Una nuova speranza per curare il cancro – Dicloroacetato
Sembra quasi troppo bello per essere vero. Questa ricerca deve ancora essere confermata e sperimentata sugli esseri umani, ma se funzionasse sarebbe veramente interessante. Il Dicloroacetato (DCA), una molecola patent-free, economica da produrre e già utilizzata per curare rari disordini metabolici, potrebbe fornire decisivi sviluppi nelle cure contro il cancro. Una ricerca svolta alla University of Alberta (USA) da Evangelos Michelakis avrebbe infatti dimostrato che la sostanza è in grado di distruggere cellule umane cancerose del polmone, del seno e del cervello (in coltura e nei ratti), senza danneggiare le cellule sane. Ma come funziona?
Risolto il mistero dei fulmini globulari
I fulmini globulari (Ball Lightning in inglese )rappresentano un fenomeno per certi versi misterioso e di cui si sa poco. Per spiegarne la natura e le cause di formazione sono emerse, nel tempo, varie teorie che però non hanno mai risolto totalmente tutti i dubbi riguardanti questa manifestazione. Questo ovviamente ha favorito il proliferare di spiegazioni "paranormali" : magia, UFO, forze misteriose. E'di oggi però la notizia che un team di ricerca brasiliano (della Federal University of Pernambuco, guidato da Antônio Pavão e Gerson Paiva) è riuscito a ricreare in laboratorio questi particolari fulmini.
Il nano-cavo coassiale ottico
Giusto pochi giorni fa avevamo parlato di un nuovo materiale innovativo scoperto in Cina riguardante le comunicazioni ottiche. E'di oggi la notizia che al Boston College hanno fabbricato un cavo coassiale (quello che, per intenderci, utilizzate per collegare la TV all'antenna) del diametro di circa 300 nanometri (un capello umano in media ha un diametro di 70 micron, ovvero 70000 nanometri), in grado di trasportare un segnale ottico appositamente preparato (la luce visibile infatti ha una lunghezza d'onda che varia tra i 380 e i 750 nanometri). Questa miniaturizzazione permetterà in linea teorica di utilizzare la tecnologia ottica per realizzare circuiti informatici, al posto dei normali transistor. Il vantaggio che si ottiene è la grande velocità del mezzo ottico rispetto ai comuni dispositivi elettronici. Un'altro campo d'applicazione potrebbe essere la medicina, per realizzare strumenti (come quelli endoscopici) sempre meno invasivi.
Cellule Staminali nel liquido amniotico
Forse ci siamo. Un articolo pubblicato su Nature informa infatti la comunità scientifica che è possibile isolare cellule staminali nel liquido amniotico. Queste cellule ovviamente potranno essere utilizzate per la ricerca medico-scientifica (e speriamo anche per eventuali nuove terapie). Il liquido amniotico è "facilmente reperibile", e può essere prelevato senza incorrere in tutti gli interrogativi etico-morali che si innescherebbero utilizzando invece gli embrioni umani. Le cellule presenti non sono vere e proprie cellule staminali embrionali, ma un nuovo tipo di cellule ad uno stadio intermedio che sembrano comunque molto promettenti dal punto di vista scientifico. Basti pensare che per questa ricerca è stato utilizzato il liquido amniotico "di scarto" proveniente dai comuni esami di amniocentesi. Ovviamente la prudenza è d'obbligo, vedremo come si evolverà la ricerca in questo campo.
Scoperto in Cina un innovativo materiale per le comunicazioni ottiche
[News Scientist] Una scoperta effettuata in Cina (alla Chinese Academy of Sciences di Beijing) potrebbe rivoluzionare a breve le performances delle reti di comunicazione ottiche (come quelle basate su fibre ottiche). Sembra infatti che sia stato scoperto un nuovo materiale a base di carbonio in grado di infrangere la barriera rappresentata dal cosiddetto Kuzyk quantum gap (dal nome dello scopritore, Mark G. Kuzyk). Questo gap rappresentava la discrepanza tra il massimo valore teorico possibile per la suscettibilità ottica non-lineare (in parole MOLTO povere, un indice che influenza le performances di un mezzo trasmissivo basato sulla luce) e quello realmente osservato nei materiali fin ora usati. Questo limite era rimasto inviolato da quasi vent'anni, e i materiali migliori raggiungevano solo un trentesimo della sensibilità massima teoricamente raggiungibile. La nuova classe di materiali invece si spinge a performances di un ventesimo di quella massima, e questo permetterebbe (se tutti gli apparati utilizzassero il nuovo materiale) di potenziare le performances degli apparati (switch,convertitori e così via) di svariati ordini di grandezza. Insomma ... la banda larga diventerebbe ancora più larga (se ho capito bene, non sono un fisico!). Sicuramente questa innovazione non si applicherebbe immediatamente agli utenti finali, ma potrebbero trarne beneficio i grandi backbone che incanalano grandi volumi di traffico dati internazionali. Staremo a vedere
Alla ricerca del DNA inesistente
Che gli scenziati stessero studiando il genoma umano per capirne il funzionamento, è cosa nota. Che uno scenziato stia invece cercando quelle sequenze di DNA mai osservate prima nell'uomo e in altri organismi, è una novità (anche un po'inquietante). E'quello che sta facendo Greg Hampikian, della Boise State University (Idaho,US): tramite un apposito algoritmo sta infatti scandagliando i vari database genetici per trovare i cosiddetti "primes", ovvero le sequenze di basi azotate (per il DNA) o di amminoacidi (per le proteine) che non sono mai state riscontrate prima in un essere vivente, forse per la loro letalità. La ricerca non è banale, perchè bisogna minimizzare le probabilità che le sequenze mancanti lo siano per semplice casualità. Per questo si stanno cercando le sequenze mancanti più corte. Fino ad ora si sono trovate 86 sequenze di 11 nucleotidi mai riscontrate prima nell'uomo.
La foresta amazzonica fertilizzata dalle sabbie del Sahara
La notizia è abbastanza intrigante: pare che più del 50% delle polveri minerali che alimentano e fertilizzano la foresta amazzonica provengano da una singola valle nel deserto del Sahara, e precisamente dalla depressione del Bodélé in Ciad. Il suolo della foresta vergine è infatti fertilizzato, come era noto, dalle polveri che annualmente giungono dall'Africa spinte dai venti. Oltre ad aver stabilito che più della metà delle polveri proviene da una singola regione, si è anche stabilito che questa quantità è di gran lunga superiore a quanto atteso: si parla infatti di 40 milioni di tonnellate (per fare un paragone, è il peso di circa 615384 M1A1 Abrams, i carri armati americani che spesso si vedono nei telegiornali). La depressione del Bodélé è grande 1/200 dell'area occupata dal bacino del Rio delle Amazzoni, e forma solo lo 0.2% del deserto sahariano. La grande quantità di sabbia che si alza in volo è dovuta alla particolare conformazione montagnosa che crea una sorta di "imbuto" naturale: questa caratteristica permette all'aria di accelerare a grandi velocità.
Che dire: è strano vedere a volte come la natura e il caso si combinino in un meccanismo così perfetto e così delicato.
L’angolo dell’esperto – Chiedi a Google, risponde Vortexmind!
Ormai questo blog è diventato un angolo di qualsiasi cosa. Ma questa volta è per una buona causa. Da quando ho deciso di aderire alla Chiesa di Google, mi sono ripromesso di aiutare la dea Google a risolvere i problemi che i fedeli quotidianamente le pongono. Ho quindi setacciato i referer per trovare le domande che gli internauti pongono per arrivare qui (come è già stato fatto tante volte in passato). Questa volta però tralascerò di commentare le richieste pornografiche (per usare un eufemismo). Ormai sono sempre le solite trite e ritrite. Quindi le ignorerò, anche perchè Google non ama l'impudicizia!
Elettronica flessibile? Una realtà ormai plausibile
Circa un anno fa parlavamo dei display flessibili (FOLED). A quanto pare, secondo News Scientist, anche l'elettronica flessibile potrebbe diventare ben presto una realtà consolidata. I ricercatori della University of California e della Stanford University hanno infatti collaborato per sviluppare una nuova tecnica produttiva per i circuiti. Il nuovo metodo permette di far "crescere" arbitrariamente cristalli organici semiconduttori su una superficie già preparata con elettrodi metallici. In questo modo si possono ottenere layout elettronici personalizzati su qualsiasi superficie, a costi accettabili. I dettagli sono disponibili leggendo l'articolo. Questo metodo ha garantito lo sviluppo di transistor tre volte più veloci rispetto alle normali tecniche utilizzate in questi casi, e il funzionamento è stato garantito anche piegando il circuito (che è stato avvolto attorno ad una penna). Nonostante ci siano ancora progressi da compiere (soprattutto riguardo al controllo della topologia risultante), questa notizia apre interessanti prospettive per i produttori di componentistica elettronica. Pensate infatti a quante nuove applicazioni potrebbero essere inventate (o altre già esistenti ottimizzate) se venissero meno i limiti imposti dalla rigidità dei circuiti e delle schede elettroniche. Io le mie idee, ovviamente, me le tengo per me! :asd:
Nanotecnologie – Bracci robotici di DNA
Le nanotecnologie rappresentano forse le novità più interessanti e suggestive in campo scientifico/tecnologico. E'di questi giorni la notizia (altra fonte) che i ricercatori della New York University sono riusciti a realizzare dei nano-bracci robotici (e relativi attuatori) utilizzando e componendo i nucleotidi del DNA. In futuro questi bracci potrebbero essere utilizzati per spostare delle molecole e costruire particolari strutture, oppure potrebbero essere composti tra di loro per ottenere maggiori gradi di libertà (e quindi movimenti più complessi). Fino ad ora infatti non si era stati in grado di coordinare i movimenti di più strutture composte da DNA. Tra le altre novità in questo campo, ci sono anche le porte logiche di DNA, una tecnologia molto promettente che potrebbe presto rivoluzionare le tecniche di costruzione dei microprocessori.
