Vortexmind: free your mind Tu ne cede malis sed contra audentior ito

27Apr/083

Annibale – Gianni Granzotto

Immagine di Annibale

Vi porto Annibale in casa. Ah, direte, una vecchia conoscenza. E vi metterete a squadrarlo di sotto in su, diffidenti e incuriositi, come abbiamo fatto per altri personaggi di cui s'è sempre sentito parlare e che ci sembrano familiari; ma dei quali per sicuro rimane soltanto un nome, essendo tutto il resto diventato misterioso come l'andar del tempo, confuso nell'approssimazione. Come una stanza male illuminata in fondo alla grande casa della memoria.

D'altronde che interesse può avere per un lettore d'oggi una storia vecchia di più di duemila anni? Che segni di vita ci possono arrivare da un passato di venti secoli?

Guardate cosa scrive Shakespeare nella Tempesta. Ci avverte che « il passato è soltanto un prologo » . Il prologo della nostra vita, alla quale tutto ciò che la precede appartiene come parte indistruttibile dell'esistenza. Annibale siamo noi, duemila anni fa. La sua storia è la nostra storia. E il ricordo che riusciamo a decifrarne è, in sostanza, un ricordo di noi stessi.

E'inutile obiettare che venti secoli sono un abisso così profondo da non poter scendervi dentro. Ogni cento anni si succedono tre generazioni. Mio nonno Giobatta, padre di mio padre, era nato nel 1861 insieme al regno d'Italia. All'epoca di Porta Pia aveva nove anni. Garibaldi, Mazzini, Vittorio Emanuele II erano ancora vivi quando egli già si stava facendo uomo. Me li descrisse come suoi contemporanei. E mi raccontò quel che aveva sentito da suo nonno, trevigiano, il quale era stato suddito della Serenissima. Un filo ininterrotto, dal Settecento fino a me.

Con questa cadenza di vita, sessanta nonni ci dividono oggi da Annibale. Sessanta nonni soltanto. Potrebbero stare tutti in quella stanza della memoria, cucitrice del tempo. E che dire dei luoghi, spettatori impassibili e fedeli del passato, testimoni che attendono solo di essere interrogati?

Bernard Shaw, nel prologo a Cesare e Cleopatra - un prologo che è poi eguale per ogni storia, se l'ieri è semplicemente l'inizio dell'oggi - fa recitare questa battuta : « Le stelle e il cielo senza nuvole sono nostri contemporanei, diciannove secoli e mezzo più giovani di quando li abbiamo conosciuti noi; ma dal loro aspetto non lo si potrebbe arguire »

Per Cartagine i secoli sono venti, ventidue. Ma il discorso non cambia. Basta saper guardare e Cartagine diventa viva, Annibale un contemporaneo del nostro ricordo, un uomo come noi, che « come noi viveva di pane, provava desideri, assaporava dolori, aveva bisogno di amici »

Ecco, ve lo porto in casa.

Questo è il prologo del libro. Dopo averlo letto, ho saputo subito che non avrei sprecato il mio tempo. Granzotto ci porta davvero Annibale in casa, dipingendo un affresco che racconta impeccabilmente una delle più grandi vicende mai avvenute al mondo, esplorando a fondo uno dei più affascinanti personaggi la cui esistenza ha lasciato un segno tanto indelebile quanto etereo. D'ora in poi, passare il Trebbia in bicicletta non sarà più la stessa cosa smiley

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22Jan/082

Parliamo di Politica

Iniziamo con le cose importanti. Dopo un intenso fuoco di preparazione con l'artiglieria pesante, le truppe cammellate di Fiamma Tricolore hanno effettuato un assalto diretto contro la bolla del Grande Fratello: grazie agli efficentissimi carri L3/35, il caposaldo è stato colpito duramente e i difensori sono stati obbligati ad abbandonare le posizioni registrando gravi perdite. Il comandante della piazzaforte, Alessia Marcuzzi, è riuscito con grave rischio a rientrare nelle proprie linee strisciando attraverso i campi minati e nascondendosi nei rifugi antiaerei. Fine delle cose importanti.

Ah no, mi dicono dalla regia che sta anche cadendo il Governo. E'un peccato, io pensavo che prima passasse la nuovissima proposta di legge elettorale, la cui metodologia di conteggio è spiegata esaurientemente in questo video dimostrativo.

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17Jan/0710

Accadde Oggi – Fine della cattività avignonese

Il Palazzo dei Papi ad AvignoneEra il 1377. Erano ben 68 anni che Roma e l'Italia si erano liberati del Papa. Questi infatti si era trasferito dai nostri cugini francesi, ad Avignone. Ma facciamo un piccolo riassunto e un salto indietro. Il Re di Francia, Filippo il Bello voleva far pagare l'ICI al clero. Papa Bonifacio VIII invece era di diverso avviso, e si oppose saldamente alla nuova Finanziaria facendo intervenire i suoi fedeli Cavalieri TeoDem nel Parlamento francese (tra i quali militava una certa Pauline Binettois). Filippo però non si fece fregare, e blindò il disegno di legge con il voto di fiducia fregando tutti. A quel punto il Papa dovette cedere e consentì il pagamento delle gabelle, finchè il famoso ministro Luis Zapatereux non cercò di introdurre i PACS in Francia. Lo scontro a quel punto proseguì a colpi di scomuniche ed eresie: un certo Sciarra Colonna (il trisavolo di Pannella) si mise persino a schiaffeggiare il Santo Padre.

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5Jan/073

L’Espresso – Il Policlinico degli Orrori

Lo so, è già stato riportato da molti. Però credo sia il caso di farlo girare il più possibile. Fabrizio Gatti (il giornalista dell'Espresso che già si era infiltrato nel CPT di Lampedusa per denunciare le condizioni con cui venivano trattati gli immigrati), questa volta ha realizzato uno scioccante servizio sulla malasanità al Policlinico Umberto I di Roma. Sporcizia, fumo ovunque, privacy non rispettata, sprechi, materiale biologico e radioattivo alla portata di chiunque. C'è veramente da farsi venire il voltastomaco. E stiamo parlando di uno dei più grandi ospedali al mondo.

79.500 sono i pazienti trattati nel 2005
118 milioni di euro: è il debito dell'Umberto I alla fine del 2006
323 mila euro: è quanto perde ogni giorno
90 mila: sono i metri quadrati coperti occupati dalle strutture ospedaliere
1.337 sono i posti letto
5.678 sono i dipendenti delle strutture assistenziali
325 sono i primari
2.031 sono gli infermieri
1888 è l'anno in cui, il 19 gennaio, venne posta la prima pietra

Non perdetevi il servizio (sia video che testo). E la colpa non è solo della politica: chi lavora lì dentro è gente comune, dallo spazzino che se ne sbatte delle regole al grande primario che chiude gli occhi. Forse è il caso di smetterla con la politica da stadio, e di incominciare a coalizzarsi trasversalmente per chiedere a chi è al governo (in questo momento la sinistra) di cominciare ad occuparsi seriamente della perdita totale del senso della responsabilità e dello Stato che affligge certe strutture e molti ambienti. Al di là della politica.

E'giunto il momento di superare la logica del "responsabile ad ogni costo": la cosa più importante è porre rimedio ai problemi, poi quando ci sarà tempo si potrà indagare sulle cause. Io non riesco più a sopportare le coalizioni che, su qualsiasi tema (economia, infrastrutture, sanità), non fanno altro che darsi la colpa a vicenda distogliendo l'attenzione dal problema che continua imperterrito a palesarsi! Basta, avete veramente rotto i coglioni. E hanno rotto i coglioni anche tutti gli imbecilli (tra la gente comune) che pensano di essere allo stadio e non capiscono che è la loro vita quotidiana a fare da pallone, presa a calci da imboscati, paraculati e mafiosi.

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4Dec/0614

La Bibbia citata in tribunale – Atto secondo

BibbiaSarà che mi appassiono per le cause perse: resta il fatto che questa storia della Bibbia citata in giudizio in un Tribunale italiano mi ha incuriosito parecchio. Ragionandoci a mente fredda ho pensato: magari è una bufala. Ma effettivamente il testo della citazione non sembra proprio contraffatto. Viene anche indicata la data della prima udienza (12 Gennaio 2007, XIII Sezione Civile del Tribunale di Roma). Farò un atto di "fede" e prenderò per buona questa citazione in giudizio senza verificare la veridicità della stessa smiley (anche perchè come potrei fare? Chiamare il Tribunale?)

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29Nov/060

TX Active®- Il cemento mangiasmog italiano

TX Active® - Cemento MangiasmogUna nuova arma contro l'inquinamento? Sembrerebbe di sì: la Italcementi (ditta bergamasca leader mondiale nei materiali da costruzioni) ha presentato un nuovo prodotto: Tx Active®, un additivo per prodotti cementizi in grado di ridurre attivamente l'inquinamento atmosferico. Il principio contenuto nella miscela (a base di Titanio) interagirebbe attivamente (tramite un processo fotocatalitico, ovvero alimentato dall'energia dei raggi solari) con gli inquinanti (come l'ossido di azoto) presenti in atmosfera e ne causerebbe la cristallizzazione. In questo modo questi composti inquinanti non rimangono in sospensione nell'aria ma vengono abbattuti. Sono già state effettuate sperimentazioni con esito positivo (anche a Roma e a Milano).

Tra le altre cose, pare che l'utilizzo di questo additivo non comporti grossi investimenti rispetto all'uso di malte/cementi tradizionali, e che aiuti a mantenere inalterati i colori. Inoltre i risultati di queste ricerche svolte dalla società italiana sono state confermate anche da numerosi istituti indipendenti. Che dire? Una buona notizia per le città assediate dallo smog, e un materiale da costruzione che forse permetterà di ottenere edifici più belli e utili contro l'inquinamento.

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This work by Paolo Tagliaferri is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-ShareAlike 3.0 Unported License.