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aprile 17, 2008

Le catene mail e la diffusione di virus

Author: Vortexmind - Categories: Informatica - Tags: , , , , , , , , , , , , , , ,

Una notizia che prendo come esempio per spiegare anche ai non esperti che le “catene di S.Antonio” che si propagano via mail spesso non solo sono inutili e fastidiose, ma possono anche contenere dei virus. E’recente la notizia relativa al trojan pro-tibet: approfittando della grande rilevanza internazionale che la questione sta avendo, qualche simpatico hacker cinese ha deciso di distribuire via mail un filmato in flash che, mentre intrattiene lo spettatore con un fumetto in chiave anti-cinese, installa silenziosamente un rootkit e un keylogger sul PC del malcapitato. In parole povere, esegue un programma che registra tutto ciò che scrivete su tastiera (comprese le password e i vostri dati privati) e lo invia altrove per essere sfruttato illegalmente.

Si direbbe che, nel 2008, questo argomento sia ormai conosciuto e assodato. Invece, a giudicare dalla quantità di robacce simili che mi vengono regolarmente inoltrate da amici e conoscenti, direi che scrivere questo post non è stata una cattiva idea!

maggio 24, 2006

Scam e internet cafè in Nigeria

Author: Vortexmind - Categories: News, Surfing The Net - Tags: , , , , , , , ,

Avete presente quelle mail di pishing che si ricevono e nelle quali si cerca disperatamente di fregarvi il vostro numero di carta di credito oppure i dati dei vostri account Paypal o Ebay e via dicendo? Ora pensate ad un internet cafè di quinta categoria nella città di Lagos (la capitale della Nigeria), e ad un ragazzino di 14 anni che smanetta davanti ad una postazione internet. Cosa c’entrano queste due cose tra di loro? Beh, il ragazzino passa dieci ore al giorno comprando oggetti online (portatili, TV, macchine fotografiche e via dicendo) utilizzando i dati rubati tramite le mail di pishing. Gli oggetti vengono spediti in Europa ad amici compiacenti, e poi vengono rivenduti sul mercato nero nigeriano (nessuno infatti si fiderebbe a spedire la merce direttamente nel paese africano!). Questi ragazzini vengono assoldati da “manager” senza scrupoli che li pagano per il tempo che spendono nella rete e per le conoscenze che hanno riguardo ai meccanismi di pishing e scamming. I ragazzi si prendono il 20%, il restante 80% viene preso per la maggior parte dal “manager”, mentre una quota viene mantenuta da parte per corrompere gli ufficiali governativi che dovrebbero far rispettare l’obbligo di istruzione dei ragazzi: questo lascia comunque nelle mani dei ragazzini una considerevole quantità di denaro, utilizzata per il sostentamento di intere famiglie! Questo è possibile perchè in Nigeria non esiste una legge coerente riguardo a queste attività, e praticamente nessuno nelle forze di polizia ha conoscenze tali per intervenire. Leggete tutta la storia su Fortune