Cellule Staminali nel liquido amniotico
Forse ci siamo. Un articolo pubblicato su Nature informa infatti la comunità scientifica che è possibile isolare cellule staminali nel liquido amniotico. Queste cellule ovviamente potranno essere utilizzate per la ricerca medico-scientifica (e speriamo anche per eventuali nuove terapie). Il liquido amniotico è "facilmente reperibile", e può essere prelevato senza incorrere in tutti gli interrogativi etico-morali che si innescherebbero utilizzando invece gli embrioni umani. Le cellule presenti non sono vere e proprie cellule staminali embrionali, ma un nuovo tipo di cellule ad uno stadio intermedio che sembrano comunque molto promettenti dal punto di vista scientifico. Basti pensare che per questa ricerca è stato utilizzato il liquido amniotico "di scarto" proveniente dai comuni esami di amniocentesi. Ovviamente la prudenza è d'obbligo, vedremo come si evolverà la ricerca in questo campo.
Print this post
Robot swarm – Robotica collaborativa – biomimetica
E'possibile per un insieme di robot "stupidi" riuscire a collaborare per ottenere un obiettivo comune non soddisfacibile da un singolo agente? Questo è quello che hanno dimostrato i ricercatori alla libera università libera di Bruxelles tramite semplici esperimenti (di cui sono disponibili due filmati). I robot non possono comunicare tra loro, e possono agire solamente secondo quanto rilevano nell'ambiente attorno a loro tramite i sensori. Questo comportamento è simile a quanto avviene nel mondo animale tra gli insetti che operano in gruppo (come, ad esempio, le formiche).
Nel primo esperimento un gruppo di robot collabora per trasportare un oggetto fornito di led rossi verso un obiettivo luminoso. L'oggetto non è ovviamente trasportabile da un singolo robot. Nel secondo esperimento un insieme di robot collabora per mappare un percorso tra due obiettivi (uno con led blu, l'altro con led rossi). Un robot singolo non è in grado di "vedere" entrambi gli obiettivi, per cui deve per forza collaborare con gli altri per raggiungere lo scopo. Ogni robot ha un insieme di istruzioni software molto semplici: tuttavia grazie alla collaborazione è in grado di portare a termine compiti complessi.
Che dire, un interessante esempio di biomimetica. Il team di sviluppo è coordinato dal professor Marco Dorigo, e questo è il sito del progetto. Qui il link alla news su News Scientist.
Print this post
Droghe – Il punto della situazione
Nei giorni scorsi sono finalmente state pubblicate le tabelle legislative che regolano la quantità di droga massima da considerarsi per uso personale: ad esempio si parla di 500mg di THC e di 750mg di cocaina (quantità in principio attivo presente nella droga sequestrata, diversa dal peso reale della sostanza sequestrata che è ovviamente maggiore). La differenza principale rispetto alla legge precedente è che l'uso personale ora viene non solo deprecato e segnalato, ma anche punito con ammende salate e sanzioni amministrative (tra cui, ad esempio, il ritiro della patente). Ora dico io: che senso ha basarsi sul principio attivo? Come fa uno a sapere a priori quanto principio attivo è contenuto nel "fumo" che ha in tasca (dato molto variabile)? E soprattutto, come si fa a paragonare droghe totalmente diverse mettendo tutte le sanzioni sullo stesso piano? 750mg di cocaina sono un grammo e mezzo al 50% . Ammesso che ci riesca, uno che si fuma venti canne non sarà mai pericoloso come uno che si è pippato un grammo e mezzo di coca. E poi, a cosa serve tutto questo proibizionismo, se è vero che quest'anno l'Italia è passata al settimo posto in Europa per consumo di cannabis, superando la tanto bistrattata Olanda? Mah ... ad ogni modo se proseguite nella lettura dell'articolo troverete i risultati di un interessante studio sul consumo di THC!
Print this post
LSD Trip Drawings
Come cambia la percezione sotto l'effetto di allucinogeni? Per averne un'idea senza ingerire strane droghe e rischiare di rincorrere cammelli viola per le strade della vostra città, potete dare un'occhiata a questo link: si tratta di una serie di disegni effettuati da un'artista durante un "trip" indotto dalla somministrazione di LSD (dietilamide-25 dell'acido lisergico, una delle più potenti droghe allucinogene, scoperta nel 1938 dal chimico svizzero Albert Hofmann). L'esperimento, svolto negli anni '50, fa parte di una serie di test svolti dal governo USA per sondare a fondo gli effetti di questo potente allucinogeno.
Alla "cavia" sono stati somministrati 100 microgrammi di LSD in due fasi distinte, dopodichè ad intervalli regolari è stato chiesto all'artista di effettuare dei ritratti avendo a disposizione vari strumenti quali penne, pastelli, carboncini e tempere. E'interessante notare il progredire degli effetti della droga che portano l'artista a disegnare ritratti sempre più visionari ed astratti ... così come è interessante notare le osservazioni sui comportamenti fatte dai supervisori. Da guardare!
Print this post
Batteri jet
Lo sapevate che i primi inventori della propulsione a jet (quella degli aerei, per intenderci) sono batteri? E'questo il risultato raggiunto da uno studio di Andrey Dobrynin della University of Connecticut negli USA. Si è scoperto che alcuni micobatteri (che vivono nel suolo) utilizzano un getto di "slime" per ricavare la forza necessaria a muoversi lungo le superfici. Per lungo tempo si è ritenuto che questo "slime" fosse utilizzato come lubrificante: in realtà si è scoperto che questi microorganismi sono dotati di 250 pori dai quali espellono il materiale "propellente", raggiungendo quindi ragguardevoli velocità pari a 10 micrometri al secondo! I ricercatori sperano che questa scoperta possa fornire nuove idee per la propulsione di agenti nanotecnologici.
Print this post
Circuito molecolare da 50 Mhz
Secondo questa news alcuni ricercatori della IBM (in collaborazione con 2 università americane) avrebbero assemblato un microcircuito sopra un nanotubo di carbonio! Il circuito è largo un quinto di un capello umano (18 micrometri) ed è visibile solamente al microscopio elettronico! Il design presentato comprende 12 transistor, e al momento non ha alcuna capacità di processing sostanziale. Tuttavia grazie alla sua implementazione si è riusciti a dimostrare che al momento è possibile spingere questo device fino a 50Mhz. Velocità ancora lontane dai GhZ dei circuiti tradizionali, ma pur sempre 100.000 volte più veloci dei precedenti circuiti basati su nanotubi. In ogni caso il futuro mostra la presenza di ibridi carbonio-silicio basati su nanotubi in grado di spingere al massimo le prestazioni. Chi vivrà ... (read more | digg story)
Print this post
Cellule ossee su nanotubi di carbonio
In questo articolo viene spiegato come i ricercatori della University of California siano riusciti in un esperimento a far crescere cellule ossee su una struttura di nanotubi di carbonio. In pratica questa applicazione, se si riuscirà a valutare appieno le interazioni di questi nanotubi con l'organismo vivente, potrebbe permettere di introdurre nuovi rivoluzionari trattamenti medici nella cura di lesioni alle ossa, malformazioni e quant'altro. Facendo un paragone abbastanza colorito, si potrebbe pensare alle strutture di nanotubi come ad una sorta di "ingessatura interna" grazie alla quale si può guidare la ricrescita del tessuto osseo. I problemi principali al momento sono rappresentati dalla risposta immunitaria e dalla necessità di ottenere nanotubi completamente privi dei metalli pesanti (nocivi) solitamente presenti dopo la lavorazione industriale necessaria per produrli. C'è già chi fantastica, pensando a ipotetici nanotubi di silicio per ottenere "arti intelligenti" ... l'uomo bionico è dietro l'angolo?
Print this post
NASA – Back to the moon
Tempo di grandi piani per la NASA: a quanto si legge in questo articolo sembra che l'agenzia spaziale americana abbia deciso di concentrare gli sforzi per rimandare l'uomo sulla Luna. Questa volta però non si tratterebbe di una "semplice" passeggiata: i piani prevedono che nelle prossime decadi venga impiantata una base lunare rappresentante il "trampolino di lancio" per l'esplorazione di altri pianeti nel Sistema Solare, Marte in primis. Queste prospettive richiederebbero lo sviluppo di nuovi mezzi spaziali, ma per il momento si prevede di utilizzare inizialmente i razzi europei Ariane e le capsule russe Soyuz. In questo modo si potranno stanziare più fondi per la vera e propria "colonizzazione lunare".
Il piano di sviluppo è incentrato sul ritiro degli Shuttle, e sullo sviluppo di un nuovo mezzo di esplorazione denominato CEV (Crew Exploration Vehicle, i cui test di volo "automatico" sono previsti per il 2007). Inoltre, sempre per sostenere gli sforzi finanziari, la NASA cesserebbe il proprio supporto al progetto della Stazione Spaziale Orbitante (IIS) a partire dal 2013, in vista dei nuovi obiettivi.
Che dire: lo sviluppo dell'esplorazione spaziale è sempre stato uno dei miei sogni principali. Spero che si riescano veramente ad ottenere nuovi progressi in questa direzione! Sul sito della NASA potete trovare maggiori informazioni.
Print this post
MRAM – Magnetic RAM
Forse si potrà presto avere un nuovo tipo di memoria RAM persistente (ovvero che non si cancella allo spegnimento dell'alimentazione, come la RAM dei vostri calcolatori): pare infatti che i ricercatori della Universitat Autònoma de Barcelona (in collaborazione con l'Argonne National Laboratory (USA) siano riusciti a sfruttare un microscopico fenomeno magnetico (displaced vortex states) per realizzare una RAM magnetica persistente di dimensioni maggiori rispetto a quelle attualmente in produzione: questa infatti rappresenta la maggior problematica per le MRAM (che sono persistenti e veloci ma fino ad ora non abbastanza capienti per sostituire le DRAM oppure le memorie Flash). L'incremento di dimensioni è dovuto alla compattezza di questi "microvortici magnetici", che permettono di avere una maggiore densità senza incorrere in dannose interferenze tra di essi. Per avere più dettagli, seguite questo link.
Print this post



