Se prima ero un ciclista a metà, nel senso che l’immancabile incontro con un professionista (ovvero con uno di quelli bardati, non chiedetemi le differenze tra pro, semipro, amatori e vari eventuali perchè non le so) nella corsia opposta era causa di ilarità e sconcerto per la mia tenuta alquanto variegata, da oggi nessuno potrà dirmi più nulla perchè sono finalmente asceso nell’empireo dei “ciclisti seri” (da strada ovviamente, i mountain bikers sono collocati nello stessa classe dei neofiti con le rotelle), dopo aver finalmente acquistato:
- Nr.1 paio di scarpe tecniche con attacchi (i pedali appositi già li avevo da un anno)
- Nr.1 casco aerodinamico di protezione
- Nr.1 pompa con manometro che mi permette di preparare al meglio le ruote a seconda dell’asfalto (l’importante è crederci)
Ovviamente, ieri che ero chiuso in laboratorio a concepire innovazione c’era un sole che spaccava i sassi, mentre oggi che ho fatto gli acquisti non ha smesso di piovere un secondo, e non potrò deliziare i miei concittadini cadendo come un pirla a un semaforo dopo una prevedibile crisi di panico, essermi dimenticato di avere gli attacchi e non più le scarpe normali da ginnastica. Peccato.



