosa a lungo termine?

marzo 26, 2006

Più sei incompetente, meno te ne accorgi

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Sarebbe questo il risultato di una ricerca effettuata da due studiosi del Dipartimento di Psicologia della Cornell University (Justin Kruger e David Dunning). Si parte dal presupposto che le persone tendono naturalmente a sopravvalutare le proprie capacità rispetto a quelle altrui. E’evidente tuttavia che per un semplice fatto statistico non è possibile che la maggior parte delle persone sia “meglio” della media! Ecco le ipotesi da verificare postulate dai due ricercatori (qui il link all’articolo completoqui il link allo studio):

  • Gli incompetenti tenderanno a sovrastimare notevolmente le proprie capacità rispetto alle persone competenti, quando verrà loro chiesto di giudicare il proprio operato
  • Gli incompetenti avranno una maggior deficienza per quanto riguarda le capacità metacognitive (in particolar modo la capacità di distinguere l’accuratezza dall’errore), e quindi non sapranno valutare correttamente le competenze altrui
  • Conseguentemente a quanto sopra, non saranno in grado di “aggiustare” la propria autovalutazione, nemmeno traendo beneficio dagli scambi sociali e interpersonali con le altre persone
  • Si giunge al paradosso: l’unico modo per riuscire a rendersi conto della propria incompetenza, è l’acquisto di una maggior competenza!

Lo studio si è svolto fornendo dei test eterogenei alle persone facenti parte del campione, richiedendo poi ai partecipanti di effettuare un’auto-valutazione (da comparare con il risultato effettivo). Gli esiti sono stati in linea con quanto postulato: non solo si è confermato che mediamente chi era andato peggio era anche quello che più si era sopravvalutato, ma si è anche visto che i migliori tendevano a sottovalutare le proprie capacità.

Ora che avete letto, pensate che questi risultati fossero in realtà prevedibili? Non è che anche voi sovrastimate la vostra capacità di “indagare la psicologia umana”? smiley Come disse Bertrand RusselThe trouble with the world is that the stupid are cocksure and the intelligent are full of doubt

febbraio 23, 2006

Bullet Time – L’uomo e il tempo

Author: Vortexmind - Categories: Surfing The Net - Tags: , , , , , , , , ,

Per ognuno di voi il tempo ogni giorno gioca un ruolo fondamentale. Ma esso è qualcosa che “procede” indipendentemente da noi oppure c’è qualcosa di più? Ricerche (attuali e non) sembrerebbero dimostrare che la nostra mente è effettivamente in grado di definire una propria “concezione temporale” che è legata all’individuo e non allo “scorrere del mondo circostante”.

Nel 1962 Michel Siffre, mentre studiava il movimento dei ghiacciai dall’interno di una grotta, ha deciso di compiere un altro esperimento: lasciare a casa l’orologio e vivere semplicemente seguendo i propri bioritmi, senza essere influenzato quindi dallo scorrere del giorno e della notte. L’esperimento è andato avanti per due mesi, alla fine dei quali si è scoperto che, pur avendo perso qualsiasi senso del tempo “normale”, il suo corpo aveva comunque mantenuto un ritmo interno (rispetto alle funzioni biologiche) di circa 24 ore. Si è poi scoperto che questi ritmi sono determinati dall’attività di una ghiandola (nucleo soprachiasmatico), la quale impartisce “il ritmo” al resto del corpo tramite ormoni e input nervosi.

Tuttavia questa non è l’unica esperienza temporale che abbiamo. Read it all..