Mi è venuta un’idea brillante: perchè non mando lei a fare statistica al posto mio?
Che ne dite?
Mi è venuta un’idea brillante: perchè non mando lei a fare statistica al posto mio?
Che ne dite?
Ve la ricordate Ripley in Aliens quando nel combattimento finale si mazzia con la regina aiutandosi con un esoscheletro? Ebbene, pare che questa cosa sia sempre più vicina alla realtà (anche se, come si fa spesso notare, il grossissimo problema sta nella fonte da cui prelevare energia e che limita la mobilità di questi mostri)
Questo è l’esoscheletro Sarcos della Raytheon. Inutile dire che un’applicazione del genere potrebbe essere inserita in parecchi ambiti, da quelli lavorativi a quelli medici, a quelli militari. Il concetto è quello di creare strutture ausiliarie da “indossare” in grado di assistere il lavoro muscolare umano e potenziarne le capacità.
Era da un po’che non leggevo i miei feed di notizie dalla comunità scientifica, e ne ho trovate alcune abbastanza curiose. Le ho raccolte qui per i miei cari lettori e lettrici
Per il momento è tutto, à la prochaine!
Presto le automobili robotiche di tanti film di fantascienza diverranno realtà? E’ancora presto per dirlo, sicuramente però c’è un grande sforzo di ricerca in questa direzione (anche per gli evidenti risvolti militari di questa applicazione). Fatto sta che pochi giorni fa l’Urban Challenge (DARPA) è stata vinta dal prototipo della Carnegie Mellon. Quest’anno la gara è stata particolarmente significativa, perchè comprendeva anche un percorso urbano (con automobili in circolazione) e le automobili robotizzate hanno dovuto risolvere problemi molto comuni (stop, sorpassi, distanze di sicurezza, inversioni e via dicendo).
La cosa interessante da notare è che, nel complesso, quest’anno molte delle automobili partecipanti sono riuscite a completare i test, e la discriminante per la vittoria è stata la velocità di esecuzione. Questo è un buon indice dei progressi fatti rispetto all’ultima edizione.
A quando l’edizione con tanto di pedoni? Sarà un successo o Carmageddon?
Una nuova scoperta nel campo della chimica potrebbe aprire nuove strade per la creazione di materiali innovativi in grado di modificare la loro composizione a seconda della forza meccanica ad essi applicata. Un team di sviluppo della University of Pennsylvania ha scoperto una molecola (Benzociclobutene – BCB) che è in grado di spezzare i propri legami chimici con un polimero se sottoposta a ultrasuoni. Una volta rotti i legami, il BCB diventa instabile e si riconfigura con altre molecole instabili, permettendo quindi di ottenere modifiche chimiche a partire da una stimolazione meccanica (gli ultrasuoni). L’obiettivo principale è creare dei materiali plastici in grado di “auto-ripararsi” o di diventare “più o meno resistenti” a seconda della situazione (come, ad esempio, le ossa). Per risultati simili tuttavia ci sarà da attendere: nel frattempo però i ricercatori sperano di ottenere presto un materiale in grado di cambiare colore a seconda dello stato di “stress meccanico”. Si può pensare, ad esempio, ad una corda da arrampicata che diventa rossa qualora si comincino a spezzare troppi legami nel materiale (rendendola quindi più fragile)
Oggi pomeriggio dal cosmodromo di Baikonur è stato lanciato il telescopio spaziale COROT. L’acronimo sta per Convection Rotation and planetary Transits, e indica la capacità dello strumento di effettuare misurazioni astrosismologiche, nonchè di misurare la variazione di luminosità di una stella al passaggio dei pianeti di fronte ad essa. La seconda capacità è quella più interessante: infatti la sensibilità di COROT è tale da permettere un buon rilevamento dei pianeti rocciosi (come la Terra). Questi pianeti infatti, in contrapposizione ai giganti gassosi (come Giove), sono più difficili da rilevare perchè la variazione di luminosità (che è il fenomeno misurabile che ci permette di scoprire la presenza di corpi nello spazio) è proporzionale alla massa che perturba il campo gravitazionale. Il satellite resterà in orbita attorno alla Terra, e la sua posizione permetterà di osservare un determinato settore di cielo per 150 giorni consecutivi: la missione durerà due anni e mezzo. Maggiori informazioni qui
Mentre ero via in vacanza si è accumulata una mole immensa di articoli carini da leggere: ovviamente non posso riportarli tutti, quindi ho scelto di riproporre in italiano quelli più interessanti. Il primo articolo riguarda un esperimento effettuato da Gustav Kuhn, della University of Durham (nel Regno Unito). L’esperimento serve a dimostrare che vista e percezione agiscono in modo indipendente nel nostro cervello, e questo spiega molte delle “illusioni” cui siamo soggetti (siano esse “magiche” o no). In questo modo si dimostra che è possibile alterare la nostra percezione di un fenomeno senza necessariamente alterare la vista del fenomeno stesso, e cioè che non bisogna necessariamente fidarsi ciecamente di ciò che si vede. Read it all..
Avete mal di testa? Una bella slinguazzata con una gnocca vi farà stare meglio. In alternativa potreste prendervi a sputi con il vostro peggior nemico. A quanto pare, secondo New Scientist, i ricercatori dell’Istituto Pasteur di Parigi hanno scoperto una nuova molecola nella saliva. La sostanza trovata (dubbed opiorphin, in italiano non saprei tradurla) sarebbe fino a 6 volte più potente della morfina, da quanto è emerso da test per la soppressione del dolore effettuati sui topi. Essendo la molecola di struttura molto semplice, sarebbe possibile riprodurla facilmente in grandi quantità, inoltre non dà la dipendenza propria degli oppiacei: tuttavia sono ancora da verificare eventuali effetti collaterali così come altre proprietà della sostanza (pare avere effetti anti-depressivi … e la cosa non mi sorprende vedi le attività che ho sopra citato). Insomma, alla fine il vecchio consiglio della nonna di “leccarsi una ferita o una puntura d’insetto” in mancanza d’altro si dimostra pregno di saggezza!
Un’idea che non è nuova (tempo fa si pensava di fare una cosa simile nel Regno Unito con un dissuasore stradale di velocità): perchè non sfruttare la folla metropolitana che ogni giorno si riversa nelle strade per generare energia elettrica? E’la domanda che si pongono alcuni ricercatori (sempre nel Regno Unito) e che è contemplata in questo articolo. L’idea è di convertire tutto quello che fa parte del normale caos cittadino (vibrazioni di camion, passaggio di treni e le corse dei pedoni sui marciapiedi) in energia elettrica da introdurre nella rete di distribuzione. Nel caso dei pedoni i ricercatori della Hull University sperano di trovare il sistema di convertire almeno il 50% dei 6-8 Watt che tipicamente una persona genera camminando. Questo può essere effettuato con tecnologia idraulica o piezoelettrica da inserire sulle scale mobili e su quelle normali. Il secondo prototipo invece è rappresentato da un sistema di illuminazione wireless a diodi alimentati da un generatore in grado di entrare in risonanza con le vibrazioni circostanti e quindi di produrre energia elettrica. Che dire? Progetti innovativi ed interessanti: forse hanno trovato un modo di rendere utili persino i comizi di Forza Italia? Non solo chi non salta comunista è, ma è anche un detrattore della patria perchè non contribuisce al risparmio energetico 